Fashion e social network, 3 storie che potresti esserti perso

Come i brand hanno usato i social durante le settimane della moda in giro per il mondo

Periodo di grande esaltazione per le fashion victim di tutto il mondo: New York, Londra, Milano e Parigi presentano le collezioni primavera estate 2012 ed è tutto un fiorire di streaming, foto di streetstyle  e celebrity che vanno alle sfilate.

Ma c’è di che gioire anche per i social media startegist, i blogger e i marketer, perché la virata digitale della moda sembra inarrestabile. Ecco due nuove manie e due iniziative del digital fashion.

Il fenomeno: Instagram

Per chi ancora non la conoscesse, Instagram è l’app di photosharing del momento, che consente di condividere velocemente, applicando dei filtri, le fotografie. Sono già 10 milioni gli utenti attivi: prima sono arrivati i “narcisi”, poi gli artisti e i fotografi, infine le maison di moda. Che durante le settimane della moda in particolare, hanno condiviso in real time backstage e sfilate attraverso questa app.

Instagram ha un grande pregio: oltre a generare dipendenza emotiva per chi la usa, ha il potere di conferire un’allure particolare a ciascuno scatto. Se a questo aggiungete il fascino naturale che la moda ha per gli appassionati… il gioco è fatto. I brand più attivi, neanche a dirlo, sono Dolce&Gabbana, Gucci e Burberry, ma anche  riviste italiane come Donna Moderna, che durante la settimana della moda milanese ha lanciato Instaglam e il contest #accessoriami, che ha coinvolto moltissimi di igers, che hanno scattato foto agli accessori più particolari in giro per la città.

 

Burberry e il live twitting della sfilata

Durante la Settimana della moda di Londra, Burberry – brand da considerare vero e proprio pioniere digitale – oltre a trasmettere l’ormai classico streaming ha lanciato il live twitting della sfilata: pochi minuti prima che i look sfilassero in passerella, foto e descrizione venivano lanciati online sul profilo ufficiale del brand. In genere sono i blogger invitati ai  fashion show a fare cose del genere.  Burberry vuole forse lasciarli disoccupati?

Un esperimento originale, che conferma la naturale evoluzione del brand da semplice marchio di moda a media company 3.0, in grado di parlare alla testa, al cuore e alla mente suoi fan/follower, con il potere dell’immagine e – aspetto non trascurabile – della parola.

Tumblr e la New York Fashion Week

Tutto ha inizio con la Settimana della moda di Febbraio 2011, quando lo staff di Tumblr chiama a raccolta i fashion blogger americani per raccontare le sfilate su Tumblr. L’iniziativa ha avuto successo, tanto da essere ripetuta durante la settimana della moda Primavera Estate 2012, che ha portato con sè non poche polemiche.

La piattaforma di social blogging ha stilato un vero e proprio tariffario che ha sottoposto ai brand: dai 150.000  ai 350.000 dollari per sponsorizzare la pagina di tumblr dedicata alla moda (tumblr.com/tagged/fashion) e 10.ooo dollari per eventi con blogger selezionati da Tumblr non solo per l’ampiezza della loro audience, ma per la capacità di creare contenuti.

I brand, però, hanno risposto picche – anche perché Tumblr non fornisce statistiche, e ciò rende un investimento di tale portata non monitorabile fino in fondo.

Come nella scorsa stagione, infine, Tumblr ha garantito copertura mediatica attraverso 20 blogger selezionati che hanno postato sul canale tumblr.com/NYFW, arricchito anche dai contributi provenienti dai Tumblr di magazine come Vogue, GQ e Glamour.

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