L’occupazione di Wall Street comincia su Facebook

Francesco Gavatorta
Francesco Gavatorta

Editor Social @Ninja Marketing

Nei giorni scorsi ha fatto molto parlare l’azione dimostrativa di alcuni attivisti  americani, che la notte fra il 17 e il 18 settembre hanno cominciato un’occupazione di fronte alla sede americana in Wall Street, New York.

L’azione, rivendicata anche dal gruppo di hacker Anonymous, dopo un iniziale interesse da parte dei  media tradizionali, è stata via via tralasciata e dimenticata, facendo passare in primo piano le ultime novità sulla grande crisi economica globale e sulle contromisure adottate dai governi di tutto il mondo per contrastarla.

Questa perdita d’interesse, causata in primis dall’accelerazione del processo informativo, non è passata inosservata agli utenti di Facebook, i quali hanno cominciato a chiedere a gran voce alle grandi testate americane di tornare a raccontare ciò che stava capitando sui marciapiede in Wall Street.

Non solo: molti utenti hanno cominciato a lavorare, attraverso la pubblicazione di post sulle proprie bacheche personali, per organizzare in altre città americane azioni simili, che possano emulare le gesta degli occupanti di New York e avviare un fenomeno sul modello degli Indignados spagnoli.

Un po’ come avvenuto con le grandi rivoluzioni nel Medio Oriente degli scorsi mesi, insomma, la social sfera diventa centrale per comunicare, avviando veri e propri fenomeni sociali.

Jackie Cohen, nel post Facebook Posts On Occupy Wall Street Protests Light Fire Under Mainstream Media pubblicato ieri sul blog All Facebook, ci segnala che il ritmo d’aggiornamento degli status personali sul social network riguardanti il tema ieri era di uno ogni sei secondi. Numeri che abbiamo osservato in casi di cronaca particolarmente cruciali come il terremoto in Giappone (vedi anche I social media raccontano il terremoto in Giappone) o la morte di Bin Laden (vedi anche È morto Bin Laden? E i social network impazziscono).

La democrazia e la partecipazione possono prendere nuovo vigore anche grazie all’aiuto della social sfera? Tante volte ci siamo posti questa domanda: episodi come questo sembrano confermare una volta in più questa ipotesi.

VUOI APPROFONDIRE L'ARGOMENTO?