Attentato alle Torri Gemelle, dieci anni dopo. Come siamo messi con la sicurezza in Italia?

Le tecnologie e gli uomini che lavorano per la nostra incolumità: i progetti in corso e i risultati finora raggiunti

Elena Renga

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 (fonte: website Aeronautica Militare)

Sono passati dieci anni, ormai, dal tragico crollo delle Torri Gemelle di New York. Da quel terribile 11 settembre 2001 che ha sconvolto il mondo, ci siamo spesso interrogati sulla nostra sicurezza dai pericoli del terrorismo internazionale. Così come ci siamo chiesti se siamo davvero pronti a fronteggiare qualsiasi indizio di minaccia possa affacciarsi sulla nostra nazione che, per la sua particolare posizione geografica, è da sempre al crocevia tra il mondo occidentale e i paesi di cultura arabo-islamica.

Noi di Ninja Marketing siamo andati a cercare le risposte osservando il lavoro delle nostre Forze Armate – dei mezzi e degli uomini che ogni giorno operano per la difesa del territorio – e desideriamo offrirvi un breve excursus di cosa è cambiato da quell’11 settembre di dieci anni fa.

 (fonte: noiblogger.com)

Poche settimane dopo l’attentato alle Twin Towers, il Consiglio dei Ministri decreta l’impiego dell’ Esercito Italiano nella vigilanza dei punti sensibili di interesse nazionale (aeroporti, scali ferroviari, centri di trasmissione e comunicazione, impianti di erogazione di servizi di pubblica utilità). E’ l’inizio dell’operazione “Domino” che attraverso lo schieramento degli uomini in mimetica consente il monitoraggio delle possibili minacce terroristiche e di ogni possibile rischio di disordini.

Ma nella società dell’informazione, il controllo delle possibili minacce viene affidato soprattutto all’intercettazione dei messaggi – in chiaro o criptati – delle conversazioni all’interno delle cellule terroristiche. Tra i reparti specializzati nel monitoraggio e nel controllo delle trasmissioni, uno dei migliori al mondo è proprio l’italianissimo 33/° Reggimento Guerra Elettronica di Treviso, che è stato premiato lo scorso anno dalla Nato per  il suo fondamentale supporto alle operazioni nei teatri internazionali.

Per la difesa dello spazio aereo è inoltre in fase di adozione il Samp/T, un  nuovissimo sistema missilistico terra-aria in grado di  rispondere nel giro di 10 secondi a qualsiasi attacco proveniente dai cieli.

 

(fonte: sito web Aeronautica Militare)

Proteggere lo spazio aereo nazionale da qualsiasi minaccia è il compito primario dell’ Aeronautica Militare che – dal dicembre 2005 – si è dotata del più avanzato aereo da combattimento mai sviluppato in Europa: l’Eurofighter 2000 Typhoon.

Compito del Typhoon è assicurare il servizio d’allarme e il decollo repentino dei nostri caccia, per intercettare e identificare qualsiasi traccia aerea classificabile come “Renegade” e quindi riconducibile a una possibile azione terroristica.

Nei prossimi anni, l’obiettivo dell’ Aeronautica Militare è riuscire ad operare unicamente con due piattaforme di combattimento di nuovissima generazione come la Joint Strike Fighter e l’ Eurofighter 2000.

 (fonte: sito web Ministero della Difesa)

Per la nostra posizione centrale nella cultura del Mediterraneo, non potevamo esimerci da un’occhiata all’impegno degli uomini e dei mezzi della Marina Militare.

Nell’ottobre del 2001 inizia ufficialmente l’operazione Active Endeavour che vede il coinvolgimento di navi, elicotteri, sommergibili e veivoli da pattugliamento marino per contrastare eventuali movimenti terroristici nell’area del Mediterraneo allargato e per garantire, in generale, la sicurezza della navigazione civile nelle acque del “mare nostrum”.

Tra i progetti futuri, il programma di cooperazione internazionale italo-francese denominato FREMM, garantirà all’Italia l’acquisizione di 10 fregate multi-missione dalle elevatissime prestazioni sommergibili e di superficie. Nel frattempo, continuano le operazioni di soccorso marittimo e di trasporto sanitario d’emergenza e gli scambi culturali tra i giovani allievi delle Accademie Navali italiana e statunitense.

A dieci anni dall’11 settembre, possiamo dunque dire di aver imparato dalla storia e di essere in grado di fronteggiare le minacce del terrorismo? Possiamo sentirci protetti e quindi liberi di dormire sonni tranquilli? A giudicare dalle informazioni che siamo riusciti a reperire, sembrerebbe proprio di si.

Voi, cosa ne pensate?

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