Gli insegnamenti di Steve Jobs sul marketing e sulla pubblicità

Le regole d'oro dell'uomo che ha cambiato anche il modo di costruire un brand, di comunicare e di vendere prodotti.

Il “visionario” ha saputo condurre la sua azienda dal tracollo all’ascesa finanziaria, fino a far divenire la Apple  una delle realtà imprenditoriali più importanti ed influenti al mondo. Cavalcando l’onda dei ricordi  potremmo definire Steve Jobs come uno dei migliori marketer dei nostri tempi: proiettato al futuro, anticipando i desideri che i consumatori nemmeno sapessero di avere; sovvertitore delle più comuni e consolidate ricerche di mercato,  mago, architetto e designer. Appuntiamo alcune delle sue migliori strategie che hanno cambiato il panorama del marketing mondiale.

Rivoluzione Scientifica del marketing

Simbolo indiscusso di una rivoluzione… quella di Newton fu scientifica, la mela di Jobs morsicata come la mela di Adamo ed Eva, che infuse saggezza, diventa una rivoluzione digitale! Non un brand ma un vero e proprio sistema di credenze e di rappresentazioni del mondo, dotato di leader, linguaggi, rituali, antagonisti, oggetti di culto.

Sono io ad avere sempre ragione, non il cliente

Il miglior modo per Steve di fare ricerche di mercato era di sicuro nel rifiuto delle classiche e comuni tecniche come i focus group ritenuti poco veritieri perchè:

I consumatori non sanno cosa desiderano fino al momento in cui non si mostra loro quel qualcosa.

Il lancio magico e segreto dei nuovi prodotti

Con i suoi inseparabili jeans e  i dolcevita neri, potremmo quasi definire Steve un nuovo Harry Potter, per le capacità di creare attesa,  contornando ogni nuovo lancio di una  magia pura al punto da rendere i consumatori pronti a qualsiasi gesto pur di essere in prima fila per accaparrarsi i prodotti al primo lancio.  Come non ricordare di quelle quattro persone che  a Pechino sono finite in ospedale dopo una rissa scoppiata per avere l’iPad 2. Ogni nuovo prodotto dell’azienda diviene famoso ancora prima di essere lanciato ufficialmente sul mercato grazie ai numerosi rumors che prendono vita. Potremmo definire questo come “il trucco del silenzio” capace di generare un altissimo livello di curiosità tale da dar vita ad un efficiente ed efficace buzz. Per non parlare dei fake della Apple che puntualmente proliferano in rete in procinto del nuovo lancio propinando prodotti che in realtà hanno poco in comune con i futuri originali.

Il miglior modo di costruire un brand è vendere il prodotto

Con un valore stimato di $351bn per la sua azienda, Jobs ha saputo diventare padrone indiscusso del mercato delle nuove tecnologie rendendole “personal” in tutto e per tutti! Ha saputo offrire nuove categorie di prodotti che subito hanno fatto breccia nel cuore dei consumatori ricoprendo un ruolo attivo nello sviluppo della generazione digitale. Un esempio banale in numeri? L’iPad detiene una fetta di mercato dei computer tablet del 68,3%!

Creatività è semplicità

Tempo fa i Ninja avevano racchiuso la filosofia dei prodotti Apple con un “meno è meglio“, un vero e proprio marketing minimale o meglio quasi un non-marketing.

Una filosofia che ben si adatta all’idea di Apple di Jobs.

Minimalismo, essenzialismo, eleganaza, coerenza nel tempo, cura del più piccolo dettaglio questo infatti era per Steve era il anche il design. Perchè il design così come lo intendeva lui

non è solo quello che si vede o si sente ma anche ciò che fa funzionare il tutto.

Design-led approach, così viene definita la tecnica di realizzazione dei device Apple. Un’architettura capace di semplificare l’utilizzo dei prodotti.

E queste caratteristiche si ritrovano anche nelle pubblicità: uno sfondo bianco, il prodotto al centro della pagina e una linea o due di copy. Una personalità dichiarata e affermata che non ha mai avuto paura di rifiutare ogni tipo di ibridazione.

Preferite parlare degli Apple Store? Luoghi di indiscussa bellezza che rassomigliano più ad una esposizione artistica o ad un luogo di culto che a un negozio. Un’occasione ghiotta per schierare in campo tutti gli strumenti del brand awareness. Un vero e proprio marketing esperenziale. Gli store si propongono di far vivere al visitatore un’esperienza d’acquisto paragonabile in tutto e per tutto all’esperienza d’uso dei prodotti marchiati a mela, un luogo in cui i consumatori entrano a far parte di una vera e propria comunità organizzata: il Genius Bar per dare ogni tipo di supporto al consumatore; l’area Kids per i primi passi verso il mondo digitale;  addirittura teatri dove è possibile presenziare a corsi o presentazioni dei software Apple. Il personale distinguibile dalle diverse t-shirt  indossate.

Controcorrente

In un’epoca dove i social media divengono lo strumento principale per fare advertising, Apple non ha mai realizzato una pagina ufficiale su Twitter o Facebook eppure ha saputo costruire una delle reti sociali delle più grandi al mondo senza minimamente utilizzare questi canali.

Attenzione ai dettagli

Questo è un aneddoto risalente ad una mattina di Domenica di un lontano 2008. Quel giorno, leggenda vuole che ad un dirigente senior di Google, Vic Gundotra, fosse stato chiesto di chiamare al più presto Jobs a casa.

La convesazione pare essere andata pressapoco così:

Steve: “Allora Vic, abbiamo un problema urgente, ho bisogno che sia risolto al più presto”.

Vic: “Ho già individuato qualcuno del mio team che possa aiutarti a risolvere il problema, cosa che spero avvenga domani”.

Steve: “Stavo osservando il logo di Google su iPhone e non sono felice di come si veda. La seconda “O” di Google non ha il giusto gradiente di giallo. Proprio non mi convince, farò in modo che Greg lo aggiusti entro domani. Per te va bene?”

Sii te stesso

Non potevamo chiudere questo post senza fare minimo accenno alla follia e alla fame che forse più di tutto hanno condizionato, stimolato e supportato Jobs  in ogni momento della vita e che sicuramente hanno contribuito a procurargli non poche simpatie tra folla. Ora che ci ha lasciati le parole di Steve, quasi come un testo di una canzone che fa compagnia nei diversi momenti della vita, supporta e incita tutti noi a vivere nel modo migliore possibile.

Avevo diciassette anni lessi una frase che diceva “Se vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo, uno di questi giorni avrai ragione”. Mi fece abbastanza effetto, e da allora, negli scorsi 33 anni, ogni mattina mi sono guardato allo specchio chiedendomi “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quel che sto per fare oggi?”. Nel caso la risposta fosse “No” per troppi giorni di seguito, sapevo che dovevo cambiare qualcosa.

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