Massimo Vignelli e la spinosa questione del nuovo logo di Salerno [UPDATE]

Non è bello e non rappresenta la città

L’iniziale, i colori di sole, cielo e mare, cinque minuti (al massimo dieci) di tempo impiegato. Questi i componenti del logo che voglio presentarvi oggi, e che ha già scatenato un vero e proprio polverone.

Agli “ingredienti” già elencati dovete aggiungere però il nome di Massimo Vignelli e duecentomila euro, tenendo presente che l’opera è stata realizzata per conto del Comune di Salerno. Il sindaco della città, Vincenzo De Luca, ha dichiarato (fonte Ilovegreen):

La collaborazione con il più grande designer al mondo è nata dall’esperienza di trasformazione urbana che stiamo realizzando a Salerno: una situazione che non trova, in questo momento, riscontro in nessun’altra realtà al mondo. La concentrazione di opere affidate ai maggiori architetti viventi è il frutto di una visione iniziale che ci ha portato all’attuazione di un disegno consapevole di intervento urbanistico che punta sull’eccellenza e ne fa un tratto dominante. Questa scelta si rivela fondamentale perché è l’unica che ci consente di competere a livello internazionale, offrendo, nello stesso tempo, ai nostri giovani una grande occasione di arricchimento culturale.
In questo contesto è
stato naturale incontrarsi con Massimo Vignelli nel percorso di crescita che Salerno sta compiendo in una dimensione sempre più internazionale: immaginiamo che la nostra città possa svilupparsi sulla base di un modello simile a quello di realtà come Cannes, Salisburgo ed Edimburgo dove si coniugano tre elementi: turismo, accoglienza e cultura.
Il logo di Salerno creato da Vignelli sarà il tratto distintivo che caratterizzerà la città e gli eventi che in essa avranno luogo, fino a diventarne il segno identificativo a livello internazionale”.

Il Vignelli, invece, ha replicato:

La fama di Salerno a livello mondiale mi ha indotto a tentare un esperimento mai provato, che si è sviluppato attraverso la realizzazione di una nuova identità visiva: da una parte la comunicazione più strettamente istituzionale con un logo municipale riservato agli atti ed ai documenti di natura amministrativa; dall’altra un “brand” capace di fare riconoscere immediatamente Salerno in tutto il mondo. Questo percorso è stato reso possibile grazie alla visione, al coraggio ed alla determinazione del sindaco Vincenzo De Luca, che è riuscito a rendere Salerno un caso esemplare nella dimensione mondiale. Ho, quindi, scelto di fare parte anch’io di una squadra di architetti che con il loro talento stanno trasformando Salerno. E sono lieto di avere dato il mio contributo al progetto di comunicazione che individua un nuovo linguaggio visivo per la città di Salerno proiettandola in maniera originale a livello internazionale”.

Stando così i fatti, vorrei riportare qualche mia osservazione: come ho già esposto all’inizio dell’articolo, non credo che il suddetto logo abbia richiesto più di dieci minuti di lavoro. Aggiungete che il font utilizzato è uno di quelli presenti di default nel pacchetto del sistema operativo (modificato in modo leggerissimo) e la critica viene da sè. Un grafico onesto, per realizzare un logo di questo tipo, non avrebbe chiesto più di duecento euro. Uno disonesto, vedendo l’ente pubblico che gliel’aveva commissionato, sarebbe arrivato a duemila. Ma sinceramente, tra duemila e duecentomila c’è un po’ di differenza.

Ancora, tra i circa quarantamila studenti dell’Università di Salerno (presso la quale io stesso sono iscritto) non avrebbe potuto essercene uno capace di realizzare questo logo impegnandosi? Non credo che avrebbe richiesto molta fatica organizzare un contest aperto a tutti quelli che volessero partecipare, invece di selezionare la migliore (?!?) tra quattro proposte in un concorso chiuso. Si sarebbe speso sicuramente meno, e magari si sarebbe potuto fare un po’ di bene alla comunità.

Se invece si è preferito pagare il prestigio dell’artista (come sembra un po’ essere la moda del momento) allora è un altro paio di maniche, Vignelli è un’istituzione e questo non si discute. Però anche in quel caso la mia personalissima opinione non cambia, forse non era la strada giusta da percorrere, visto che si parla di soldi dei cittadini e la situazione economica del momento è purtroppo ben nota a tutti.

