La tecnologia NFC forse non sarà più solo una bella parola in Italia, visto l’annunccio di ieri da parte di Vodafone Lab in merito all’arrivo, in Italia, della scheda Sim Smart Pass: permetterà di eseguire micropagamenti attraverso la tecnologia NFC (Near Field Comunication). I pagamenti, almeno inizialmente, non potranno superare i 25 Euro.
Non è ancora chiaro se i soldi verranno scalati dal credito telefonico (la Sim è ricaricabile) oppure sarà possibile appoggiarsi ad una o più carte di credito.
L’aspetto più interessante è sicuramente l’arrivo in Italia della tecnologia NFC e dato che i produttori di device mobili integranti questa tecnologia tardano, e non poco, ad immettere device sul mercato, forse era ora che un operatore ci pensasse.
Speriamo la SIM sia compatibile con gli smartphone di ultima generazione e che non ci siano cavilli particolari sul suo utilizzo.
Per ora attendiamo e speriamo di poter utilizzare la Sim NFC, dato che in Italia le attività che mettono a disposizione questo tipo di pagamento sono davvero poche, anzi pochissime, purtroppo.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Andreahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAndrea2011-09-28 14:30:362011-09-28 14:30:36Vodafone Smart Pass: l'NFC finalmente in Italia?
E’ stato lanciato nelle scorse settimane un sito web che si propone come uno spazio in cui gli utenti possono creare “amazing real life experiences for friends, fans, and followers”. Si tratta di Mightybell, fondato dall’ex CEO di Ning (piattaforma che offre strumenti per la creazione di social network) Gina Bianchini.
Gli utenti di Mightybell possono realizzare delle step-to-step guide che raccolgono le istruzioni per fare potenzialmente qualunque cosa: l’organizzazione di un viaggio, la preparazione di una ricetta, la costruzione di una libreria (per fare alcuni esempi), possono essere tradotte in una sorta di “libretto d’istruzioni” e condivise sia sul sito web, sia su Facebook, Twitter e via mail (oltre ad essere accessibili tramite un’applicazione per iPhone). Le guide, pur non seguendo uno standard predefinito, sono composte da passaggi misurabili, in modo che i partecipanti all’esperienza possano tracciare i propri progressi e fornire feedback ai creatori. Un set di metriche fornisce inoltre agli autori delle guide insight sulla provenienza geografica degli utilizzatori dei loro “manuali”, sul loro livello di partecipazione e su come questi interagiscono con i vari step.
Mightybell è per ora in versione beta, e gli utenti che vogliono provare la piattaforma in anteprima possono farlo pagando 1$ (l’utilizzo diventerà prossimamente gratuito). Gli utenti invece possono scegliere di far pagare per la consultazione della propria guida una tariffa che può andare da 2 a 1000$, il cui 25% è a beneficio di Mightybell.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Nokamatahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngNokamata2011-09-28 14:00:162011-09-28 14:00:16Mightybell: una guida alla creazione di esperienze
Si è tenuta il 26 e 27 settembre a S. Francisco Mobilize, due interessanti giorni di analisi e insights sul mondo mobile.
Jonathan Carson, manager di Nielsen nell’ambito digitale, ha reso noti alcuni dati molto interessanti riguardo al mercato mobile degli U.S.A. Il dato più rilevante riguarda proprio l’uso delle app su Android, vediamo insieme di cosa si tratta!
Qui di seguito riassumiamo l’intervento di Carson al Mobilize, e per chiarire meglio i dati abbiamo creato per voi questi grafici semplici, in attesa di quelli ufficiali di Nielsen che al momento sono proposti in parte nel blog ufficiale.
Il 58% dei devices venduti sono smartphones
Il passaggio alla nuova tecnologia procede costante, questo dato sembra ormai confermare la pensione per i vecchi device.
Di questi il 56% è un Android
Grazie ai numerosi operatori che hanno adottato il robottino e alle sue potenzialitá ormai comprovate, Android scala vette di successo ogni giorno, niente sembra poterlo fermare.
