Italian Jobs alla scoperta del bello di fare impresa in Italia!

Una nuova iniziativa nata per dare supporto a chi resta in Italia per creare la propria startup

Italian Jobs alla scoperta del bello di fare impresa in Italia!Oggi vi voglio parlare di Italian Jobs, un nuovissimo progetto che mira a offrire un’occasione di scambio e visibilità ai coraggiosi startupper che decidono di rimanere in Italia. Dietro l’iniziativa c’è Estrogeni, agenzia di comunicazione romana e in particolare Alessandro Varone (brand reputation manager), in veste di moderatore, la Direttrice Clienti Daniela Girfatti e il CEO Alfredo Borrelli, il quale per primo ha partorito l’idea.

Come ci racconta Alessandro Varone l’idea nasce in seguito ad un dialogo avvenuto via email nei giorni successivi alla scomparsa di Steve Jobs e l’interessante conversazione (che molti di voi avranno già letto) dal titolo “Se Steve fosse nato in provincia di Napoli” è stata sicuramente fonte di ispirazione per il progetto.

Dalle parole scritte sul blog di Estrogeni si percepisce innanzitutto una grande voglia di riscossa e di dare una concreta dimostrazione del fatto che in Italia si può fare impresa, e questo è il primo obiettivo con cui nasce Italian Jobs. In parallelo esiste un gran desiderio di sfatare il mito dell’andare all’estero come unica soluzione possibile per avviare un’impresa. Mi ha molto colpito un passaggio dell’articolo di presentazione (di cui suggerisco caldamente la lettura completa):

Alcuni ricevono in eredità ricchezze.
Alcuni, beni. Altri ancora, posti di lavoro.

Alcuni ne comprendono la valenza e ne godono i frutti.
Altri li lasciano, moltiplicati, alle generazioni che seguono.

Altri ricevono in eredità storie. Esempi viventi di cambiamento.

Queste storie in effetti saranno protagoniste durante ogni attività che i ragazzi di Italian Jobs porteranno avanti. Negli ultimi anni però le iniziative, soprattutto editoriali sul mondo delle startup si sono moltiplicate e ho voluto perciò indagare meglio su ciò che la differenzi dalle altre.

Devo dire che, anche in seguito all’esperienza che stiamo facendo anche noi di NinjaMarketing, condivido in parte l’approccio di cui ci parla Alessandro. Le storie che ci racconteranno non riguardano delle vere e proprie startup, ma semmai delle imprese italiane che hanno effettivamente avuto successo. Ecco le parole esatte: “noi parliamo del bello di fare impresa in Italia più che del bello della startup“.

Gli obiettivi a breve e lungo termine di Italian Jobs

Gli obiettivi con cui nasce Italian Jobs sono sono essenzialmente tre. Il primo è dare visibilità a tante belle realtà Italiane che ogni giorno crescono e realizzano cose belle senza piangersi addosso e rinunciare prima di incominciare. Il secondo è dare a chi oggi ha solo la sua idea e magari non sa né come né da dove iniziare degli esempi che lo aiutino a capire come muoversi. Il terzo infine è dedicato a studenti e neolaureati, ed è metterli in contatto con queste aziende, indicando quali sono i profili ricercati e come inviare i propri CV.

Alessandro riassume gli obiettivi di Italian Jobs con le seguenti parole:

“In questo modo speriamo di poter aiutare, in tutti e 3 i casi, le aziende che presentiamo ad essere visibili, quelle che ancora non esistono a nascere, e i giovani in cerca di lavoro a trovarne uno.”

Per capire meglio le intenzioni dei ragazzi di Estrogeni ho chiesto loro di approfondire in che modo hanno intenzione di garantire visibilità ai loro ospiti. Anche in questo caso mi sono sembrati molto ambiziosi, ma anche molto determinati nel riuscire nella loro impresa.

Logo Italian JobsL’intenzione ovviamente è di utilizzare in primis tutti gli strumenti a loro disposizione per far arrivare il messaggio ad un numero più grande possibile persone. Verranno utilizzati dunque gli owned media di Estrogeni e verrà sfruttato il supporto di blogger e stampa di settore. Inoltre Alessandro ci anticipa che di volta in volta cercheranno di coinvolgere realtà potenzialmente interessate all’argomento trattato. In occasione del primo incontro con SpinVector sono stati coinvolti gli studenti e i responsabili di corsi di programmazione e animazione 3D chiedendo di pubblicizzare la diretta. Un’altra idea è anche quella di coinvolgere in prima persona i blogger di settore, eventualmente invitandoli a partecipare come ospiti per poter fare delle domande nel corso dell’intervista. Il target primario sono sicuramente gli startupper e neolaureati/laureandi nel settore dell’azienda che di volta in volta verrà presentata.

