Simoncelli, la Rete e il cattivo gusto

Francesco Gavatorta
Francesco Gavatorta

Editor Social @Ninja Marketing

Quando muore un campione sportivo, il dolore sembra essere amplificato dall’eco delle sue gesta: nel caso di Marco Simoncelli, accettare la sua dipartita è ancora più difficile, vista la sua gentilezza e la simpatia.

Sic, così lo chiamavano, era riuscito per questo a farsi voler bene innanzitutto dai suoi avversari, da Valentino Rossi a Dovizioso, da Capirossi a Lorenzo.

Vasco Rossi e Nonciclopedia

Un personaggio positivo: forse è anche per questo che a poche settimane di distanza dalla nota querelle, Vasco Rossi (ma non solo) è tornato ad attaccare Nonciclopedia, e questa volta per un fatto che non lo riguardava.

Tutto comincia qualche giorno fa, quando sull’enciclopedia satirica viene pubblicata una frase alquanto “politically scorrect”: “23 ottobre 2011, Moto GP di Sepang – Ennesima caduta per Marco Simoncelli. Ma ha promesso che questa è l’ultima“.


Venuto a conoscenza del fatto, il rocker di Zocca ha ripreso la battaglia a botte di comunicati che censuravano (è proprio il caso di dirlo) il comportamento dello staff che gestisce il portale: a dargli man forte, molte celebrità fra cui Francesco Facchinetti e Fiorello, i quali hanno scelto di utilizzare Twitter per comunicare il loro sdegno:

Un caso isolato di malcostume – su cui lo staff di Nonciclopedia ha voluto dire la propria sul proprio profilo Twitter – oppure un utilizzo improprio di una tragedia, magari per farsi pubblicità?

Il Facebook Ad con Simoncelli… e altri scempi

Come si segnala nel blog The social not work in un post dal titolo Facebook ADS: forse abbiamo toccato il fondo l’immagine dello sfortunato pilota romagnolo è stata utilizzata per attirare nuovi clienti in una delle tante pubblicità della Rete.

Stesso meccanismo apparso in altri spazi di Facebook, dove con la scusa di proporre il video dei soccorsi a Marco Simoncelli si veniva indirizzati a un blog che apparentemente nulla centrava con il contenuto proposto:

Il link condiviso puntava infatti a un sito dove si parla di calcio e assegnazione del Pallone d’Oro.

Uno sbaglio, oppure un palese tentativo di sfruttare l’onda lunga di una notizia con ampio seguito per implementare i propri contatti?

Su questo punto è interessante notare le conclusioni di Guido Ghedin nel post Quanti Like vale una tragedia?, che ci porta a osservare come l’emotività dell’utente possa generare nuovi “bacini” di click, sfruttabili anche a fini commerciali.

Un caso osservato anche in altri ambiti e sfruttando altre specifiche emozioni, come la semplice empatia verso uno sportivo che ha “appeso gli scarpini al chiodo”: è il caso della pagina di Roberto Baggio, che al tributo unisce – senza neanche tanto nascondersi – una capillare azione promozionale:

Certo, il caso di Simoncelli è diverso: di mezzo c’è un ragazzo di 24 anni che è morto e che riusciva a calamitare l’attenzione di un vasto pubblico non solo per il suo talento ma per la sua umanità.

È però un fatto che nella dimensione della social sfera l’emotività dell’utente possa diventare scusa per attrarre potenziali clienti cui recapitare un messaggio promozionale, o semplicemente, diventare volano per provocazioni inutili e pretestuose (come nel caso di Nonciclopedia e del suo humour in salsa nera, con cui abbiamo cominciato il post) che nulla offrono al contenuto ma generano dibattito e tengono alta l’attenzione sul brand. Ma soprattutto, nel caso di Facebook Ads, possono portare click a campagne pubblicitarie completamente slegate dal contesto.

Sembra quindi che al cattivo gusto non ci sia proprio limite nemmeno sui social media, anzi pare quasi che quest’ultimi riescano ad amplificarlo maggiormente. Nell’attesa (che potrebbe essere infinita) che si sviluppi un po’ più di buon senso forse tutti noi dovremmo compiere un piccolo sforzo ed essere più parsimoniosi con i like e i click.

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