Android ha il 50% del mercato U.S.A. degli smartphones
Le quote aumentano, ma non a spese di Apple direttamente come si potrebbe pensare. Android sta infatti prendendo tutto quello che Apple non é, intaccando solo in parte il dominio della mela.
Internet vs Apps: solo il 9 % naviga su internet mentre il 55% usa le apps
Vi ricordate del nostro precedente articolo Le app battono il Web: è l’età d’oro del Mobile? Nielsen conferma i dati che vi proponevamo, indicando come uso principale degli smartphone Android le App. La categoria top? Ecco le ultime statistiche da App Brain: nessuna novità, entertainment domina su tutti, ormai già da tempo. (fonte Appbrain)
Le top 10 app controllano il 43% dell’attenzione degli utenti, le top 50 quasi il 90%
Dei grandi numeri che offre il market di Android, l’attenzione degli utenti è concentrata sulle top 10 app. Nielsen però ci ricorda come questo dato non sia statico, le top infatti cabiano di mese in mese, rendendo dinamico lo scenario Mobile di Android. Ecco l’intervento completo
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Fukibarihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngFukibari2011-09-28 13:57:472011-09-28 13:57:47Nielsen: su Android dominano le App!
Evian fa rivivere mettendo in strada la sua campagna “Live Young”, per esasperare al massimo l’esperienza di pubblicità interattiva. Il progetto, co-creato con il leader della comunicazione esterna JCDecaux, ha posizionato diverse pensiline al centro di Chicago.
Inoltre, i QR code presenti sul tabellone consentono al pubblico di interagire con la campagna attraverso il sito web Evian mobile, dove possono guardare gli annunci e scaricare “LetsBabyDance”, applicazione per iPhone che permette loro di unirsi e partecipare al gioco.
Jerome Goure, VP Marketing of Danone Waters of America, spiega gli intenti della campagna;
L’idea era quella di scuotere un po’ le persone, portando qualcosa di nuovo ed eccitante per i pendolari che ogni giorno vivono la città. Dopo tutto, Evian vuole aiutare le persone a vivere il momento “LiveYoung” anche se spietatamente controcorrente.
Lo schermo è stato usato più di 20.000 volte nella durata della campagna e il noioso rifugio più trafficato per l’attesa di autobus è diventato, per sei ore al giorno, un luogo ludico e piacevole.
Ecco video e opinioni sulla campagna interattiva di cui vi parlo.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Kiyoshihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKiyoshi2011-09-28 13:30:422011-09-28 13:30:42I bimbi Evian della campagna Live Young tornano in digital touch screen
Will McGrouther, CEO di ExecutiveRecruiting.LA e guest writer per Allfacebook.com, propone un’interessante riflessione riguardo le Facebook business page e le conseguenze che su esse avranno le novità introdotte da Mark Zuckerberg nella recente F8 Conference.
Salta all’occhio il fatto che né Zuckerberg, né altri esponenti di Facebook intervenuti durante il convegno abbiano parlato delle business page o di eventuali modifiche per le stesse. Ma le sue parole hanno aperto una profonda riflessione nelle aziende che hanno investito tempo e denaro nel social network.
“We are making it possible to build a new class of apps and rethink a number of industries at the same time” / “Stiamo rendendo possibile la costruzione di una nuova classe di applicazioni e il ripensamento di molti settori allo stesso tempo”
Parole che sottolineano l’inevitabile impatto futuro che la nuova Timeline, il Tiker e il GraphRank avranno sulle business page, costrette a seguire, come già accaduto in passato, un percorso innovativo guidato oggi dai profili degli utenti.
Sicuramente la più grande novità riguarda la Timeline (per approfondire vedi il post: Facebook cambia di nuovo il profilo, siete pronti?), un “diario” con il quale Mark Zuckerberg e il suo team vogliono rendere la nostra vita come un libro aperto, a cui solo noi possiamo aggiungere o rimuovere nuove pagine. Un cambiamento che, quasi inevitabilmente, potrebbe toccare anche le business page nel prossimo futuro, con un impatto innovativo potenzialmente enorme: non solo sarebbe possibile delineare precisamente la storia dell’azienda, esaltandone qualità ed innovazioni proposte, ma diverrebbe ancora più semplice incrementare la natura interattiva del rapporto con i fan.
