Read Write Reality – Report dal workshop

Cosa abbiamo scoperto durante il workshop?

Esplorazione teorica e pratica

Si è concluso venerdì scorso il workshop READ/WRITE REALITY, dedicato all’esplorazione delle possibilità dell’ubiquitous publishing e presentato da FakePress Publishing e Art is Open Source in collaborazione con noi di Ninja Marketing, Centro Studi Etnografia Digitale e l’Ostello Borgo Scacciaventi.

Realtà Aumentata, customizzazione di contenuti dinamici, ubiquitous publishing e relative tecnologie e metodologie sono stati i focus della 3+1 giorni di (intensa) attività sperimentale, coordinata da Oriana Persico e Salvatore Iaconesi. Questi concetti, che fanno parte dello stesso ambito tecnologico e pertanto vengono spesso confusi, utilizzano strumenti diversi per arricchire l’ambiente circostante con altri livelli di realtà che vanno concretamente a sovrapporsi a ciò che vediamo normalmente con i nostri occhi.

Io e un’altra trentina di persone, tra cui Laura Alessandrini ed Alessandro Sabatucci del Centro Studi Etnografia Digitale (che hanno collaborato nella stesura di questo post), abbiamo avuto modo di toccare con mano e, ancora meglio, di pubblicare realmente qualcosa per “aumentare” il territorio di Cava de’Tirreni.

Un film in Realtà Aumentata

La fase sperimentale del progetto ha prodotto un vero e proprio film in realtà aumentata contestualizzato e geolocalizzato a Cava de’Tirreni. Il filo conduttore assegnatoci era la rappresentazione degli ultimi attimi prima della fine del mondo (che, a detta dei Maya, avverrà nel dicembre 2012), con la presenza del caffè come elemento di continuità con il territorio.

Per avere più punti di vista simultanei, e quindi i livelli multipli di realtà, abbiamo formato dei gruppetti da 6 o 7 persone per realizzare dei piccoli cortometraggi, che poi sono stati pubblicati successivamente sulla piattaforma apposita.

Passeggiando nelle vicinanze (o all’interno) dell’Ostello Borgo Scacciaventi è possibile rintracciare i contenuti “aumentati” che abbiamo disseminato in giro con l’app dedicata Read Write Reality, che dovrebbe già essere disponibile sull’App Store.

Il workshop ha avuto anche un approfondimento antropologico/etnografico: un’esperienza di babà aumentato alla Pasticceria Leone di Calvanico.

Gli strumenti utilizzati

Le unità fondamentali sono stati i QR Code e Fiducial Marker. I QR Code sono codici a barre bidimensionali, che possono contenere diverse tipologie di informazioni (link, testi, indirizzi email) con l’obiettivo di facilitarne l’accesso tramite uno smartphone dotato di fotocamera. I Fiducial Marker sono oggetti bidimensionali utilizzati come segnaposto per elementi di realtà aumentata (volendo anche veri e propri oggetti tridimensionali). Utilizzando ad esempio una webcam ed un software adatto sarebbe possibile visualizzare l’anteprima di un prodotto direttamente sul suo packaging.

Per poter lavorare con QR e Marker abbiamo utilizzato una semplice piattaforma WordPress, dalle possibilità opportunamente “aumentate” (è proprio il caso di usare questo termine) con tre plugin: I primi due sono stati realizzati dallo staff di FakePress stesso, il terzo è stato scritto e sviluppato anche con alcuni partecipanti al workshop.

1- MACME, acronimo di “Multi Author Cross Medial Ecosystem”, è una piattaforma open source che trasforma un semplice blog WordPress in un sistema di publishing cross-mediale. Grazie a questo strumento, chiunque può produrre la propria pubblicazione cross-mediale in realtà aumentata e distribuirla autonomamente attraverso un sito, un ebook, un’app (per iPhone e iPad e a breve Android).

Una volta installato, il plugin consente al suo utilizzatore di inserire i propri contenuti come normali post di WordPress e, grazie a modifiche e funzionalità aggiuntive, di esportare output differenti; una particolare funzionalità specificamente dedicata alla realtà aumentata consente inoltre di generare automaticamente i QRcode e i Fiducial Marker desiderati, per rendere fruibili contenuti multimediali, in realtà aumentata ed esperienze interattive (video, foto, link, oggetti tridimensionali).

2- NeoReality è invece un browser per l’augmented reality (cioè un’applicazione che consente la visualizzazione degli elementi) completamente gratuito ed open source che usa siti costruiti in WordPress come CMS. Il suo obiettivo è, inoltre, quello di permettere di gestire, esprimere ed essere proprietari dei dati (invece di puntare su piattaforme che si basano su servizi esterni), ed avere così la giusta libertà di espressione, di informazione e di comunicazione.

3- Acquisite le conoscenze basilari dei plugin già citati, è stato sviluppato un nuovo plugin con l’ausilio del linguaggio di programmazione PHP.

Data actor, chiamato così perchè è un vero e proprio attore del nostro film in realtà aumentata, pur non essendo umano partecipa attivamente al progetto. E’ stato concepito specificamente per aggiungere un ulteriore livello di informazione sulla realtà aumentata, visualizzando a 5 metri di altezza tutti i tweet relativi ai tag di interesse (nel nostro caso quindi caffè e fine del mondo), con la possibilità inoltre di geolocalizzarli.

Conclusioni

Una visione più ampia delle potenzialità dell’augmented reality ci lascia immaginare uno scenario in cui qualunque elemento affianca alla propria funzione originaria quella di spazio per la comunicazione. I molteplici punti di vista che si possono correlare con la realtà aumentata sono la base fondamentale dell’aspetto etico dell’ubiquitous publishing, ovvero la sua democraticità. Chiunque può lasciare il suo segno, la sua impronta in qualsiasi luogo, con uno sforzo relativamente basso e costi risibili grazie all’open source.

Se vi interessa, potete scaricare il software kit del workshop qui.

NB: il babà aumentato è opera di Marius Mele.