GT Academy: per diventare piloti, una Playstation basta e avanza [INTERVISTA]

Attraverso il racconto di Giacomo Cunial analizziamo l??originale concorso di Sony e Nissan

Giacomo Cunial, campione italiano che ha partecipato alle edizioni 2008 e 2010

Se anche voi da piccoli sognavate di diventare un pilota professionista giocando ai videogiochi, allora quest’articolo fa al caso vostro.

Vincere la Lotteria Italia, leggere che il Grande Fratello verrà sospeso, partecipare alla GT Academy sono una di quelle fortune che capitano veramente una sola volta nella vita. Perché, diciamolo, approdare a Silverstone e tentare la carriera su quattro ruote, non è da tutti i giorni. L’opportunità ce la regalano Sony e Nissan, due colossi che oltre alla provenienza nipponica hanno in comune la passione per l’alta velocità, griglie di partenza e ansia da competizione: stiamo parlando di GT Academy.

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GT Academy è l’evento internazionale che selezionerà il miglior videogiocatore di Gran Turismo, offrendo come premio corone di alloro e un contratto da pilota nel campionato europeo GT. Frutto della sconfinata immaginazione di Kazunori Yamauchi, realizzatore della fortunata serie videoludica, il concorso è giunto alla sua quarta edizione.

Le regole sono semplici: dopo aver consumato i polpastrelli sul pad della console, gli aspiranti piloti parteciperanno alle selezioni nazionali e i primi 20 virtual-driver saranno chiamati ad una sfida testa a testa. Gli ultimi due sopravvissuti di ogni nazione voleranno a Silverstone per una settimana di intensa preparazione in Accademia, sfidandosi a colpi di intertempo (questa volta su auto vere). Il migliore tra i migliori vincerà un contratto annuale per gareggiare nel campionato europeo GT4, in forze alla scuderia Nissan.

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From sofa to pro racing driver” recita il claim della campagna. E di fatto Lucas Ordoñez e Jordan Tresson, i vincitori delle prime due edizioni, ora gareggiano da professionisti come veri campioni internazionali.

Nel tempo il concorso è cresciuto in maniera esponenziale, attraversando 17 Paesi, mettendo in pista 1,3 milioni di utenti e mietendo premi in giro per il globo. Ultimo in termini di tempo, il Leone d’oro lo scorso luglio al 58esimo Festival della Creatività di Cannes.

Le gesta dei partecipanti alla GT Academy sono diventate anche una web series, trasmessa sul sito ufficiale di Gran Turismo e sulla pagina Facebook dell’iniziativa. Una campagna multicanale e focalizzata sugli utenti, dunque, che ha saputo sfruttare la forza aggregante di un game-network e la passione per i motori, comune a milioni di giovani ovunque nel mondo.

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E tra tutto questo rombare, giocare, gareggiare e vincere, abbiamo anche intervistato Giacomo Cunial, che dall’ultima edizione del concorso si fregia del titolo di campione italiano e ha rappresentato i colori nazionali a Silverstone.

Giacomo, spiegaci al meglio la vera forza di questa campagna. Cosa ti ha spinto partecipare al concorso?

Ho deciso di partecipare alla GT Academy perchè è un concorso che ti offre innumerevoli possibilità once-in-life: una di queste sta nel viaggio al circuito di Silverstone, il cui nome fa venire i brividi ad un aspirante pilota: è il tempio della velocità assieme a SPA-Francorchamps e Monza nonchè prima gara in assoluto del campionato del mondo di Formula 1 (1950). Un’altra grande opportunità è quella di poter guidare delle vetture straordinarie come la Nissan GT-R, un mostro da 500 cavalli capace di prestazioni impressionanti. Ma su tutte, c’è l’opportunità maiuscola e unica: quella di diventare pilota professionista nel campionato FIA GT4. È indubbio che questi premi possano attirare anche chi non è un fan della serie Gran Turismo in particolare, chiunque vorrebbe essere realmente sull’auto che sta guidando con il joystick della propria console. Lo si può capire con pochi ma significativi numeri: alla prima edizione, nel 2008, la GT Academy ha avuto 25.000 iscrizioni on-line in tutta Europa, 2.000 solamente in Italia. Nel 2010, alla seconda edizione, le adesioni (compresi anche Australia e Nuova Zelanda) sono state oltre un milione, in Italia la crescita dei partecipanti è stata vertiginosa: in 70.000 hanno provato a giocarsi il Boot Camp di Silverstone. Detto questo, credo che la forza di questa campagna sia stata offrire la realizzazione di un sogno a costo zero.