Ovviamente sarà fondamentale per le aziende sfruttare al meglio tutti i nuovi contenuti proposti dall’imminente cambiamento, tra i quali spicca l’OpenGraph, ossia la possibilità di personalizzare al massimo l’esperienza dell’utente sul social network (per approfondire vedi il post: Facebook sta per lanciare i pulsanti Read, Listened, Watched e Want).
In quest’ottica, anche per le aziende si aprono nuove prospettive: da una parte, un corretto uso dei “nuovi verbi” può aumentare la visibilità dell’azienda sui nuovi Tiker degli utenti; dall’altra, un forte apprezzamento per i contenuti proposti può portare un indiscutibile vantaggio in termini di visibilità grazie al nuovo GraphRank. Il GraphRank è uno strumento sviluppato per aggiungere interesse al grafo sociale in base a quelle attività che gli utenti della piattaforma sembrano apprezzare maggiormente. Quindi, la business page, avrà più visibilità sui diversi news feed degli utenti quanto maggiore sarà il grado di apprezzamento delle interazioni proposte.
In pratica, un sistema trasparente e virtuoso che mette nelle mani degli utenti e delle aziende la definizione dei principali contenuti del social network.
Certamente, alcuni cardini resteranno uguali nella gestione di una business page, come ad esempio l’investimento negli “annunci”. La visibilità delle pagine e del messaggio veicolato resterà inevitabilmente legata a quanto l’azienda sarà disponibile ad investire.
“The more things change, the more they stay the same…”/ “Più le cose cambiano, più rimangono le stesse …”
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Francesco Turturiellohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngFrancesco Turturiello2011-09-28 12:30:572011-09-28 12:30:57Come incideranno le novità di Facebook sulle business page?
Manca ancora qualche giorno all’attesissimo update Facebook che con Timeline rivoluzionerà di nuovo il Social Network. Eppure sono molti gli amanti del Social Network che non sono riusciti ad aspettare il 30 settembre per l’update ufficiale.
TechCrunch infatti proprio qualche ora dopo la conferenza F8 ha pubblicato un tutorial in cui veniva spiegato come aggiornare alla nuova versione subito, senza aspettare neanche una settimana. Ed ecco che i veri facebook addicted non hanno saputo resistere! 😎
Gustatevi la gallery pubblicata sul blog reface.me per vedere quantà creatività ha tirato fuori il nuovo Facebook Timeline!
[nggallery id=8]
E signori, non è tutto! La Facebook Timeline mania è uscita addirittura fuori da Facebook! 😉
Infatti Giuliano Ambrosio (aka Julius Design) subito dopo la conferenza, ha realizzatoTimeline WP, che finito addirittura sulle pagine di TechCrunch, è “il primo tema basato su CMS WordPress ispirato da Timeline”.
Beh Giuliano, complimenti da Ninja Marketing! 😉
Siete stati anche voi colpiti dalla Facebook Timeline mania? Quali utilizzi creativi avete scovato nel web? Fateceli sapere! 😎
Qual è il festival che celebra il meglio del web europeo? I Lovie Awards!
Li avete già sentiti, ma proprio non riuscite a ricordare cosa siano eh? Ebbene, ve l’avevamo spiegato qui!
Ma proviamo a riparlane insieme.
I Lovie Awards, è un programma di premiazioni alla sua prima edizione, presentato dall’ International Academy of Digital Arts and Sciences durante l’Internet Week Europe (dal 7 all’11 novembre); in pratica la sorella europea dei Webby Awards!
La cosa importante ed innovativa dei Lovie è il fatto che ci sono 4 categorie principali: siti web, applicazioni mobile, internet video, pubblicità online, e ciascuna di queste presenta delle sottocategorie, per un totale di ben 65 categorie! In pratica l’unico festival che premia l’intera gamma di contenuti per Internet!
