Cosa ci aspetta nel 2012: social media e tendenze per il prossimo anno

Si avvicina la fine dell’anno e si comincia a ragionare su cosa ci aspetterà nel 2012: non fa eccezione il mondo dei social media, che il prossimo anno potrebbe consacrarsi come strumento decisivo per le aziende dopo un 2011 pieno di novità.

Quali saranno le tendenze per l’anno venturo? È la domanda cui cerca di rispondere Beverly Macy nel post “4 Trends to Watch in 2012“, dove si elencano alcuni spunti d’analisi molto interessanti per prepararsi a una nuova fase, in cui i social network diventeranno decisivi per affermarsi e per comunicare. Scopriamoli insieme!

1. Sfruttare il caos

Nei social network si ragiona in termini di “tempo reale”: i contenuti vengono condivisi istantaneamente e rimangono fruibili per poco tempo, proprio perché gli utenti pubblicano continuamente nuove risorse da cui attingere.

Sembrerebbe che questo “magma” sia ingestibile e difficile da sfruttare per aziende che puntano ad affermarsi rafforzando la propria brand reputation: la domanda che sarà necessario porsi sarà non tanto “Perché stare nella social sfera?” quanto “Come sfruttare questi nuovi strumenti?”.

Un’analisi che dovrà necessariamente partire dal presupposto che gli ambienti dei social network sono per natura caotici, e da questo caos va generato una sorta di ordine che possa sfruttare questo carattere di istantaneità. Le aziende, che sapranno costruire una comunicazione partendo da questo “caos”, avranno una marcia in più rispetto ai competitor.

2. Il pensiero globale: l’intelletto della social sfera

Beverly Macy, nel suo post, parla apertamente di Global Social Brain: la social sfera è come una sorta di grande cervello globale i cui pensieri sono generati da tutti i contenuti prodotti dagli utenti all’interno dei social network.

Un flusso che, come abbiamo visto prima, è caotico e che ha un tempo limitato, e per questo molto dispersivo. La presenza di un brand in questi ambienti deve cercare di catalizzare quest’immenso flusso di dati, andando a cogliere legami con gli utenti che operano come sinapsi di tessuto celebrale.  Inoltre, i social network potrebbero diventare le piattaforme di partenza per comunicare non solo nella quotidianità individuale, ma anche nell’esperienza professionale: insomma, una mole di dati enorme. Analizzare e misurare questa mole di dati, costruendo cluster nuovi e sempre più mirati, sarà decisivo per chi vuole primeggiare nel mercato.

3. L’importanza della scoperta

Sfruttare non soltanto le affinità di utenti “vicini” (gli amici, tanto per intenderci), ma incentivare l’importanza della ricerca all’interno dell’ambiente sociale. Nel 2012 si presume che tutti i social network incentiveranno i sistemi di ricerca dei contenuti, più di quanto già accade oggi, dove i dati vengono reperiti dagli user sfruttando in particolare un sistema virale di tramissione da utente a utente. Le aziende dovranno essere in grado di “farsi trovare”, diventando riferimento per chi casualmente si imbatte in uno spazio istituzionale.

Just Give Me What’s Important and let me find what I need“, dimmi solo ciò che è importante e fammi trovare ciò di cui ho bisogno: Beverly Macy isola bene in una frase un concetto di cui bisognerà tenere conto per ogni azione sui social network!

4. Educarsi alla social sfera

Ogni azienda ha piani di sviluppo per i propri dipendenti: nel 2012 sarà decisivo il modo con cui le aree di formazione che aiutano i dipendenti a crescere nel proprio know how sapranno interfacciarsi a quelle che stanno diventando delle vere e proprie discipline di comunicazione – e di marketing – con regole ben definite: insomma, diventerà primario dotarsi di strumenti per imparare a usare gli meccanismi della social sfera.

Un primo passo sarà implementare e adeguare i percorsi formativi, i quali talvolta non comprendono per nulla nozioni che siano d’aiuto ad operare i social networl: pensiamo a molte delle piattaforme per l’e-learning utilizzate comunemente dalle aziende di tutto il mondo (per esempio Moodle): molto utili per una formazione nozionistica anche di alto livello, ma totalmente sprovviste di tool social.

Sarà indispensabile, e sicuramente il 2012 potrebbe essere un anno spartiacque in questo senso, imparare a utilizzare questi strumenti e sfruttarli per “raccontare” l’azienda all’esterno, e perché no, anche per integrare quei sistemi utilizzati per la formazione interna.

Insomma, le aziende dovranno in qualche modo “tornare a scuola”: Beverly definisce questa fase “seria quanto la metologia Six Sigma“, che dagli anni ’80 è uno dei parametri più importanti per la gestione della qualità del prodotto: un paragone lusinghiero, per la nascente scienza dei social media.

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