Analizza la struttura finanziaria della tua startup [HOWTO]

Dall'analisi delle dinamiche finanziarie all'utilizzo di tool che permettono di diagnosticare il futuro finanziario e la composizione azionaria della startup.

Ripercorrendo le fasi salienti comuni alla maggior parte delle startup, ho cercato di fare una panoramica degli strumenti finanziari più utilizzati nel mondo delle startup, prendendo in considerazione anche un tool gratuito che permette di proiettare i risultati delle scelte finanziarie che si operano nella struttura di una startup.
Innanzitutto è agevole capire quali sono i meccanismi che operano nelle varie fasi dell’ “età finanziaria” di un azienda, subito dopo saremo in grado di capire perchè Mark Zuckerberg possiede attualmente meno del 25% di Facebook, pur restandone CEO.

Il Fund Raising

Sondando la scena startup, incontriamo spesso concetti come Seed Fund, Round A Fund o Debt Fund.
Chiunque si cimenti nell’analisi di una Business Idea e tenta di realizzarla incontra immediatamente la primaria necessità di reperire fondi, siano essi volti a coprire i primissimi costi di sviluppo di un prodotto funzionante o siano necessari per fornirsi di una struttura, emerge sempre un fabbisogno aziendale: il finanziamento.

Nel caso specifico in cui ci si occupi di startup web based, o comunque di imprese ad alta capacità innovativa, sappiamo che tra gli attori in grado di sostenerci finanziariamente possiamo individuare gli investitori, Venture Capitalist o Angels. Si tratta di persone o organizzazioni finanziarie che decidono di investire denaro in un determinato progetto d’impresa al fine di detenerne una quota di capitale. Sostanzialmente differenti dal punto di vista operativo sono invece i cosidetti Debt Fund, attraverso i quali si ricevono fondi sotto forma di mezzi finanziari ma che figureranno in bilancio come veri e propri debiti per la start up, e viceversa come crediti per l’investitore al quale si dovrà restituire in un tempo X la somma di denaro investita.
Gli strumenti finanziari tipicamente utilizzati nell’ambito startup o comunque nell’ambito dell’equity investment sono detti Investment Stages.

Possiamo trovarli menzionati continuamente guardando un qualsiasi company profile su crunchbase, si tratta di sessioni di investimento, differenziate per tipologia, che vanno a coprire il fabbisogno finanziario in una o più specifiche fasi della vita della startup sino a giungere alla exit della stessa. L’immagine può aiutare a comprenderli al meglio.

In genere si dividono in:
-Seed: fino a $100K
-Angels: possono arrivare anche ad $1M
-Round A: $1M – $10M
-Round B: $10M – $25/30M
-Debt Fund
In sostanza il Round A, B, C ed eventuali round successivi si rendono possibili solamente nel momento in cui l’azienda è ormai avviata ed utilizza questi nuovi finanziamenti per ampliarsi, per accrescere la quota di mercato o per il lancio di nuovi prodotti o servizi.

La struttura finanziaria

Per struttura finanziaria si intende la composizione del capitale aziendale ed in generale il sistema attraverso il quale l’azienda và a soddisfare la necessità di reperire fondi. Ogni qual volta una startup riceve un investimento deve cedere una quota capitale in favore dell’investitore, salvo si tratti di Debt Fund, di conseguenza in occasione di un nuovo apporto di capitale la startup si riassetta su un nuovo equilibrio societario, con conseguente ricomposizione delle percentuali di proprietà di ogni singolo azionista.

In questi casi ed altri, si rende utile un servizio come l’Equity Simulator di ownyourventure.com. necessario per valutare che tipo di incidenza avranno gli eventuali investimenti sull’assetto societario, o quali possano essere le conseguenze di eventuali scelte di investimento.

Spesso sentiamo parlare del caso di Ycombinator, che si occupa di selezionare startups o business idea per garantire al team di queste un periodo di formazione in Silicon Valley al fine di acquisirne una quota compresa tra lo 0 ed il 15% circa, o sentiamo ancora di startup che sono riuscite a superare un pitch con un investitore che ne individua le potenzialità di sviluppo e ci investe denaro, al fine di ottenerne in cambio una percentuale di azioni. Questo tipo di investimenti vengono effettuati al fine di poter ottenere un incremento di valore delle azioni che quindi potranno essere rivendute ad un prezzo di gran lunga superiore rispetto al prezzo di acquisto.

