Android assediato nella guerra dei brevetti!

Google attaccato contemporaneamente su tutti i fronti combatte per sopravvivere

 

Cosa c’è dietro alla guerra dei brevetti? C’è una strategia dietro le cause? Google sopravviverà? Un articolo con pochi peli sulla lingua.

Negli ultimi tempi le corti di mezzo mondo sono state, e lo sono tutt’ora, infiammate dalle cause intentate da Apple, Microsoft e Oracle contro Google Android e tutti i suoi principali produttori di Device. Cerchiamo di fare ordine in questa vicenda, nell’attesa delle risoluzioni ufficiali.  Spero che questo articolo generi commenti, anche negativi, per sapere cosa ne pensate.

Oracle contro Google Android

Cominciamo con l’azienda che sta forse ha fatto discutere mezza rete. Oracle ha citato Google e nello specifico Android, per l’uso illegale  del codice Java nei suoi progetti. La questione è in realtà molto più complessa di quanto non piacerebbe a Oracle. Prima di entrare nell’orbita del colosso, Java apparteneva a Sun, la quale aveva immesso sul mercato il proprio prodotto con licenza Open Source per quasi tutto il codice.

Lo smacco all’immagine di Oracle, è stato proprio portato dal web. Moltissimi fan dell’open source, di cui Android è forse una delle figure più importanti, hanno infatti ripescato un post dalla rete molto particolare, dove il CEO di Sun pregava Google di utilizzare Java nel suo progetto. Non solo,Oracle ha anche immediatamente cancellato il post, ma troppo tardi. Il web non perdona su queste cose. (a fondo pagina il link)

Apple contro Samsung

Apple accusa Samsung di aver creato prodotti “simili a tal punto che potrebbero confondere il consumatore” di “aver rubato lo stile dei prodotti Apple” e di aver violato diversi brevetti Apple.

Parere personale: se un’azienda che si pone come leader di mercato ha bisogno di aprire cause legali contro tutti i suoi concorrenti non può solo che confermare il timore per gli stessi, o la presenza di una strategia più ampia. La possibilità di riconoscere  un certo disegno dietro tutte le azioni legali di Apple, non solo ne mina la credibilità ma diventa materia giudiziaria, nelle mani di chi si occupa di concorrenza corretta. A pochi mesi dall’uscita di iPhone 5 e con diversi rumors su un iPhone a basso costo, vengono attaccati tutti i principali produttori concorrenti e Google stesso: non c’è dubbio che la mela stia cercando di fare piazza pulita.

Apple ha smesso di competere sul mercato: ora compete  in aula di giudizio. (almeno finchè non vedremo iPhone 5)

C’è chi sostiene che la mela questa volta ha fatto un passo falso, Samsung infatti ha uno dei portafogli di brevetti più grande del mondo. Proprio a questo si è ridotta la vicenda: chi possiede più brevetti da far valere in aula?

La situazione attuale

In questi giorni si sono susseguiti diversi acquisiti miliardari di portafogli brevetti, in tutto il mondo. Rimarrà famoso il caso dell’ acquisizione Nortel  dove Google ha offerto 900k $ per poi essere spiazzato da un offerta miliardaria congiunta 5 volte superiore alle “offerte preliminari”.  A questo punto, Big G ha ammesso pubblicamente di essere alla ricerca del maggior numero di brevetti, non tanto per usarli, ma per difendersi dalle cause continue dei propri concorrenti.

Gira in rete già da tempo l’accusa contro Apple, Microsoft e Oracle di essersi semplicemente coalizzati contro Google Android. Il fatto più interessante però, è che queste aziende non chiedano altro che dei risarcimenti, di 15 – 30$ su ogni Android attivato, fatta eccezione per Apple che ha anche la pretesa di stoppare alcune vendite, proprio quando il robottino sta toccando il 50% del market share.

Quello che sta succedendo

E’ uscito da poco un post sul blog ufficiale di Google (lo troavate nei link a fondo pagina)  che mi trova pienamente d’accordo: Apple, Microsoft e Oracle stanno cercando semplicemente di imporre una tassa su Androd, colpendolo nel suo vantaggio competitivo maggiore: il prezzo. Siamo davanti a una strategia legale che serve a rendere più difficile la vendita degli Android, in modo palesemente scorretto. Si cerca anche di creare un precedente: se dovessero essere vinte queste cause, Apple otterrebbe un potere molto rilevante sul mercato degli smartphone e tablet, rendendo difficile per chiunque, compresa Microsoft, competere.

Our competitors want to impose a “tax” for these dubious patents that makes Android devices more expensive for consumers. They want to make it harder for manufacturers to sell Android devices. Instead of competing by building new features or devices, they are fighting through litigation.

Paradossalmente, Google deve essere difesa. Dopo l’acquisizione dei brevetti Nortel, la Suprema Corte di Giustizia americana, sollecitata dall’antitrust, si è già espressa in merito all’acquisizione dei brevetti con l’unico scopo di portarli in aula. A questo punto Google dovrebbe acquistare Motorola, azienda vicina e non in acque tranqulle, acquisendo così un altissimo numero di brevetti. La situazione è paradossale perchè l’Antitrust osserva e protegge contemporaneamente Big G, punto a favore del sistema Americano.

 

Presa di posizione

“Se Apple e Microsoft che sono sempre state pronte a saltarsi alla gola vengono trovate a letto insieme, bisogna cominciare a pensare”

Che Google possa avere qualche scheletro nell’armadio è certamente possibile come senza dubbio il VP di Big G non ha torto a dire che molti brevetti sono “Discutibili” (Bogus) considerando l’altissimo numero di tecnologie presenti in un device.

Il problema è che qui vediamo tre colossi che agiscono contemporaneamente, con un impatto diretto sui consumatori. Non solo Apple e i suoi alleati stanno cercando di gonfiare il prezzo del loro concorrente principale, rendendolo così difficilmente vendibile ma limitano la nostra libertà di scelta. Peggio ancora, questo modo di competere in aula, danneggia l’innovazione e l’avanzamento tecnologico: creando un precedente simile si verrebbe a legittimare questo modo di agire piuttosto che lo sforzo nel creare novità per i consumatori. Si sta in questo momento abusando del sistema dei brevetti, usati in modo del tutto scorretto.

Anche se Google dovesse improvvisamente essere out of market nel mondo mobile, non verrebbe danneggiata mortalmente. Gli unici a perdere qualcosa saremo noi, vedendo Apple continuare rafforzata nelle sue strategie impositive su tutti i campi (basta vedere quanto costa un iPhone 3G oggi, all’alba del modello 5) e il mondo mobile molto più difficilmente accessibile. Quello che è sicuro, è che Apple non ne uscirà illesa nell’immagine dopo queste vicende.

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