CircleMe, il social network "non-social" [INTERVISTA]

La piattaforma per ??vivere? i tuoi likes nella vita reale

E mentre Facebook effettua sempre nuove modifiche per garantire agli utenti un’esperienza più ricca, tra Milano e Londra, nella start-up Cascaad, nasce e si sviluppa CircleMe, una piattaforma a cui la definizione di social network sta stretta. Il “Like” di Facebook, diventato una parola quasi comune anche nel linguaggio off-line, utilizzato per esprimere la propria preferenza, ma anche approvazione, interesse e consenso, è stata l’elemento che ha dato l’idea ai creativi Giuseppe D’antonio e Erik Lumer.

Facebook e Twitter, i più diffusi social network, si basano sulle connessioni tra gli utenti, Foursquare sulla geolocalizzazione, Flickr sulle foto, mentre CircleMe  pone l’attenzione sulle passioni, un passo necessario per rendere il Web ancora più interattivo e per dare risalto alla propria identità personale, non sempre valorizzata dai social “generalisti”, come spiega Giuseppe D’antonio nella breve intervista per presentare questo nuovo “social network degli interessi”.

CircleMe si può definire un social network “non convenzionale”, quali sono le sue caratteristiche?


Si, esatto, è qualcosa di diverso dal classico “social network”.
In CircleMe, la persona si ‘collega’ ad i propri interessi, alle sue vere passioni nella vita. Questa è la ‘connection’ più importante per noi: tra la persona, e le cose di cui è appassionato. Poi (e qui entra in gioco il concetto di social network più classico), in base alle interazioni sociali su queste passioni con altri utenti di CircleMe, in base alla condivisione di interessi e alla similitudine di questi ‘likes’ tra utenti, si sviluppano tante dinamiche sociali. Con CircleMe si possono quindi creare eventi (o ‘to-do’) legati a queste passioni; si può suggerire un libro preferito ad amici, si possono scoprire tutti gli utenti che come te amano uno stile di musica o un tipo di cibo specifico.
CircleMe va oltre il semplice concetto di social network, perché ci sono funzionalità da utilizzare anche in modo “non-social”: può essere usato come sistema per organizzare, tracciare e salvare delle cose che sono piaciute nella vita e delle quali si vuole tener traccia, magari per suggerirle ad altri. Si possono ricevere informazioni relative alle proprie passioni, che per ora sono raggruppate in  “Stories”, contenuti curati sia dal nostro Content Team che dagli utenti stessi, i quali possono collegare qualunque scheda (relativa ad una passione specifica) ad altri contenuti del web attraverso la semplice pubblicazione di un titolo e di un link.

Una piattaforma che punta su semplicità, usabilità ed immediatezza, come funziona CircleMe?


CircleMe si presenta come “disruptive” nel settore (i.e., dirompente, o comunque rivoluzionario nel concetto di interazione sul web) e lavorare sulla user-experience così da renderlo facile e piacevole da utilizzare è stata una vera priorità dal primo giorno del progetto. Fin da subito ci siamo dati come obiettivo la creazione di un sito intuitivo da utilizzare e credo che questo si noterà utilizzando ogni funzionalità presente all’interno di CircleMe. Appena si accede al sistema, una guida aiuta il nuovo iscritto a capire quali sono le attività chiave da completare: (1) creare un profilo; (2) esprimere dei ‘likes’ (o passioni personali); (3) trovare amici che già usano il sistema; (4) suggerire un particolare interesse (o più) a qualcuno in particolare; (5) determinare i settings di privacy più adatti.  Terminati questi passaggi (che si completano molto velocemente) il nuovo iscritto può cominciare a curiosare tra i milioni di items già presenti nel sistema o anche creare il suo item preferito, per cominciare a delineare meglio il suo profilo in base alle sue reali passioni.

Da una pagina centrale (la “Me Page”), l’utente di CircleMe può tener traccia di tutti gli aggiornamenti relativi ad i suoi “likes”. Inoltre, una mail-box dedicata permettere di ricevere nuovi suggerimenti da altri utenti di CircleMe. Ogni volta che un nuovo suggerimento è ricevuto, può essere accettato, rifiutato, o marcato come “To Do”, che banalmente significa: “Proverò, e vediamo se mi piace o meno”. Così il sistema diventa naturalmente anche un sistema per scoprire nuove passioni o semplicemente nuove cose da fare nella vita (da soli, come leggersi un buon libro suggerito da un caro amico, o in compagnia, come andarsi a vedere il nuovo concerto dei ColdPlay insieme alle tante persone che hanno espresso questo “like” e ne hanno creato un to-do pubblico nel sistema).

Com’è nata l’idea?