Poi diciamolo, di sicuro potrà anche funzionare perchè incorpora il personal brand di Vignelli, ma secondo me è brutto, un po’ anacronistico, e soprattutto non rende giustizia alla città che dovrebbe rappresentare. Forse, in tutta sincerità, non renderebbe giustizia nemmeno ad un prodotto alimentare. Salerno diventa sempre più bella con il passare del tempo, e se vuole essere all’altezza delle città a cui la si vuole paragonare magari bisognerebbe andare leggermente oltre il concetto di sole, cielo e mare. Detto questo, concludo la mia critica (che va sempre presa con le molle in quanto proveniente da un ragazzo di 23 anni, non è un mistero).

UPDATE: vari appassionati di calcio, alla vista del logo, hanno notato una certa somiglianza prima con quello del Napoli Calcio (squadra tanto odiata dai tifosi salernitani), poi con il simbolo del Sapri Calcio, come riportato anche dal Corriere del Mezzogiorno.

- AGGIORNAMENTO DEL 25 NOVEMBRE 2011

Il sindaco Vincenzo De Luca ha chiarito la spinosa questione in una dichiarazione rilasciata all’emittente locale Lira TV, come riporta la testata Salerno Notizie:

Un po’ di pazienza, ci vuole un po’ più di tempo. Il plebeismo da cancellare, un processo culturale, la presunzione, la supponenza, la capacità di essere corretti nel’informazione. Ho sentito qualcuno che ha detto che questo brand costa 200 mila euro. E’ una cosa falsa, ovviamente. C’è un capitolo di bilancio di 200 mila euro che serve per tutta la campagna di comunicazione: la stampa del materiale, la pubblicità per Luci d’Artista, su Oggi, su Famiglia Cristiana, su Repubblica, sull’Espresso, all’uscita dell’Aeroporto di Capodichino a Napoli. Massimo Vignelli - conclude De Luca - non ha avuto neppure un euro.

Il budget, che ha fatto tanto discutere in rete e fuori, era quindi destinato all’intera operazione di rebranding per la città, che vuole prendere a modello le principali città turistiche d’Europa e del mondo.

La notizia riportata da moltissime testate online, tra cui anche noi di Ninja Marketing, si è rivelata essere incompleta. Era d’obbligo dunque rettificare, per dovere di cronaca. Malgrado le mie personalissime perplessità sulla scarsa rappresentatività del logo non siano andate via, devo chiedere scusa se qualcuno si possa essere sentito offeso dai miei commenti. Evidentemente, come altri, nel desiderio di voler essere tempestivo nel dare la notizia, mi ero lasciato infervorare da una mezza verità ed ero caduto nell’errore di essere superficiale.

- FINE AGGIORNAMENTO

Ora però basta polemica, passiamo all’ironia. Mi permetto di proporre (per scherzare naturalmente) delle alternative valide a questo brand, usando delle S famose:

Superman

Sega

Swatch

Stefanel

Starter

Seat

Suzuki

 

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  • http://twitter.com/unisgmaurooo mauro avyno

    Com’è che nessuno ha colto il sottile riferimento alle ricchezze custodite nel forziere di Paperon de Paperoni ricchissimo plutarca protagonista dei fumetti di Walt Disney ?!

    http://4.bp.blogspot.com/-PL8GcqGl9zY/TYo8O_BYBZI/AAAAAAAAAMw/5XCB-IcPtns/s1600/Deposito1.jpg

  • LM

    Ma questa ironia è utile a qualcosa (i 5 minuti blabla)? È sempre la solita storia con ogni lavoro che vince qualsiasi concorso. Non ho mai letto pareri favorevoli in vita mia. 
    200.000 euro non sono tanti per il nome che è stato richiesto (Vignelli) e per la portata del cliente (Salerno). Quanto vorreste far pagare un lavoro del genere? 

    Non sto dicendo che sia un capolavoro ma non ho ancora i mezzi per giudicare un lavoro come questo senza vederne le applicazioni. È stato fatto solo il marchio? O un’identità completa?

  • Info Vincenzo

    Parliamoci chiaro: chiunque si sia occupato minimamente di grafica nel corso della sua vita è rimasto inorridito da questo bodoni su campo azzurrino sfumato.