A mio avviso, il modo migliore di presentarvi i Lovie Awards è farlo attraverso questo video e questa frase:
“La missione dei Lovie Awards è quella di riconoscere la natura unica e risonante della comunità internet Europea – dai migliori siti web e network creativi Europei, a organizzazioni politiche e culturali, a bloggers amatoriali.” (cit. Sito ufficiale Lovie Awards)
Ma chi sarà dietro le quinte a scegliere chi è il migliore? Ma naturalmente una schiera di esperti del web, professionisti di Internet e celebri creativi … volete alcuni dei grandi nomi?
Eccovi accontentati: Janus Friis e Niklas Zennström (Co-fondatori Skype), Andy Cameron (Direttore creativo Wieden + Kennedy), Gustav Martner (Direttore esecutivo creativo, Crispin Porter + Bogusky Europe), Bernardo Hernández (Direttore Globale dei prodotti emergenti, Google), Mirko Pallera (Direttore , Ninja Marketing), David Rowan (Editore, WIRED), Michelle Thorne (Coordinateur évènement , Mozilla), e tanti altri ( trovate la lista completa qui)
Allora, vi è venuta la voglia di iscrivervi? E’ semplice, collegatevi qui e seguite le istruzioni ( mi raccomando veloci però,eh! Il 30 settembre è dietro l’angolo!); il resto verrà da sé!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Osakihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngOsaki2011-09-28 10:30:132011-09-28 10:30:13The Lovie Awards: ancora pochi giorni per iscriversi al festival! [EVENTO]
Il mondo dei social network è in continuo movimento, ogni giorno ci sono novità da parte dei “big” Facebook, Twitter e Google+ e ogni giorno nascono nuovi social network.
Al Ninja Camp abbiamo analizzato le ultime tendenze riscontrando un’ampia diffusione dei social network di nicchia/settoriali, prova ne sono i recenti Foodzy, Island X e Grow the Planet.
Activagers.it è un social network di nicchia che invece di accomunare persone in base agli interessi lo fa in base all’età. Activagers è, infatti, la prima community in Europa dedicata alla fascia d’età degli over 40.
Abbiamo intervistato Rodolfo Duè, Country Manager Italia di Activagers.
1) Activagers è la prima community on line dedicata ad utenti over 40. Ci spieghi in dettaglio come funziona?
Activagers è una piattaforma disponibile in 7 lingue, abitata da persone di tutto il mondo che hanno come denominatore comune l’età superiore ai 40 anni. E’ una community aperta, dunque una volta registrati si può decidere di condividere commenti, foto, musica con tutti oppure di restringere la visione solo alla propria cerchia di amici. Lo scopo è mettere in contatto tra di loro persone alla ricerca di nuove amicizie, “restart your life” è il nostro motto.
2) Com’è nata l’idea di creare Activagers?
In Germania da un po’ di anni si è focalizzata l’attenzione sulla fascia di età degli over 40, i cosiddetti “best agers”. Varie ricerche hanno scoperto che le loro caratteristiche, come lo stile di vita, le esigenze e i gusti sono nettamente diverse da quelle delle nuove generazioni che tanta importanza hanno avuto nella costruzione delle social community più note come Facebook e Twitter. Da qui l’idea di costruire una community in cui gli over 40 potessero riconoscersi e condividere esperienze e pezzi di vita, magari scoprendo nuovi amici.
3) Perché iscriversi ad Activagers? In cosa è diverso dagli altri social network?
E’ pensato per una generazione più matura, è moderato come una community tradizionale ed è internazionale, nel senso che il software aiuta all’approccio con persone straniere minimizzando l’uso della lingua. In più può essere usato come tutti i social network, cioè per restare in contatto solo con gli amici che si hanno e che magari vivono in altre città.
4) Una delle tante critiche volte ai più famosi social network riguarda la gestione della privacy. Activagers che politica adotta al riguardo?
In Activagers il cognome è sempre indicato solo dall’iniziale, e il profilo può essere reso inaccessibile da chi non si vuole. Inoltre in caso di cancellazione tutti i contenuti che un utente ha postato e condiviso vengono cancellati.
