Square Card Case: il mobile payment come soluzione all'evasione fiscale

Il futuro dei pagamenti via in un'app semplice e sicura.

Le modalità di pagamento capaci di bypassare l’utilizzo della banconota, nel mondo del mobile payment, sono tecnologie che si sono affermate in forme così diverse che da rendere molto spesso i consumatori ciechi alle innovazioni. Non è lontano il futuro in cui i pagamenti cash periranno a favore di sistemi di pagamento su rete telematica che garantiranno una indiscussa praticità e, soprattutto, tracciabilità delle transazioni. Con buona pace dei vari governi tecnici e delle loro impervie soluzioni per arginare l’evasione fiscale.

Square Card Case

Pioniere del settore, come in molti altri, Big G con il suo Google Wallet di cui ci siamo già occupati in questo articolo. Oggi, parliamo invece di Square Card Case, il cui venture capitalist più coinvolto è certamente una personalità che da sola ha ben poco da invidiare in termini di innovazione alla stessa Google, Richard Branson (meglio noto come fondatore della Virgin Records). Un’app che a guardare il video di presentazione sembra raccogliere tutte le caratteristiche di praticità e sicurezza necessarie perché una tecnologia simile venga ben assorbita nella routine quotidiana. Un’app sicura e user friendly, con cui effettuare i propri pagamenti basandosi sul principio del “mettilo sul mio conto”. Date un’occhiata al video di presentazione.

Come funziona Square Card Case?

In sostanza quindi il funzionamento è molto semplice. Si collega la carta di credito al proprio account creato su Card Case, quando si visita un commerciante si apre con questi una Tab, quando bisogna finalizzare l’acquisto si utilizza questa Tab per registrare la transizione, facendosi addebitare il conto semplicemente comunicando il Nome/Nickname del proprio account.

Diverse ed interessanti sono le features implementate in questa app, disponibile al momento solo negli states. Molte delle quali sono state mutuate da piattaforme molto più note e lanciate come Foursquare e Tripadvisor, in particolare quelle che riguardano la geolocalizzazione. Si possono infatti esplorare nuovi posti nelle vicinanze, connettersi ai vari stores svogliando menù, cataloghi, offerte speciali e quant’altro questi offrano, seguire gli updates che questi compiono via Twitter, salvare in un’unica posizione tutte le ricevute delle transazioni svolte così da averle sempre sotto mano.

Ma una delle caratteristiche più attraenti (e non soltanto per i consumer) è stata inserita nell’ultima release e permette all’app di segnalare all’utente un negozio nell’arco di 100 metri in cui è possibile pagare il sistema Square Card Case.

Sentiment dei possessori di smartphone italiani sul mobile payment

Considerazioni apocalittiche sulla scomparsa dei contanti pro-lotta all’evasione fiscale a parte, va detto che il primo scoglio che va superato è senz’altro quello della diffidenza del consumatore ad utilizzare un tipo di pagamento di cui lo scambio di danaro non è direttamente controllabile. Seppure oggi la fortuna dei vari online market store da Amazon, a iTunes, a Groupon, si basa sulla possibilità di chiudere la transizione velocemente tramite carta di credito molto spesso anche via Mobile, come accade ad esempio comprando app sull’Android Market, ci sono ancora molte remore nell’utilizzo di questi innovativi mezzi di pagamento.

Un settore in cui gli acquisti via Mobile è visto in crescita, secondo una ricerca intitolata “The always-connected traveller: How mobile will transform the future of air travel” pubblicata da Amadeus e realizzata insieme a JD Power e Norm Rose di Travel Tech Consulting (fonte), su un campione di quasi 3.000 intervistati circa il 16% ha dichiarato di utilizzare abitualmente uno smartphone per acquistare voli low cost. E come sappiano infatti, ci sono in particolare ottime app per acquistare voli low-cost.

Considerazioni più approfondite e interessanti, nonostante il campione di base fosse solo di 600 persone, si può evincere da un’altra ricerca pubblicata stavolta su Businessmagazine, in cui gli intervistati oltre a dimostrare un atteggiamento proattivo per quelle operazioni d’acquisto di beni fruibili sul dispositivo (ricariche, games, app varie, suonerie ecc.), 13 % di loro hanno dichiarato, in merito alle prospettive di acquisti via mobile nel prossimo futuro, “l’intenzione di utilizzare il pagamento mobile per qualunque acquisto, il 71% per “qualcosa” (parcheggio, autostrada, benzina, biglietti vari, multe/bollette, negozi, taxi, hotel/ristoranti, perfino servizi), mentre il 16% circa degli intervistati non sembra essere interessato all’utilizzo di questa forma di pagamento. Quest’ultimi hanno dichiarato che le ragioni di questa posizione risiedono nella elevata percezione dei rischi per la sicurezza delle transizioni e ad una mancanza di informazioni e rassicurazioni a tutela del proprio conto in banca. In sostanza, per colmare anche questo gap basterebbe informare a dovere il consumatore.

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