In ogni caso Italian Jobs è partito davvero da poco ed è ancora in parte “work in progress”. Nel futuro è molto probabile che verranno sviluppate delle partnership e collaborazioni con altre realtà per ampliare il network in cui veicolare gli incontri. Vedremo come effettivamente si svilupperà quest’idea.

I primi passi di Italian Jobs

Come abbiamo accennato ItalianJobs consisterà principalmente in una serie di incontri con imprenditori italiani che operano nel settore dell’innovazione digitale e non solo. Il primo incontro è avvenuto con i fondatori di SpinVector, una società campana che realizza Videogiochi, Ologrammi AR e Cinema 3D. Per chi si fosse perso il primo interessante incontro ecco il video:

Il prossimo appuntamento è per LUNEDI’ 5 DICEMBRE, ma il nome dell’ospite verrà comunicato solo fra qualche giorno. A questo proposito ho chiesto ad Alessandro di spiegarci un po’ meglio quali sono i criteri che vengono utilizzati per scegliere gli ospiti e questa è la risposta:

“aziende che siano serie e solide economicamente, quindi non progetti nati come “scatole vuote” per motivi strani ma realtà che lavorano sodo per portare avanti la propria idea. Anche in considerazione degli obiettivi di cui parlavo prima cerchiamo anche di trovare aziende che abbiano posizioni lavorative aperte, per dare a chi ci ascolta la possibilità di inviare i propri CV”

In futuro la speranza è che siano le stesse aziende a candidarsi e per chi è interessato può farlo fin da ora inviando un’email a italianjobs@estrogeni.net.

Una chiacchierata sul “fare impresa in Italia”

Per concludere l’articolo ho deciso di porre due domande ad Alessandro Varone riguardanti il presente e il futuro delle imprese italiane. Ne approfitto anche per ringraziare tutti i ragazzi di Estrogeni e augurargli tanta fortuna per questo nuovo progetto!

– Che caratteristiche hanno secondo voi le imprese italiane e quali sono secondo voi gli aspetti positivi e negativi del fare impresa in Italia?

A margine dell’incontro di lunedì scorso si discuteva proprio di questo: le startup italiane spesso hanno idee molto più innovative e creative rispetto a quelle straniere. Ciò che ci frena, oggi, è la difficoltà di accedere ai finanziamenti rispetto all’estero, dove spesso idee anche più banali e meno creative spesso hanno fondi sostanziosi e riescono a partire prima. Quindi venendo alla lista direi:
Positivi :) : creatività, background culturale italiano (unico al mondo probabilmente) e socialità italiana che aiuta spesso a fare rete
Negativi :( : difficoltà di accesso a fondi e capital venture, innovazione tecnologica arretrata rispetto ad altri paesi (specialmente a livello accademico, dove non si studiano i software commercia.li ed è un grosso limite) e in molti casi invisibilità dovuta al fatto che difficilmente sui media non di nicchia trovano spazio questo tipo di realtà

– Se avessi la bacchetta magica e potessi fare qualcosa per rilanciare l’ecosistema italiano delle startup.. quali sono le prime tre cose che faresti?

Innanzitutto credo che ci sarebbe bisogno di eliminare un bel po’ della burocrazia presente. Oggi aprire un’impresa è molto complicato, e credo che ciò freni alcune persone dal lanciarsi definitivamente. Quindi per prima cosa meno burocrazia, iscrizioni a registri, permessi e quant’altro, magari anche solo per i primi 3-5 anni di attività, o fino a un certo fatturato. E qui veniamo al secondo problema: i soldi. Sicuramente c’è bisogno di un regime fiscale agevolato per le piccole imprese: per le medie e piccole imprese in Italia quasi sempre la scelta è fra evadere le tasse o fallire. Infine creerei dei poli per far incontrare e lavorare a contatto le startup, incubatori non solo economici ma anche fisici dove le persone e le idee possono incontrarsi e stimolarsi a vicenda. La Silicon Valley funziona anche per quello.

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