Una stagione TV sempre più social: il bilancio delle tendenze visto dagli USA

Un??altra stagione televisiva si è conclusa: ricca di novità e debutti, di innovazioni, ma soprattutto di social media! Uno sguardo ad alcune applicazioni e tendenze social a partire dagli USA.

Le serie televisive americane sono uno dei contenuti audiovisivi più cool e seguiti del momento in tutto il mondo. L’interesse che questi contenuti destano non si limita alle storie e ai personaggi narrati, ma è accresciuto dalla forte componente innovativa che questi prodotti propongono, soprattutto nel campo della promozione e dell’engagement con gli utenti.

In questo quadro, il web e le applicazioni a valore sociale si distinguono per risultati ed interesse. Diamo uno sguardo ad alcune tendenze ed esempi dalla stagione televisiva 2010-2011.

Sin dall’origine della televisione in Europa, gli Stati Uniti hanno sono stati una costante fonte di ispirazione creativa e tecnologica per i mercati audiovisivi del vecchio continente. Oggi, in un’era di profondi cambiamenti alla tecnologia televisiva e alle pratiche di consumo di contenuti mediali, gli Stati Uniti hanno ancora questo ruolo e sono visti da professionisti e fan come il luogo dove le novità appaiono, soprattutto quelle legate al web.

Una degli aspetti più interessanti di quest’anno è stato sicuramente il differenziarsi delle iniziative legate ai social media. Se in precedenza la maggioranza delle campagne marketing e delle applicazioni social erano finalizzate ad aumentare l’engagement degli utenti e la visibilità dei contenuti, oggi queste applicazioni si differenziano in natura e obiettivi. E’ il caso ad esempio dello streaming su social network che se da una parte aumenta l’engagement creando conversazioni intorno ad un contenuto, dall’altra si lega a modelli di business propri del VOD. Lanciata prima negli US da Warner Bros, questo tipo di iniziativa è presto sbarcata in Europa, in Francia.

Un’altra tendenza che si è rafforzata nel corso dell’anno è sicuramente quella legata ai check-in. Startup come GetGlue hanno potuto unirsi a importanti network come Showtime per offrire badge e premi ai fan più fedeli. Proprio come per il Social VOD, anche per questo tipo di applicazione non si fanno attendere le repliche come il servizio di check-in creato ad hoc da Orange, ancora una volta in Francia.

E mentre nuove applicazioni si diffondono le tradizionali campagne di marketing social sul web si complessificano ulteriormente, coinvolgendo sempre più piattaforme, dimensioni e partner. E’ il caso di Paper.li, la startup di content curation che si è unita a HBO per promuovere la serie Game of Thrones creando una pagina branded con contenuti editati e curati intorno all’universo della serie.

HBO ed in particolare Game of Thrones sono un buon esempio della complessità che le campagne virali e social raggiungono oggi. Proprio a Game of Thrones infatti è stata dedicata una sofisticata promozione creata dall’agenzia newyorkese Campfire (già autori della campagna di promozione viral di The Dark Knight et di True Blood). La campagna ha unito una componente digitale a una reale lanciando da una parte micrositi, campagne di promozione su stampa e cartelloni tradizionali a New York e Los Angeles, creando puzzle in linea e soprattutto alimentando costantemente le pagine Facebook e i flussi twitter delle emissioni.

Ed è forse questo l’aspetto più interessante che emerge da questa stagione televisiva: l’irrinunciabilità della dimensione sociale dell’audiovisivo, se non altro per quel che riguarda la sua promozione. Se da una parte infatti è molto raro che (in America) i programmi televisivi non siano accompagnati da un’attività più o meno sofisticata su Twitter e dall’animazione delle proprie pagine su Facebook, dall’altra è vero che questi social network stanno gradualmente rimpiazzando i siti dei canali e delle emissioni in quanto hub dei contenuti sul web e sono ormai indice di quanto i produttori e diffusori di contenuti considerino il social network una parte integrante del ciclo di vita e di promozione del prodotto audiovisivo.

E in Europa?…

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