5) Quali sono i vostri progetti futuri?
Stiamo assistendo ad una forte crescita anche se rimaniamo una community di nicchia. Stiamo rinnovando profondamente il software per rendere l’esperienza sempre più facile e intuitiva.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Ida Perrihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngIda Perri2011-09-28 10:00:212011-09-28 10:00:21Activagers, il social network della seconda età [INTERVISTA]
Nonostante in molti abbiano provato a fare del loro meglio, la natura resta di gran lunga l’artista migliore. In particolare, l’autunno porta con sé un fascino capace di toccare l'anima di artisti, scrittori e poeti. I suoi colori vibranti trasmettono emozione ed abbagliano con luci e colori caldi che sfumano nel sole.
Sono più miti le mattine, e più scure diventano le noci.
Le bacche hanno un viso più rotondo. La rosa non è più nella città.
L’acero indossa una sciarpa più gaia. La campagna una gonna più scarlatta.
Ed anch’io, per non essere antiquata, mi metterò un gioiello.
Emily Dickinson.
Nonostante in molti abbiano provato a fare del loro meglio, la natura resta di gran lunga l’artista migliore. In particolare, l’autunno porta con sé un fascino capace di toccare l’anima di artisti, scrittori e poeti. I suoi colori vibranti trasmettono emozione ed abbagliano con luci e colori caldi che sfumano nelle tonalità della terra.
Uno dei posti migliori dove osservare tutte queste infinite sfumature è senza dubbio il Nord Est degli Stati Uniti, dove gli alberi si divertono a giocare con la luce fino a creare effetti magici.
Visto che l’estate ormai ha lasciato il posto all’autunno, non potevamo che deliziarvi con questi scatti che provengono un po’ da tutto il mondo.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Kumikohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKumiko2011-09-28 09:30:122011-09-28 09:30:12L'estate lascia spazio ai colori dell'autunno
Da Ernst Friedrich Schumacher a Konrad Lorenz, da Adriano Olivetti a Fritjof Capra, il manifesto programmatico di GreenWebEconomics mette in relazione il pensiero di personalità eterogenee ma accomunate da un unico obiettivo: una «giusta società».
E il principio di «giusta società» guida come una bussola i due autori Davide Reina e Silvia Vianello verso «un’economia il cui sogno non sia crescere all’infinito ma evolvere in armonia con l’ambiente». All’ambiente dunque il ruolo di stella polare. Al web, invece, il ruolo di strumento realizzativo.
GreenWebEconomy ha un incipit molto alto e ambizioso ma un cuore solido in cui si analizzano i limiti della “grey economy” e le opportunità che può offrire il passaggio al “Green”. La parte finale è infine costituta da numerose case-history (interessantissimo il paragrafo dedicato alla rivoluzione in ambito bioedilizio in corso nel nostro Alto Adige).
Abbiamo voluto incontrare i due autori del libro, entrambi Professor presso lo SDA Bocconi e soci fondatori di Visionando, società di consulenza specializzata soprattutto nei settori Green e Web.
Perché partire da un manifesto?
Perché la GreenWebEconomics è un nuovo tipo di economia. E un nuovo tipo di economia si deve fondare su valori e regole nuove. Ecco perché un Manifesto, vale a dire una sorta di “carta dei valori” di questa economia, era necessario.
Uno dei principi fondanti del vostro manifesto è “small is beautiful”, trovate che il sistema imprenditoriale italiano sia favorito in questo senso?
Non solo “small is beautiful”, ma soprattutto “small is better than big”. E questo proprio grazie al Web, che permette ad una piccola impresa fatta di dieci o venti persone ad elevate preparazione e progettualità di competere su scala mondiale, grazie alla rete globale di internet. Prima del web questo non era possibile, perché i costi di informazione e cooperazione esterna erano troppo elevati. Prima del Web “big was better than small”. Oggi vale il contrario. In questo senso, il sistema imprenditoriale italiano è favorito. Ma per sfruttare tutto il potenziale offerto dalla rete occorre che le piccole imprese italiane siano popolate da manager ad elevato grado di preparazione. E su questo fronte c’è ancora molto da fare.
