Creatività e innovazione: un libro per pensare idee pericolose [RECENSIONE]

Un manuale che vi insegnerà a creare dangerous ideas... for a dangerous world!

Creatività: la capacità di ‘unire i puntini’ e produrre qualcosa di nuovo e utile. Una parola diventata da tempo un vero e proprio mantra e di cui in tanti parlano: quanti libri avete letto a proposito? Avete notato come creare sembri sempre un processo divertente e facile da fare, indipendentemente dalla situazione specifica? Per ultimo, quante volte avete letto delle tecniche che stimolerebbero la creatività? Sono davvero efficaci oppure, una volta compreso il ‘trucco’, serve poco tempo per trovare le soluzioni?

Se volete saperne di più sulla creatività e l’innovazione nel business – ma non solo – senza leggere ‘le solite cose’ ma da una prospettiva di rottura, vi segnaliamo ‘Dangerous Ideas – Idee Pericolose’, scritto da Alf Rehn e pubblicato in Italia da Franco Angeli.

L’opera, scritta da uno dei business thinkers più promettenti si basa su un pensiero sottile ma molto interessante, secondo cui il nostro cervello – per preservarsi – ci darebbe solo l’idea di stare facendo o pensando a qualcosa di creativo.

“Anziché provare a risolvere un dato problema in un modo nuovo, la reazione abituale della mente è quella di trovare il modo per utilizzare un vecchio trucco.”

“Il vostro pensiero non si basa puramente su uno schema, ma su due schemi inseriti l’uno dentro l’altro. Di norma, siamo consci solo dello schema più interno, quello che può essere ‘rotto’ mettendolo in discussione, mentre l’altro rimane gelosamente custodito dal subconscio.”

In altre parole, noi pensiamo di essere creativi ma in realtà stiamo allenando in modo blando la nostra mente a variare il primo stato, rimanendo imprigionati al livello superiore. E Alf Rehn ci invita proprio a mettere in discussione questo secondo step! L’autore ci invita a uscire dalla nostra comfort zone, cercando la creatività dove ci viene meno facile, chiedendoci di quali questioni non vogliamo parlare. Un invito a scavare in ciò che ci disgusta, impaurisce, mette in difficoltà, nel pensiero osceno. Solo così sarà possibile togliere anche il secondo strato ed essere davvero creativi tutti i giorni! Un esempio? Ogni mattina, Alf scrive su Google una parola a caso, scoprendo che in realtà il più delle volte esiste ed entrando in mondi sconosciuti a lui prima. Un modo semplice per allargare gli orizzonti: solo così è possibile vivere e vincere in questi tempi pericolosi!

“Per competere in un mondo pericoloso serve abbandonare completamente il comfort e mettere in campo idee e processi mentali pericolosi, Dangerous ideas for a dangerous world […].”

(Prefazione di P. A. Ruggeri)”

Ma non è solo questo l’elemento che differenzia l’opera dalle altre che parlano di pensiero creativo: l’autore ci stimola anche a capire che la creatività è qualcosa di costoso, da ponderare bene prima di avviare processi organizzativi che vanno in questa direzione. Altra idea è l’elogio dell’imitazione, da sempre rigettata dai ‘puristi’ ma seguita con successo da molti uomini di business:

“Di base, tutte le grandi aziende tecnologiche agiscono nel modo descritto dal CEO della NOKIA, Anssi Vanjoki: ‘se esiste qualcosa di buono al mondo, lo copiamo con orgoglio’. Perfino l’icona della Apple, Steve Jobs, ha detto: ‘abbiamo sempre rubato grandi idee senza alcuna vergogna.”

Che dire, sono davvero tante le idee più e meno consolidate che il manuale mette in discussione, con tanti casi studio – non solo aziendali – ed esempi pratici. Vi abbiamo incuriosito e volete saperne di più? visitate il link dell’editore!

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