Create! Come nasce un booktrailer contagioso [INTERVISTA]

Come comunicare visivamente il messaggio di Create! e la sua formula segreta? Ce lo racconta Pasquale D'Amico, creator del video.

Cari Guerrieri, oramai sarete tutti a conoscenza della recente uscita nella librerie di Create!, ora disponibile anche in formato ebook. Quando abbiamo cominciato a parlarvene, vi abbiamo mostrato anche il bellissimo booktrailer del libro, curato dal Klesha Lab. E siccome dietro ad ogni bella creazione ci sono sempre idee e menti contagiose, abbiamo pensato di fare qualche domanda a Pasquale D’Amico su come il video è nato e si è sviluppato.

Mentre pensate ad una bella recensione del libro per vincere la maglietta di Create!, allora, leggetevi l’intervista dell’autore del suo booktrailer! Pronti? Via!

Raccontaci come è nato il video di “Create!”, cosa vi ha influenzato, ispirato, come si è sviluppato il progetto lungo le varie fasi…

E’ nato telepaticamente. Quando ho visto per la prima volta la copertina di “CREATE!” ho pensato subito che sarebbe stato bello animarla. Dopo qualche giorno mi scrive Mirko dicendomi che voleva fare una “piccola animazione” del logo di Create. Telepatia. Dalla piccola animazione siamo passati a fare il booktrailer (per chi conosce bene Mirko Pallera sa di cosa sto parlando :) ).
L’idea di base era mettere al centro il personaggio del baby ninja che doveva narrare i 6 punti fondamentali del libro: catarsi, riusabilità, emozioni, archetipi, tensione ed elevazione.

Poi volevo riprodurre un contesto tipico del processo creativo: un tavolo, penne, colori, una tazza di caffè fumante ed una penna magica che disegna un tablet su un tavolo e che lo fa materializzare: appunto lo crea. Ho cercato di interpretare i feed che mi aveva dato Mirko, la spiritualità ad esempio viene evocata nell’animazione dal libro iniziale che svela una citazione tratta dalla Kabbalah.
La scelta musicale è stata difficile ma alla fine abbiamo scelto bene. Il resto è nato spontaneamente così come è spontaneo il processo creativo.

Come ti sei avvicinato al mondo dell’audiovisivo, prima che diventasse il tuo lavoro?

Tutto è iniziato proprio sulle pagine di questo blog. Era il 2006 ed io ero uno dei tanti neolaureati in Scienze della Comunicazione, senza un lira per fare un costoso master ma con la voglia di fare un lavoro creativo. Un mio caro amico, anzi un fratello, Ninja Sukami, iniziò a scrivere articoli per Ninja Marketing. Io avevo un background da musicista ma avevo iniziato da poco a fare video. Io a Roma, lui a Milano, iniziammo a collaborare: la formula era semplice, lui scriveva gli articoli e lanciava gli input, io realizzavo i video. I progetti che riscossero più successo furono “Free hugs a Piazza del Popolo a Roma” e “Zerodue: rapper incatenato fuori dalla casa discografica“.
Grazie a Giancarlo conobbi Alex e Mirko e tanti altri personaggi che mi aprirono la porta di un mondo “non convenzionale” di cui inconsciamente facevo già parte. Ninja Marketing è stata la mia culla: mi hanno dato un’opportunità, ne ho fatto tesoro e adesso ciò che prima era una sperimentazione è diventato il mio lavoro.

La tecnologia oggi riveste un ruolo molto importante in quello che fate, dando vita a sempre nuove tecniche che a volte possono oscurare però i contenuti. Cosa ne pensi?

E’ vero, molte volte il contenuto passa in secondo piano ma il problema è che la soglia d’attenzione della gente su Internet è molto bassa, bisogna colpire il cuore dell’utente nei primi 10 secondi e bisogna farlo con una nuova tecnica o con un’idea geniale. Nel momento in cui colpisci un utente hai più possibilità che lui approfondisca il contenuto e lo condivida generando viralità.

La rivoluzione digitale ha dato modo un pò a tutti di fare video e acquisire notorietà. Che interpretazione dai di questo nuovo scenario?

E’ giusto che sia così. La rete oggi dà la possibilità di imparare in fretta rispetto al passato: se una persona ha volontà, passione e creatività ti basta cercare buoni tutorial e passare mesi a perfezionarti, e alla fine raggiungi il risultato. Ma molte volte puoi avere un’idea geniale, realizzarla male ed avere successo, oppure avere un’idea pessima, realizzarla egregiamente ed avere ugualmente successo. Bisogna vedere se questa “notorietà” ha un seguito, se cresce e si sviluppa oppure nasce e muore lì.

Nel presentarvi sul vostro sito, precisate attentamente la vostra abilità di musicisti. Che ruolo riviste la musica nel vostro lavoro, che peso gli date?

Un peso enorme ed è una delle mie doti migliori: trovare la giusta musica per ogni video. Uno dei motivi per cui ho iniziato a fare video era che la gente che ascoltava i miei brani mi diceva sempre che creavo una musica evocativa, visiva, che generava immagini. L’anno scorso ho realizzato un progetto chiamato “LIVES and QUOTES”, selezionato al Festival del Cinema Europeo: è un’audiovisual experience visibile su livesandquotes.com. E’ il mio lavoro audio-visuale più importante, che interpreta in pieno il ruolo che attribuisco alla musica nei miei video. Dateci un’occhiata ed alzate il volume :)

Progetti per il futuro?

Per il momento a livello lavorativo sto cercando di espandere la mia attività cercando nuovi clienti e nuovi progetti.
A livello artistico, sto per finire un corto di animazione intergalattico chiamato “Sometime, Somewhere” che narra la storia di un alieno che grazie ad un portale intergalattico arriva in un mondo fantastico che nasconde insidie e minacce. Stay tuned :)

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