Nubifragio su Roma: #romacambia e la cronaca che diventa protesta

Francesco Gavatorta
Francesco Gavatorta

Editor Social @Ninja Marketing

Stamattina Roma s’è svegliata sotto un forte nubifragio, che ha devastato la città. Chiuse le scuole, traffico impazzito, purtroppo anche morti e dispersi: un bilancio tutt’altro che positivo per la capitale e i suoi abitanti.

Com’era prevedibile, l’attenzione dei social network si è focalizzata fin dalle prime ore della giornata sulla cronaca di ciò che stava capitando in città.

Su Facebook sono cominciate a circolare fotografie della città allagata (nell’immagine, un contenuto condiviso dal nostro Simone Cinelli aka Simosoke):


ma anche appelli e richieste d’aiuto, come quelle arrivate dagli “indignados” che stanno occupando per protesta una piazza di Roma:


Reazioni tutto sommato che danno idea di come l’accellerazione dell’informazione sia arrivata forse al massimo dell’intensità, e di cui avevamo già avuto prova in moltissime altre occasioni.

Ma è su Twitter che il livetweeting ha generato un fenomeno, per così dire, curioso.

Il blog collettivo Nomfup, attraverso il suo profilo, ha proposto una cronaca della situazione su Roma caratterizzato da un hashtag particolare: #romacambia.

“Roma cambia”, come spiega la stessa redazione, è uno slogan già conosciuto ai romani per esser stato utilizzato durante la campagna elettorale dell’allora candidato sindaco Gianni Alemanno:


Proprio così. Un livetweeting che, paradossalmente, veniva condotto grazie a un topic che è anche un chiaro segnale di protesta contro il primo cittadino della città.

Una cronaca, per così dire, di pressione verso l”amministrazione, cui alcuni imputano chiare responsabilità nei disagi di oggi (argomento questo che ha acceso la polemica anche nella sfera politica) per alcune mancate manutenzioni alle infrastrutture cittadine.

Inutile dire che, insieme a #nubifragio, l’hashtag #romacambia è stato il più utilizzato per tweettare le proprie testimonianze dalla città allagata, riproponendo anche qui quel fenomeno che abbiamo più volte analizzato e che è ormai diventato tipico quando si verificano calamità naturali (vedi anche Terremoto a Torino, la notizia corre sui social [BREAKING NEWS]), dove sono gli stessi utenti a realizzare una cronaca dettagliata in diretta del susseguirsi dei fatti.

La novità è forse la discriminante che ha spinto gli user a generare questo topic, cioè la voglia di protestare per i disagi che s’è unita alla necessità di raccontare la realtà di quanto stava accadendo.

Fino alla notizia della morte di Gheddafi, che ha fatto balzare in testa il nome del dittatore fra i trending topic, la discussione sull’alluvione romano ha monopolizzato l’attenzione degli utenti: non ci sembra un azzardo pensare che anche livetweeting come questo possano essere in grado di spostare consensi a prescindere anche dal contenuto veicolato, proprio perché nascono con insita una chiara volontà di colpire la credibilità di una particolare personalità politica (e in questo caso, di attribuirgli forse responsabilità – concedeteci – ancora tutte da dimostrare, considerando l’eccezionalità dell’evento).

Visti i disagi era prevedibile che la popolazione – e il popolo della Rete – facessse le proprie rimostranze all’amministrazione comunale per l’accaduto: ma la coincidenza fra livetweeting e protesta, questa ci sembra veramente un inedito della social sfera.

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