Augmented Reality Advertising: nuova frontiera dell'Ambush marketing?

Le imponenti tabellari di Time Square lasciano posto ad opere d'arte contemporanea, ma è solo un test. Per ora.

Mentre molti ancora si interrogano sulla legittimità di una delle tecniche di marketing non convenzionale più creative, ma anche più invasive, l’Ambush Marketing passa dalla strada, inteso come realtà fisica in cui tutto può accadere e cambiare da un momento all’altro, alla realtà aumentata.

In diversi casi noi di Ninja Marketing ci siamo occupati di questo tipo di comunicazione, che è genericamente riferita ad una “associazione indebita (non autorizzata) di un brand ad un evento mediatico; ossia quando lo stesso non appartenenga ad uno degli sponsor ufficiali.” (fonte wikipedia), questo perché “il fenomeno in esame sembra essersi appalesato per la prima votla in occasione dei Giochi olimpici di Los Angeles del 1984, per i quali gli organizzatori decisero di offrire agli sponsor un’esclusiva nell’ambito del proprio settore commerciale, accrescendo così la competizione per accedere allo status di sponsor ufficiale e, parallelalamente, il corrispettivo versato dalle imprese. Questo cambiamento ha indotto due conseguenze interdipendenti: a fronte di una valorizzazione della qualifica di sponsor ufficiale si è assistito ad un assottigliamento del numero di imprese in grado di accedervi. È in questo quadro che talune società hanno optato per una forma alternativa di pubblicità: l’ambush marketing.” (fonte in interessante ricerca reperibile su Rdes).

Ovviamente, sono però state nel tempo molteplici le declinazioni di questo tipo di comunicazione.  Passando dai segni dei morsi lasciati dai vampiri di Twilight, a Di Pietro che si dà all’ambush politico, arrivando all’imponente e discusso caso Rona vs Apple (davvero geniale).

Oggi la PublicAdCampaign e la The Heavy Projects portano tecnica direttamente sul mobile, testando una piattaforma che usa la realtà aumentata per rimpiazzare virtualmente le outdoor advertising che decorano Time Square. La performance è stata ripresa domenica scorsa e messa online e trattata da diversi blog appena il giorno dopo, scatendando un fenomeno virale anche grazie al fatto che al posto dei visual adv presenti nella celebre via newyorkese c’erano artwork di diversi artisti conteporanei americani da Ron English, John Fekner, PosterBoy, Doctor D and Ox.
L’articolo più interessante in merito è certamente quello che troviamo direttamente sul blog di PublicAdCampaign in cui ci avvertono che saranno postati nelle prossime settimane, nuovi video del mostrano tutte le caratteristiche della tecnologia in azione, in particolar modo l’abilità di tracciare gli oggetti in tempo reale e aggiustando di volta in volta la prospettiva del takeover per renderlo più realistico. In pratica, è come avere due pubblicità occupando lo stesso spazio. Chissà se anche in questo caso, le società “oscurate” da questo nuovo mezzo alzeranno un polverone come già successo nella realtà.