My Car 2 Live – La sfida di Marco Oggian

La prova più folle dell'estate: 20 giorni in viaggio senza mai scendere dall'auto. L'unico aiuto? I fans di Facebook!

Marco Oggian - My Car 2 LiveUna BMW serie 1,  20 giorni per girare l’Italia ed un’unica sfida: non scendere mai dall’auto facendosi riprendere 24 ore su 24. Questi sono gli ingredienti principali di My Car 2 Live, l’impresa del giovane creativo Marco Oggian, graphic designer.

Marco è partito il 27 Agosto da Milano ed è passato per Lombardia, Triveneto, Emilia Romagna, Lazio, Toscana. La sua pagina Facebook conta più di 2100 fan che hanno svolto  un ruolo centrale per la buona riuscita dell’impresa: Marco non può mettere nemmeno un piede fuori dall’auto ed ha bisogno dell’appoggio dei suoi amici anche solo per comprare il pranzo (da consumare sul tettuccio apribile). E’ per questo che, nell’essenziale dotazione di Marco è compreso un Tablet con connessione ad Internet Mobile.

 

BMW ha deciso di aiutare Marco nella sua impresa fornendogli in anteprima la nuovissima BMW serie 1 (Ci piace chi ha carattere, afferma BMW Italia dalla sua fan page ufficiale). La vettura è un modello speciale: all’interno dell’abitacolo sono montati quattro smartphone Samsung che trasmettono continuamente lo streaming sul blog di My Car 2 Live.

Marco pranza insieme ad una sua fan

L’avventura di Marco è appena terminata: ha avuto l’opportunità di girare le principali città del centro/nord italia, facendo tappa a Bologna, Roma, Torino, Monza e  molte altre. Come per tutti i progetti on the road, il percorso di My Car 2 Live ha subito alcune variazioni, ma è proprio questo che rende un viaggio magico: l’imprevisto!

Marco al mare

Noi Ninja siamo rimasti molto colpiti da questa impresa a metà tra un reality show ed un’azione di personal marketing, e curiosi di sapere cosa ne pensa lo stesso Marco Oggian: cosa rappresenta per lui quest’impresa? dove pensa che lo porterà questo viaggio? E’ per questo che il 10 Settembre l’abbiamo accompagnato da Roma a Firenze, per prendere parte, almeno per qualche chilometro, alla sua visione del mondo.

Vi riportiamo di seguito un estratto dell’innovativa “intervista on the road” che gli abbiamo fatto; alla fine dell’articolo troverete l’intero making of: 27 chilometri di domande autostradali!

Marco Oggian - My Car 2 Life

Con un’automobile, la strada infinita davanti a sè e l’appoggio dei suoi fan di Facebook Marco ha deciso di trascorrere 20 giorni a stretto contatto con la sua vettura, nel senso che lui non scende mai dall’abitacolo.

Caro Marco, perchè hai intrapreso questa impresa?
In realtà è nato tutto per fare qualcosa di innovativo, che non era mai stato fatto prima, perchè volevo ricevere lo stimolo per proseguire qualsiasi cosa verrà dopo con più spirito. Tutto ciò ha richiesto un mesetto per preparare il fattore tecnico: queste telecamere rimangono accese per 20 giorni e l’unico momento in cui sono “spente” è quando non si riesce a trovare campo. Si tratta di un progetto molto innovativo.

Sei al tuo 15° giorno della sfida: tra poco potrai finalmente tornare a casa! Cosa ti aspetti al traguardo?
I miei amici! Per il resto in realtà non lo so e non gli dò molto peso. Non voglio che sia una cosa in pompa magna: non mi interessa. Sicuramente voglio rivedere le persone a cui voglio bene

Per sopravvivere, visto che non puoi scendere all’abitacolo, devi fare totale affidamento sui passanti e sui fan …
In realtà non parlerei di sopravvivenza: mi sento in potere di fare quello che voglio. D’altra parte, non potendo scendere, devo cogliere l’occasione per poter andare dove voglio spiegando il motivo per cui non posso scendere di persona

Per testimoniare la tua sfida, sulla BMW sono collegati 4 smartphone che trasmettono live sul tuo sito. Da creativo quale sei, hai mai utilizzato lo smartphone così ampiamente come ora? Se si per cosa?
Utilizzo lo smartphone da gennaio, quindi non ho ancora avuto modo di utilizzarlo così ampiamente (anche per ragioni economiche). Lo utilizzo per le cose che tutti noi facciamo con uno smartphone: scaricare giochi, guardare Facebook etc. Nessuno utilizza lo smartphone per guardare le mail: ne guardi una la prima settimana che ce l’hai. Avere uno smartphone è super comodo, ma d’altra parte crea un’elevata dipendenza: i primi giorni che hai lo smartphone non ne puoi fare a meno.