L’idea è nata dalla convergenza di due ragionamenti diversi tra me, Erik Lumer (Exec. Chairman e fondatore di Cascaad) e Michael Burnett (nel nostro board): da una parte ci rendevamo conto che sempre più spesso la gente online cerca di esprimere opinioni (i “likes” appunto) sui temi più disparati, e spesso cerca anche nel web una nuova risorsa per scoprire nuove cose da fare, nuove passioni o interessi da coltivare; dall’altra, volevamo risolvere un problema pratico, ovvero gestire le cose che nella vita ci piacciono di più.

Ad esempio, io stesso spesso non ricordo il nome di un ristorante dove ho mangiato benissimo a Londra (e dove quindi tornerei o che magari vorrei suggerire ad un amico che sta per andare a Londra); mi sfuggono i numerosi film di fantascienza che ho visto e di cui mi sono appassionato o magari mi piacerebbe essere informato sull’ultimo CD di Anne Ducros (una fantastica cantante di musica jazz che vive a Parigi). Inoltre vorrei poter tener traccia delle mie passioni, e delle cose che accadono “intorno ad essi”. Se Anne Ducros dovesse venire a suonare al Blue Note di Milano, mi piacerebbe saperlo in anticipo. Se alcuni miei amici volessero andare a vedere il nuovo film di fantascienza di Andrew Niccol, mi aggregherei volentieri. E così via… CircleMe ci è sembrato un modo naturale di “vivere” i tuoi likes nella vita reale. Avendo poi a supporto dei nostri ragionamenti, una tecnologia molto robusta già sviluppata dalla nostra società Cascaad (per il Cascaad Reader e per Splice) e un team assolutamente all’altezza della sfida, ci siamo rimboccati le maniche, e nel giro di 4-5 mesi siamo riusciti a lanciare una Private Alpha, che ha ricevuto dei primi riscontri molto promettenti.

Il Web 2.0 sta cambiando sempre più velocemente, ne sono un esempio le continue modifiche di Facebook, quale sarà l’evoluzione dei social network?


 Beh, questa è la “Million Dollar Question”… o forse dovrei dire “Billion Dollar Question” (se avete visto il film The Social Network)? Non credo di avere una risposta sicura a questa domanda, ma solo qualche idea di cui sono convinto. Credo prima di tutto che Facebook stia facendo un lavoro fantastico e che la maggior parte delle loro decisioni prese in questi anni siano state ripagate con il meritato successo. Facebook è una piattaforma di comunicazione (e relazione) di altissimo livello, e come in passato Google era il migliore accesso al web di contenuti, Facebook è sicuramente oggi il migliore accesso al “web di connessioni” (o sociale). Inoltre, essendo oggi tantissimi contenuti condivisi in modo sociale (vedi lo “sharing”), sicuramente i due giganti continueranno a sfidarsi per attirare a se più traffico web possibile.

Facebook però è un social network di tipo generalista. Risolve benissimo il problema della connessione e comunicazione tra utenti, ma non può fornire tutti i servizi di cui loro hanno bisogno (per la definizione stessa di “generalista”). Ecco, credo invece che ci sia tanto spazio per altre realtà che non vogliono puntare ad essere “LA soluzione” onnicomprensiva per il web sociale. Sicuramente ci sono persone che non trovano una grande utilità nell’utilizzo di alcuni social networks generalisti; altri sono preoccupati delle loro regole sulla privacy; altri vorrebbero ritrovarsi in ambienti più ristretti, ma dall’alto valore comunicativo o culturale. Il web è bello perché permette di accedere facilmente a tutte queste soluzioni e far si che ci sia una soluzione adatta per tutti. Credo quindi che CircleMe, come tanti altri servizi di qualità, andranno a rispondere alle esigenze di tanti (se non tutti ) gli internauti, che da un lato useranno Google o Facebook come basi di partenza per la loro esperienza web, ma che poi comunque vorranno arricchire la propria esperienza in modo più personale. Che poi tutto questo mondo dei social networks cambierà ancora e tanto, grazie a questo trend fantastico e stimolante legato al mobile (e finalmente anche quello legato al sistema televisivo, lento ad evolversi ma che finalmente sta cominciando a fare i passi giusti), credo sia una certezza. Ma su questo, preferisco non fare il visionario… non ne sono ancora capace.


CircleMe sarà presente alla Startup Challenge della StartupWeek 2011, competizione aperta a 50 startups Europee che si contendono il premio “Best European Startup 2011” e, intanto, come ogni startup che si rispetti, è alla ricerca di veri talenti. Attualmente, infatti, desiderano ampliare il team con un/una super-dooper Marketing Manager.

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