    Un messaggio oltre che realizzato male anche fondato su stereotipi ormai vecchi.

    Ho votato de Luca ma… Che tristezza!

  • Dinotognato

    Non voglio giudicare un logo che nel tempo potrebbe rivelarsi anche azzeccato, ma che come primo impatto non mi dice nulla.
    Noto solamente che nel fare brand di luoghi e di città è importante scrivere per esteso il nome ( in questo caso Salerno ), perché messo così potrebbe rappresentare qualsiasi cosa, da un campeggio a un supermercato.
    Spero che nel pagarlo così tanto ( bravo Vignelli a fare il suo lavoro come imprenditore ), abbiano riservato una cifra adeguata, almeno 5 volte tanto, per promuoverlo. Solo così avrebbe un senso, altrimenti è solo un’ operazione autoreferenziale. Consideriamo anche che molte volte è il committente a non saper dare le indicazioni giuste e poi a scegliere.

  • Dciacc2

    Premettendo che sono critico sulla cifra, oggi nella società della comunicazione non c’entra assolutamente nulla quanto tempo serve Fisicamente per realizzare un marchio.
    Dietro c’è una ricerca sul campo che va finanziata e che puó durare anche anni.
    Puó metterci Anche un secondo a fare un logo ma se dietro c’è un ragionamento e un obiettivo da raggiungere è solo quello che conta.
    Il problema è che in questo marchio non vedo grandi ragionamenti e soprattutto non credo come ha detto qualcuno qui sopra che sarà supportato da finanziamenti proporzionati al segno.

  • LM

    Bello non è, inorridito beh… vorrei ricordare il lavoro Landor “Italia”.

    Poteva andare peggio e vorrei vedere le applicazioni prima di dare un giudizio.
    Però magari non capisco niente di grafica, eh.

  • Claude

    Potrebbe anche averci messo 5 minuti e costare 500.000 se con questi soldi si paga anche il prestigio della firma. Quanto è costato invece costruire la notorietà firma? Leggere questo su Ninja è davvero deludente. Questo articolo è deleterio per la categoria dei VERI pubblicitari: dire che un logo può crearsi in 5 minuti e costare solo 200€ è assolutamente sbagliato. Così si dà l’idea di una categoria che “non pensa” ma che margina in meniera abnorme. Pan per focaccia per gli imprenditori meridionali che non danno il giusto valore al nostro lavoro.

  • http://twitter.com/flavio78 Flavio

    Una cosa è certa: il logo non avrebbe mai avuto tanta visibilità se fosse stato appena più “normale” (leggi interessante). E’ che quella sfumatura fa tanto Corel Draw 5… per il resto ci si abitua a tutto e sicuramente è declinabile per fare spille, spillette e yo-yo.

  • Edodrag

    e’ un lavoro brutto. Tutto qui. Cmq se ne accorgeranno presto, lasciateli cuocere nel loro brodo. Del resto cosa pretendete da un popolo, parlo degli italioti in generale ovviamente, oramai privo di qualsiasi senso etico ed estetico. Un popolo capace di fare i bagni d’estate nel mare lercio come se fosse normale, di fare picnic in prati ridotti a pattumiere, di vedere suoi simili insozzare l’ambiente senza ribellarsi, di sorbirsi programmi televisivi ridicoli, un popolo che ha come pensiero fisso il proprio orticello, un popolo che “tanto mica e’ un problema mio” Cosa vi aspettavate da questa povera gente?

  • Diego

    Il logo è bellissimo, meraviglioso!
    C’è il sole, il mare e i favolosi delfini.
    Certo sarebbe stato + efficace con le colline e la patonza,,,

  • Magobaol

    soliti meridionali. ovviamente per 200mila euro minimo minimo dovevano farvi un logo con la pizza mandolino mare sole tarantella panino con la meveza nocciotella e panna.

  • Anonimo

    Sono rimasto anch’io sconcertato quando ho visto questa S gialloblu. Eppure, le critiche, le parodie, il make-your-own-logo, i designer di mezza Italia che ne parlano, le personalizzazioni già usate come immagini di profilo su FB lo stanno già trasformando in icona. Di qui al successo commerciale non corre poi tanta strada. E allora Vignelli avrà avuto ragione di tutti.

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