L’automobile ed i mobile devices viaggiano molto bene insieme, come possiamo vedere anche dalla tua esperienza. Entrambi amplificano il nostro movimento, la velocità e le connessioni verso luoghi lontani. Come ti immagini il futuro dell’automobile ed il futuro degli smartphone?
Adesso mi trovo un po’ in difficoltà perchè non sto guardando dall’esterno la mia esperienza: forse è una bella domanda che potresti porre ai miei fan. Ad esempio, in questo momento il senso della velocità non posso vederlo: lo vivo. Però mi piacerebbe che in futuro le auto non avessero più le ruote e ci permettessero di volare.

Un viaggio ha tre fasi: la partenza, l’arrivo e tutto ciò che intercorre tra la partenza e l’arrivo. In un viaggio qual è la tua parte preferita?
Sicuramente il viaggio in sè, anche perchè la partenza, specie per questo viaggio, è stata un po’ traumatica: ero veramente teso prima di salire in macchina, perchè comunque guardavo la macchine e pensavo: “devo rimanere seduto per 20 giorni e chissà cosa mi aspetta”. Appena sono entrato in macchina sono riuscito ad integrarmi con la macchina stessa. Durante il viaggio stesso impari un sacco di cose: devi relazionarti in un mondo tuo in maniera differente. Ad esempio io non posso scendere dall’auto, quindi è come se avessi “un nuovo corpo”: gli smartphone sono la mia voce e la macchina sono le mie gambe, un po’ più in grande.

Durante il viaggio hai conosciuto tantissime storie e tantissime persone intrecciate tra loro. Non ti dispiace, una volta tornato a casa, poter rivedere queste persone principalmente solo sui social network?
In realtà posso prendere qualsiasi altro mezzo per andarli a trovare. Non è una cosa impossibile, ed avrei voglia un domani (fra un mese, un anno, o di più) per poterci raccontare le nostre storie e continuare la nostra unica grande storia.

Quale era il tuo rapporto con l’automobile prima di questa iniziativa e qual è adesso?
Prima non mi è mai piaciuto guidare: se posso farne a meno ne faccio a meno ben volentieri. Adesso per necessità devo guidare, altrimenti non posso spostarmi. Di certo non riesco a rispondere a questa domanda adesso: di sicuro alla fine, quando mi guarderò indietro potrò vedere se mi sarà piaciuto di più o di meno.

Che cosa ti comunica l’asfalto in questo momento?
Adesso ho un rapporto abbastanza stretto con l’asfalto. Forse, quando non mi relaziono con altra gente, è la parte che più mi piace: viaggiare da una città all’altra (in autostrada o sulla statale), quindi ho un buon legame con l’asfalto. Lo sento bene. D’altra parte io non sto facendo un viaggio per conoscere i luoghi, ma per farmeli raccontare dalle persone. Un posto non è fatto solo di case e paesaggi, ma soprattutto di persone.

Da creativo, come vedi il futuro?
Bene, sebbene io abbia una pessima visione del mondo in cui viviamo. Sono abbastanza polemico su quello che stiamo vivendo, ed è per quello che voglio vedere bene ed in maniera positiva il futuro. Perchè altrimenti ci chiudiamo in noi stessi e  ci convinciamo che tutto vada male, non facendo più nulla di buono. Io non dico che la mia sfida sia qualcosa di buono o di cattivo, ma almeno c’è di mezzo il fare. Non so se me ne farò vanto nel futuro. E’ senz’altro un’esperienza.

E tu invece come ti vedi tra qualche anno?
Di sogni ne ho tanti. Desideri no, perchè è stupido avere un desiderio; altrimenti ti siedi pensando “io un giorno riuscirò a fare quella cosa” e poi non fai niente. Di sogni invece ne ho tanti, sia in ambito lavorativo che umano. Il sogno di diventare qualcuno cel’hanno tutti. Diventare qualcuno, ma non un cosiddetto “VIP”: diventare qualcuno per qualcosa che si è fatto, o comunque per qualcosa che abbia portato al cambiamento. La fama invece mi fa abbastanza paura, perchè dopo sei chiuso in determinati schemi. Secondo me mette un ansia ed uno stress allucinante, e faresti fatica a relazionarti con le persone che ti vogliono bene.

Caro Marco, l’intervista è finita. Dopo 25 minuti e circa 40 chilometri autostradali, ti salutiamo e lasciamo chiudere a te quest’intervista! Come la vuoi chiudere?
Seguitemi sullo streaming e sulla fanpage perchè ogni tanto accadono degli episodi interessanti: persone che magari non c’entrano direttamente col marketing ma che rendono interessante quest’esperienza. Il resto del tempo dormo (dice scherzando).

Va bene. Allora noi di Ninja Marketing ti diamo un caloroso saluto. Alla prossima! (faccio finta di scendere con l’auto in corsa)
Grazie a voi, a presto ragazzi!

Di seguito trovate il making of dell’intervista on the Road, meticolosamente fatto all’insegna dell’imprevisto (con uno smartphone)

Be Ninja!

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