L' Enciclopedia Britannica diventa digitale

Dopo quasi due secoli e mezzo, l'Enciclopedia Britannica dice addio alla sua versione stampata. Continuerà ad essere disponibile solo nella versione online.

“Change: It’s Okay. Really.”:  così  Jorge Cauz, presidente dell‘Enciclopedia Britannica, titola l’articolo pubblicato sul blog aziendale in cui spiega l’addio alla carta e segna una nuova era nel digitale.

Dal 1768 l’Enciclopedia Britannica stampava le sue edizioni, rilasciate ogni due anni, composte da 32 corposi volumi rigorosamente rilegati in maniera classica. Da quest’anno non saranno più ristampate altre copie al di fuori delle 4.000 rimaste in giacenza.

Il “vecchio formato” cede il passo al “nuovo formato” digitale disponibile sotto forma di abbonamento al costo di 70$ annui o nella versione mobile con un’app dell’encilopedia tra 1.99 e 4.99 sterline al mese; prezzi decisamente ragionevoli, se si pensa che per la versione cartacea bisognava sborsare ben 1.400 sterline.

L’Enciclopedia è stata e sarà sempre simbolo della conoscenza, nel passaggio dal cartaceo al digitale cambia solo la sua accessibilità sia economica che fisica: avere un’enciclopedia a portata di click è sicuramente più comoda da consultare, più economica e sicuramente più facile da aggiornare rispetto a massicci tomi.

La Britannica, secondo quanto riporta Digital Journal, sarà disponibile quindi solo nella versione online perchè,  spiega Cauz: “Siamo in grado di aggiornare costantemente i contenuti ed espandere ulteriormente il numero di argomenti e la profondità con cui essi vengono trattati senza i vincoli di spazio della stampa tradizionale. Oggi la nostra banca dati digitale è molto più grande di quello che potremmo inserire nell’edizione di carta. Possiamo aggiungere e rivedere le voci in pochi minuti, ogni volta che ce n’è bisogno, e lo facciamo molte volte al giorno”.

“Magari non siamo grandi come Wikipedia, ma abbiamo un approccio accademico, un processo editoriale, e articoli basati sui fatti e scritti bene” continua Cauz. “Crediamo che tutte queste cose siano molto importanti, e creino un’alternativa che vogliamo offrire a più persone possibili. Crediamo che ci siano 1,2-1,5 miliardi di ricerche per le quali abbiamo la risposta migliore”.

Già, Wikipedia: il più grande esempio di conoscenza collettiva. L’enciclopedia fatta dagli utenti, secondo quanto riporta il suo staff, ha più di 20 milioni di voci, 2 miliardi di parole, 250 lingue. Circa 157 articoli postati all’ora.

Sarà stata la grandezza e la diffusione di Wikipedia a spingere la Britannica a dedicarsi al digitale? In verità dalle 120 mila unità cartacee vendute nel 1990, il calo delle vendite è stato costante fino a raggiungere 8 mila unità nel 2010, ma l’eciclopedia vera e propria rappresenta solo circa il 15% del fatturato della Britannica.

Per la Britannica passare al digitale non è una sconfitta, ma la fine di un epoca e l’inizio di una nuova. Voi che ne dite?

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