Perchè il web è il grande enabler della Green Economy?
Per due ragioni. Primo, perché facilita enormemente la diffusione della sensibilità green in ciascuno di noi, attraverso innumerevoli siti che spiegano le nuove tecnologie green e, soprattutto, illustrano le ricadute positive dei comportamenti green (comprare green, guidare green, ecc) per l’ambiente. Secondo, perché il web coniugato con gli smart device e il servizio di geo-localizzazione, è in alcuni settori green addirittura una pre-condizione del loro sviluppo. Si pensi, ad esempio, ai network nascenti delle stazioni di ricarica per auto elettriche; che sarebbero difficilissimi da trovare data la loro bassa diffusione sul territorio, ma che invece grazie alla geo-localizzazione sono al contrario di facilissima individuazione: è il navigatore unito ad un’apposita applicazione “green”a portarci, letteralmente, da loro, nel caso in cui fossimo alla guida di un’auto elettrica e dovessimo ricaricare le batterie.
Silvia Vianello
Facendo riferimento al 2010, si dice che nel nostro paese gli investimenti sul potenziamento della connettività web sono azzerati, trova che una inversione di tendenza sia già in atto?
Perché ci sia una inversione di tendenza occorre che almeno ci sia stata, in principio, una tendenza e, ancora di più, una rotta. Ma purtroppo negli ultimi anni in Italia l’unica cosa certa nel mondo della connettività web è la mancanza di un progetto per il paese. Ne sono prova la serie di decisioni incerte, ondivaghe e spesso influenzate dalla contingenza, che sono state prese negli ultimi anni.
Se la crescita zero è un obiettivo a cui tendere, l’attuale momento di recessione può costituire un’opportunità o uno svantaggio?
L’uno e l’altro. E’ una opportunità perché la recessione ci costringerà a guardare le cose con verità e serietà, cercando di migliorare il PIL nella sua “qualità”, prima che nella sua quantità. E’ uno svantaggio perché il miglioramento della qualità del nostro PIL richiederebbe, in alcuni settori e in particolare nel green e nel web, investimenti pubblici importanti che una politica economica su cui attualmente pesa il giogo dell’enorme debito pubblico italiano, difficilmente prevederà.
Le città sono il luogo elettivo della GreenWebEconomics, ma sappiamo che una delle peculiarità del nostro paese è il grande concentramento di risorse imprenditoriali nelle provincie, che ruolo possono giocare queste ultime?
Il fatto che le città siano il luogo elettivo della GreenWebEconomics non esclude la provincia. Anzi, se per provincia intendiamo le cittadine medio-piccole italiane tipicamente intorno ai 50-60.000 abitanti, il loro ruolo può essere enormemente aumentato proprio dalla diffusione del Web e dal fatto che, in queste città è più probabile, data la dimensione limitata, sviluppare velocemente delle smart grid. Ma la GreenWebEconomics arriva dappertutto. Anche sulle colline delle langhe dove si producono gli eccellenti vini rossi piemontesi. Il Web con l’E-commerce, e il Green con il recupero delle coltivazioni vinicole biologiche d’eccellenza, sono alla base della straordinaria performance del comparto vino per l’Italia, in questi anni.
Nel sistema ipotizzato dalla GreenWebEconomics come viene affrontato il tema dell’impatto ambientale dei server conseguente all’espandersi della rete?
Non ne parliamo. Francamente, mi pare che sia un problema si rilevante, ma di minore importanza rispetto ad altre problematiche analizzate nel libro, come ad esempio la smart grid, e comunque trattasi di un male necessario più che compensato dalle grandi ricadute positive per l’ambiente che l’espandersi della rete rende possibile. In primis, la diffusione ubiquitaria di una coscienza green, e in secondo luogo la possibilità di diffondere rapidamente l’offerta di prodotti, servizi e processi green.
Come è possibile rendere competitivo il prodotto green?