Guardo GT e penso: “Oggi il videogames non è più roba da bambini!”. Le case produttrici vogliono creare un vero e proprio universo diegetico, una realtà digitale autonoma. Lo stesso GT ha dato vita ad una propria linea di abbigliamento, promuove eventi nel mondo, crea network, circonda e coinvolge gli utenti sotto ogni punto di vista. Cosa significa entrare nel Mondo Gran Turismo?

Gran Turismo permette di fare tutto ciò che ogni appassionato di auto vorrebbe, ovvero guidare auto emozionanti su delle piste meravigliose. Un fattore molto importante da questo punto di vista è l’esperienza dell’on-line: si possono sfidare videogiocatori di tutto il mondo, attraverso gli eventi organizzati direttamente dallo staff di Gran Turismo oppure ci si può creare la propria sfida e condividerla con gli amici. Il bello di tutto ciò è che si è creata una community molto viva e in espansione continua. La stessa GT Academy, promuovendo delle star di nuova concezione, ha unito ancor di più la comunità virtuale di videogiocatori, dandole una nuova identità. Ma non solo, l’esperienza si allarga, nel mondo di Gran Turismo si possono scambiare informazioni e si fa vera e propria cultura automobilistica attraverso il network Playstation. Questo perché GT è una enciclopedia interattiva, attraverso il gioco si riesce a conoscere meglio il mondo delle auto, le dinamiche delle corse in pista, scoprire la storia di un marchio o di un modello particolare, fotografare i momenti migliori di un time trial ed incorniciarli nella propria bacheca. Ci sono innumerevoli occasioni per soddisfare la voglia di motori. Penso che Gran Turismo affronti il tema dell’automobilismo in un modo tale, dalla prima edizione ad oggi, che da semplice “gioco” è diventato un vero e proprio “mezzo” per interfacciarsi al mondo delle quattro ruote in modo attivo e soddisfacente. Lo dimostra il fatto che le stesse Case automobilistiche (Ferrari, Nissan, Honda, Toyota per citare alcuni nomi) hanno utilizzato il videogioco per presentare in esclusiva dei modelli inediti (California nel caso di Ferrari, GT-R per Nissan, la nuova NSX per Honda o la FT-86 per Toyota). È indubbio che chi entra a far parte del mondo di GT entra a far parte dell’automobilismo moderno.

Come hai affermato tu stesso, la GT Academy è un sogno. Gran Turismo non promette più la classica mezz’ora di svago, ma di aprirti le porte di una splendida carriera. Questa considerazione come cambia il rapporto utente/prodotto, cioè gamer/videogame?

Con una campagna come la GT Academy, il rapporto utente/prodotto viene superato nel suo senso classico, ma anche nel senso inteso dal Marketing 2.0. In che modo? Guardate coloro che sono andati a Silverstone alla settimana di accademia a Silverstone, hanno realizzato molti dei loro sogni. Meglio ancora, guardate Lucas Ordonez, il ragazzo che ha vinto il BootCamp di Silverstone nel 2008. Fino a quella data era un videogiocatore, un fan di Gran Turismo, ora è meritatamente un testimonial di Sony e Nissan nel mondo, primo pilota nella storia con una “gavetta” virtuale alle spalle. Voglio dire: un prodotto (Gran Turismo), una campagna sportivo-promozionale (GT Academy) e due marchi (Nissan e Sony) hanno creato i presupposti per una carriera luminosa ad un ragazzo di 25 anni. È qui che avviene il sorpasso sulle vecchie e sterili campagne di marketing: l’obiettivo è mettere la passione, le ambizioni, il talento degli utenti al centro dell’attenzione, veramente.

Scritto da

Angelo Di Pietro

Da bambino, il piccolo Kojiro non avrebbe mai immaginato di diventare un giorno un temibile ninja. Gli eccessi della gioventù, corrotta da uno spinto fancazzismo, lo ... continua

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