Il lato oscuro di un designer: saper parlare anche di aria fritta

Un semplice cubo nero diventa un oggetto must have

Non so se avete presente quando il grande Maurizio Crozza interpretava l’architetto, designer, art creator e life stylist Massimiliano Fuffas, parodiando un po’ i designer di oggi, che si riempiono la bocca di paroloni ma poi alla fine il contenuto è poco o niente.

Beh, quando ho letto questo post di Steven Heller ho pensato esattamente a quello. Vi spiego: l’anno scorso tre studenti della International School of Design di Colonia (in Germania) hanno voluto fare un esperimento, contattando dei designer famosi (graphic, product e architectural) per far descrivere loro i pregi di un cubo nero luccicante come oggetto di design. Assolutamente inutile dunque, senza una particolare funzione, solo un semplice cubo nero.

E allora personaggi come Stefan Sagmeister, Dieter Rams, Marco Piva, Massimo Iosa Ghini, Michael Erlhoff, Ruedi Bauer e Steven Heller stesso sono stati filmati mentre parlavano della nuova frontiera del design, il cubo nero appunto, lodandone il significato metafisico, la valenza intrinseca, il valore storico, la versatilità, insomma facendolo diventare un oggetto indispensabile per il genere umano. Il tutto poi ha fatto parte di un progetto più grande, di cui vi rimando al sito ufficiale, che ha avuto anche un discreto successo, finendo in vari musei del mondo.

Se avete buona confidenza con l’inglese, vi consiglio di guardare i video dell’esperimento (che vi allego di seguito) perchè c’è veramente da ridere, ma anche da riflettere secondo me. Non guarderete mai più un cubo (e forse anche qualsiasi altro oggetto) come prima!

Stefan Sagmeister

Dieter Rams

Marco Piva

Massimo Iosa Ghini

Ruedi Bauer

Steven Heller

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