A tal proposito si differenzia il concetto di “valore aziendale” rispetto al momento in cui viene fatta la valutazione.

Nell’Equity Finance troviamo solitamente due concetti, la Pre-Money Valuation e la Post-Money Valuation. In realtà sono valutazioni di tipo finanziario che però permettono di inquadrare meglio le startup in quanto entità altamente mutevoli.

La valutazione Pre-Money è una valutazione finanziaria del valore dell’azienda effettuata prima di un round di finanziamento, mentre la valutazione Post-Money è effettuata immediatamente dopo.
La valutazione Post-Money è pari alla somma della valutazione Pre-Money e dell’ammontare dell’investimento effettuato.

Nel caso delle startup, una valutazione Pre-Money è una valutazione effettivamente molto complessa da strutturare, in quanto, se si tratta di un finanziamento seed, si stà operando su una neonata società e spesso è una valutazione frutto di aspettative, poiché non si hanno a disposizione i dati o performance numeriche passate dell’azienda, utili per effettuare un confronto con business model simili all’interno dello stesso mercato, per esempio.

A questo punto nell’interfaccia grafica dell’equity simulator incontriamo una prima fascia, dedicata all’investimento seed, o comunque il primo round di finanziamento, in questa sezione è necessario inserire i dati relativi alla valutazione Pre-Money, ossia la valutazione che avremo dato alla startup prima dell’investimento, valutazione che spesso, o sempre, è ogetto di trattativa tra l’investitore e gli startupper.

Tanto più alta sarà la percentuale di azioni che spetteranno all’investitore nella valutazione post-money, tanto più bassa sarà la valutazione pre-money effettuata.

Nel simulatore di ownyourventure.com è possibile riprodurre in vitro e virtualmente circa tre round di finanziamento. In teoria si tratta del primo investimento di tipo seed/angel e di due investimenti strutturati ripo Round A,B. In tutte le tre sezioni dedicate al singolo investimento si dovranno inserire i dati relativi alle valutazioni pre e post-Money.

Particolare attenzione è prestata all’interno dei grafici anche ai Convertible Debt, ovvero debiti di natura particolare che vengono stipulati con i Venture Capitalist o con gli Angel Investor, ma che in realtà, in caso di successo della startup, si trasformano in veri e propri investimenti nel capitale dell’azienda, trasformando i creditori in azionisti della startup a tutti gli effetti.
Questo tipo di debiti traggono origine e sono regolamentati attraverso le cosidette Convertible Notes.

Le Convertible Notes regolano appunto i Convertible Debt. In sostanza il debito si genera in fase di investimento nella startup, generalmente nel caso del primo o secondo round di investimenti. Viene utilizzato questo tipo di finanziamento in quanto, l’investitore, sottoscrivendo il credito e investendo in un periodo rischioso della vita della startup, cerca di tutelarsi vantando un credito appunto, ed in caso di fallimento potrà recuperare parte del suo investimento rifacendosi direttamente sugli asset dell’azienda, diversamente da quanto avverrebbe se l’investitore fosse detentore di una quota azionaria della stessa.

D’altra parte però, l’investitore rimane titolare di un “diritto di conversione” (da qui l’origine del termine), che gli garantisce la possibilità di diventare azionista della startup nel o nei successivi round di finanziamento, quando le condizioni risultano più favorevoli.
Inoltre all’atto della conversione, il detentore delle convertible note può usufruire (se previsto nel contratto) di uno “sconto” sull’acquisto delle nuove azioni, generalmente di circa il 30%, in ragione della sua condizione di investitore “privilegiato”.

L’utilità e l’importanza dei concetti che ho appena cercato di esplorare, diventa tangibile nel momento in cui si dà inizio alla fase di previsione finanziaria o quando si struttura un piano finanziario dell’azienda.
Nella fattispecie, il tool è in grado di effettuare proiezioni sino al terzo round di investimento e di mostrare le variazioni di queste in un periodo medio-lungo, aspetto che assume una notevole importanza pratica nel momento in cui si tenta di prevedere un possibile andamento finanziario della startup al fine di ponderare le scelte operative.