6 consigli per il social media marketing delle università

Le università sono le organizzazioni che meglio possono interfacciarsi con i social network. E’ insito nel loro target, quello degli studenti, che nella fascia d’età tra i 18 e i 24 anni hanno una presenza ormai consolidata sui principali social network. In pratica, non c’è grande libertà di scelta: approcciare ad innovative ed efficaci strategie di social media marketing è diventato essenziale per le università.

E’ particolarmente importante per organizzazioni complesse come le università utilizzare i social media, non tanto per “stare al passo” con le evoluzioni tecnologiche (spesso è questo l’errato approccio di alcuni atenei), quanto piuttosto per creare canali di conversazione efficienti con il pubblico, in rapporto al modo tutto nuovo di comunicare generato dai social network.

Come logico, il successo è per i pochi che hanno effettivamente compreso le reali potenzialità del mezzo, e che si sono proposti come innovatori nel loro campo. Di seguito, i sei consigli proposti da Mashable per le università che si affacciano al mondo dei social media.

1. Sviluppare una strategia e fissare degli obiettivi

E’ fondamentale non avere fretta. I social network non vanno approcciati perché “tutti lo fanno”, bensì perché alla base ci dev’essere una strategia di fondo, perfettamente integrata con il più generale piano di marketing istituzionale. Quindi è imprescindibile stabilire con precisione, ed in anticipo, quale budget e quali risorse destinare al social media marketing, che tipo di target si vuole raggiungere (ad esempio, solo gli iscritti, le potenziali matricole, i genitori, altri brand con i quali interagire) e che tipo di contenuti si vuole diffondere.

Inoltre, vanno accuratamente selezionate figure competenti e specializzate che conoscano gli strumenti del mestiere.

2. Cercare e scegliere la giusta piattaforma

Il motto di un ateneo che decida di entrare nel grande mondo dei social network dev’essere: “qualità prima che quantità”. Non è necessario essere presenti su tutti i social network, soprattutto se lo sforzo in termini di presenza va a scapito della qualità dei contenuti.

Per cui, se si punta sulla pubblicazione di tanti video sulle tante attività del campus, sarà essenziale un account YouTube o Vimeo, con canale personalizzato e curato graficamente, mentre se si punta al contatto con i professionisti oltre che gli studenti sarà essenziale un ingresso in LikedIn. In ogni caso, resta di assoluto rilievo la perfetta integrazione tra le piattaforme scelte.

3. Responsabilizzare e sostenere i singoli dipartimenti

Un’istituzione universitaria ha tantissimi dipartimenti ed unità da coordinare, ma è evidente che ognuno di essi ha un diverso compito all’interno del campus, e quindi diversi messaggi da veicolare e diversi target da raggiungere.

E’ chiaro che un utilizzo ottimale dei social network (quindi si parla di una dimensione ideale) dovrebbe prevedere che ogni singolo dipartimento e servizio dell’università abbia la propria presenza sui social network, coordinata ovviamente a livello macro dall’istituzione.

In questo senso un esempio di utilizzo brillante dei social network lo offre la Business Unit che si occupa del nutrimento degli studenti alla Boston University: BU Dining Services.

4. Sviluppare coerenza tra le piattaforme e la propria immagine istituzionale

Come per qualsiasi altra impresa, anche in ambito universitario è necessaria la cura del brand e del messaggio che questo vuole comunicare. E proprio da questo messaggio deve partire la campagna di social media marketing istituzionale.

E’ impensabile, infatti, affiancare ad una serissima e rigorosissima pagina Facebook un eccentrico account Twitter, che porterebbe solo confusione ed incoerenza di messaggio.

E’ altrettanto evidente, comunque, che ciascuna piattaforma avrà una propria identità, ed in relazione a questo il messaggio verrà veicolato diversamente. In conclusione, è essenziale la coerenza di messaggio, ma il modo di veicolarlo può cambiare a seconda della piattaforma per adattarsi alle atmosfere della stessa.

5. Coordinare la comunicazione nel campus

Come detto la coerenza del messaggio è elemento imprescindibile per l’applicazione delle politiche di social media marketing di un’istituzione universitaria. Una coerenza che va ricercata non solo (come visto al punto precedente) tra le diverse piattaforme utilizzate ma anche tra le varie divisioni con una presenza effettiva sul social network (come visto al punto 3).

Un gruppo su Facebook, mailing list, riunioni regolari e forum di discussione possono aiutare in questo senso, migliorando la comunicazione e il coordinamento tra le diverse unità coinvolte nel progetto di crescita dei nuovi media.

6. Fissare delle linee guida di base

Questo punto, per quanto importante, resta ancora secondario. Per quanto possa essere utile fissare delle linee guida base, come convenzioni tra tutti i responsabili sulla metodologia o sulla tempistica delle risposte, piuttosto che sul tono della comunicazione istutizionale, resta sempre una limitazione dello sforzo creativo richiesto da un impegno nel social media marketing.

Come detto, solo gli innovatori e coloro che riescono ad osare con l’utilizzo dei nuovi media riescono a raggiungere risultati d’eccellenza. Concetto che, parzialmente, contrasta con l’esistenza di paletti fissi o imposti nell’utilizzo dei nuovi media.

VUOI APPROFONDIRE L'ARGOMENTO?