Mekkanika: font steampunk e visionario di Riccardo Sabatini [INTERVISTA]

Un tributo alla meccanica e alla robotica di un promettente designer italiano

Mekkanika Typeface è una raccolta di caratteri ispirata ai disegni tecnici di macchinari del passato e del presente, uniti e incastrati fino a formare lettere e numeri, che richiamano lo stile steampunk.

L’autore è il designer fiorentino Riccardo Sabatini, aka Richard the rough, che sulla sua pagina su Behance descrive se stesso come “60 kg italian ignorance + 5 kg low quality creativity + 5 kg bad visual taste + 5 kg face like the ass + 10 kg presumption + 5 kg madness = 95 kg of me”

Un tipo originale e fuori dagli schemi, insomma. Non ho perso l’occasione di contattarlo per fargli qualche domanda:

Ciao Riccardo! Mekkanika è un typeface complesso e dettagliato ma nonostante questo lineare, oltre ad essere molto originale per il suo richiamo alla meccanica e alla robotica.  Ci sono artisti che ti hanno ispirato per questo lavoro?

Ciao Annamaria! La lista dei creativi che mi hanno in qualche modo ispirato è lunga, ma più che essere relativa a questo lavoro e questo specifico stile di “collage“, coinvolge  in generale a tutto ciò che reputo interessante nell’ambito graphic design/digital art/illustrazione e che mi ha influenzato nel modo in cui io percepisco questo campo, a cominciare dalle centinaia di colleghi talentuosi che ho scoperto e che seguo da anni su networks come Behance, Deviantart, Flickr etc.
Due mostri sacri che forse mi hanno maggiormente influenzato alla “radice”  sono Stefan Sagmeister e Shepard Fairey, il primo per l’eclettismo con cui affronta questo mestiere (specialmente per quanto riguardo riguarda la parte tipografica) ed il secondo per i posters e lo stile propagandistico delle sue opere, sia dal punto di vista della composizione che dei messaggi. In entrambi i casi però più che di influenza si tratta, come nel caso dei designers di Behance, di un’ispirazione generale che fa “bagaglio culturale”

Parlaci di come nasce l’idea di Mekkanika

Lo stile di Mekkanika, questa specie di “collage di pezzi” è uno stile che ho sviluppato dai primi anni di università e poi portato avanti.
Il mio primo “esperimento” è stato un tribute-poster fatto a Shepard Fairey per una mostra della mia università: sostanzialmente uno scontorno massiccio di personaggi tratti dai lavori di Fairey per poi crearne una specie di foto di gruppo:

Poi approfondii questo stile e iniziai ad applicarlo a forme precise, ma sempre utilizzando elementi “finiti” per comporne di altri:

E questa è la seconda volta che anzichè applicarlo ai soliti robot provo ad applicarlo ad un font, anche per cercare di evolvermi rispetto ai lavori che facevo in precedenza, ma pur sempre giocando molto con la grafica.
La prima volta che ho utilizzato questa tecnica non c’erano riferimenti ai robot, ma a qualcosa di molto più “chic” rispetto ai miei canoni classici di lavoro, ho infatti creato un font totalmente composto di decorazioni vegetali:

Con Mekkanika è stato un pò un ritorno agli esperimenti con i robot ma con uno stile un pò più pulito e studiato rispetto a quello degli anni passati, ma l’ispirazione “robotica” comunque rimane dietro l’angolo.

Un progetto molto complesso. Quanto tempo hai impiegato per realizzarlo?

Lo sviluppo ha richiesto diverse fasi: trovare il fondo giusto per le lettere (prima era un gradiente, poi è diventato bianco, poi è ridiventato colorato ma con un colore diverso ogni lettera), comporre le lettere, inventarsi il tributo ai transformers e le animazioni varie e caricare tutto online: grossomodo un mese prendendomela comoda.

Ho notato che sei del 1983! Sei molto giovane eppure da anni sei citato dai blog di grafica piu autorevoli a livello nazionale e mondiale, e puoi vantare collaborazioni e riconoscimenti di alto livello.  Che effetto fa?

In realtà se consideriamo l’età media dei graphic designers “emergenti” di talento a livello mondiale, ce ne sono anche di molto più giovani. Questo non toglie che queste soddisfazioni personali  mi abbiano dato un entusiasmo incredibile.
Ovviamente non credo che questo sia un punto di arrivo ma un punto di partenza. Ora è questione di continuare così.

Ed è quello che gli auguriamo anche noi!

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