Primo: occorre pareggiare la performance del corrispondente prodotto “grey”. Secondo, bisogna garantire al cliente la performance attraverso garanzie e clausole tipo “soddisfatti o rimborsati”. Terzo, è essenziale comunicare con precisione il risparmio di energia e di CO2 che il prodotto green permette di realizzare rispetto a quello “grey”. Infine è fondamentale evitare di prezzare il prodotto green come un prodotto premium-price e di nicchia. E’ sbagliato, con i prodotti green, cercare di massimizzare il margine unitario oggi. E’ giusto, cercare di ottimizzare il margine assoluto sul prodotto nell’arco del ciclo di vita atteso. E’ l’errore che si sta commettendo, per intenderci, al di là dei limiti attuali di network di ricarica e performance delle batterie, con l’auto elettrica.
Avete analizzato una serie di casi di mercatizzazione green, tra cui ve ne sono anche un paio italiani, ci può elencare altri casi?
Nel libro analizziamo 50 casi di aziende di successo operanti nella GreenEconomics. Di questi, la gran parte sono casi esteri. Per due ragioni: perché siamo posti l’obiettivo di portare casi nuovi e poco conosciuti, ma interessanti e utili, all’attenzione del lettore.; perché purtroppo il nostro paese non è certo all’avanguardia nella GreenWebEconomics. Però si può ben dire “pochi ma buoni” per i casi italiani. Imprese come Rubner o Wolfhaus, o iniziative come quella di Cucinella o di Kasaklima, rappresentano case-histories di assoluta eccellenza a livello mondiale, per qualità e grado di innovazione.
Parlate della mancanza di un “green marketing mix”, quali sono i driver che dovrebbe seguire?
In realtà quello che manca, in Italia, è una Mercatizzazione Green lungimirante e non avversa al rischio da parte delle imprese. Nella GreenEconomics in cui stiamo vivendo, il marketing-mix è relativamente importante, dato che esso è tipicamente uno strumento di gestione. E’ la configurazione di una offerta green innovativa coraggiosa ad essere determinate. L’offerta innovativa crea la propria domanda. E’ sempre stato così per i grandi processi di trasformazione della società, non il contrario.
Che ruolo giocano i venture capitalist nel nostro paese e quale invece potrebbero giocare?
I venture capitalist in questo paese giocano un ruolo marginale. E non per colpa loro. L’Italia è un paese in cui il capitale di rischio in favore delle imprese rappresenta un’eccezione e non la regola. A questo si deve aggiungere una fiscalità incompetente e scriteriata. La verità è che non esiste una fiscalità ad hoc per le start up in questo paese, né per gli imprenditori che le avviano né per i venture capitalist che le finanziano. Ovviamente, se questo stato di cose venisse modificato con serietà e competenza, ispirandosi alla migliore case-history a livello mondiale nel venture capital che è, si badi bene, Israele e non Palo Alto, allora il ruolo che potrebbero giocare sarebbe molto rilevante e decisamente positivo, soprattutto in termini di occupazione.
Quali sono le misure che i nostri governanti dovrebbero adottare subito per essere all’avanguardia in campo green e web?
Dovrebbero definire un piano industriale per il sistema-paese Italia con un orizzonte temporale minimo di cinque anni. Il green e il web dovrebbero rappresentare due dei quattro pilastri di questi piano, insieme con un obiettivo di inversione dell’attuale brain-drain negativo del nostro paese che ci vede impoverire di giorno in giorno in termini di “capitale intelligenza e competenza”, e con una nuova fiscalità in favore del profitto d’impresa ad alto tasso di innovazione e occupazione (qualificata).
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00VideogirlKittyhttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngVideogirlKitty2011-09-28 09:00:212011-09-28 09:00:21GreenWebEconomics, un nuovo sistema economico verso la sostenibilità [INTERVISTA]
Vuoi fare Carriera nel Digital Business?
+100.000 professionisti e 500 grandi aziende hanno incrementato i loro Affari grazie a Ninja.
Non aspettare, entra subito e gratis nella Ninja Tribe per avere Daily Brief, Free Masterclass e l’accesso alla community di professionisti.