Avanzi inaugura il nuovo incubatore di startup, intervista a Davide Agazzi [INTERVISTA]

Da più di 10 anni Avanzi guida le imprese nel rimodellare il proprio business e i propri processi interni in favore della sostenibilità. Un percorso che punta all’adozione da parte di un numero sempre maggiore di aziende di un modello che sappia conciliare le istanze del profitto economico con quelle della qualità della vita ambientale e sociale. In altre parole, aziende migliori per un mondo migliore, secondo un circolo virtuoso per cui la ricchezza prodotta concorre attivamente alla qualità dell’esistenza di tutti.

In questi giorni Avanzi è in fermento, e si sta rinnovando nell’immagine e nei servizi. Da questo punto di vista, la novità più grande è l’istituzione di un vero e proprio programma di incubazione rivolto a idee d’impresa con finalità sociale.
Le selezioni sono aperte, e coloro che le supereranno saranno assistiti dal team di Avanzi in tutti gli aspetti del fare startup: dalla generazione del business model alla costruzione di partnership, dalla mentorship alla raccolta fondi, in un percorso one-to-one che potrà durare da tre a quindici mesi. Ma attenzione, per candidarsi è necessario essere “imprese a finalità sociale con un’ambizione e un’urgenza: avere un impatto positivo sull’ambiente e sulla società in cui viviamo.” Insomma è fondamentale ancora una volta l’approccio “sostenibile”, che punti cioè alla creazione di ricchezza e valore sociale attraverso l’attività d’impresa.

L’altra grande novità riguarda la sede di Avanzi. Qualsiasi progetto d’incubazione ha sempre come fulcro uno spazio speciale, unico, un luogo che fa da catalizzatore di idee, energie e ispirazione. Così è anche per Avanzi, la cui nuova sede è la storica Barra-A, in passato laboratorio di un grande nome del design italiano come Brionvega, che anni addietro produceva proprio in quei locali gli iconici modelli di TV e radio che oggi sono esposti in prestigiosi musei internazionali. Barra A è ora l’habitat naturale di Avanzi, e la nuova casa di chi potrà usufruire del programma di incubazione.

Concludiamo ora con una breve intervista a Davide Agazzi, host di Barra A.

Business e sostenibilità: la sfida di Avanzi è dimostrare come due concetti apparentemente antitetici possano convivere nell’impresa di domani. Com’è nata questa intuizione e qual è la vostra vision per lo scenario produttivo del vicino futuro?

Lavorando su questi temi negli ultimi quindici anni ci siamo resi conto che business e sostenibilità non sono affatto antitetici. Il potenziale di crescita per chi riesce a conciliare questi due fattori è enorme. Le grandi imprese se ne stanno accorgendo sempre di più. E la parola green economy è sulla bocca di quasi tutti i politici ormai, anche se per lo più in periodo di campagna elettorale. Il problema è passare dalle parole all’azione. Tradurre in cose molto concrete le tante belle cose che si sentono in giro quando si parla di eco innovazione, efficienza energetica, shared value. Noi proviamo a farlo accompagnando grandi e piccole organizzazioni a compiere scelte sostenibili. Ma ci siamo accorti che gli impatti sono spesso di portata limitata. Il cambiamento radicale probabilmente richiede una rivoluzione copernicana del modo di fare impresa. Su questo abbiano deciso di investire, favorendo la nascita di organizzazioni “geneticamente” differenti, che abbiamo come mission quella di avere un impatto positivo sull’ambiente e la società che le circonda. Saranno loro a vincere, nel medio periodo, sui mercati nazionali e internazionali, cambiando il volto dell’economia come la conosciamo oggi.

Leggendo la mission di Avanzi è evidente come per voi sia importante mettere l’accento sul “fare”, prendendo le distanze da coloro che di sostenibilità parlano abbondantemente ma senza concretizzare. Puoi fare luce su questo aspetto del vostro mondo? Cosa non funziona nel modo in cui oggi si affronta la tematica della sostenibilità e qual è la risposta costruttiva di Avanzi?

Non si tratta tanto di “fare”, quanto di “fare bene”. Oggi sono in tanti a fare promesse, soprattutto quando si parla di ambiente e innovazione sociale. Ma il cambio di passo avverrà solamente se alle promesse seguiranno i risultati, gli impatti. È bene darsi degli obiettivi di miglioramento. Ma occorre poi andare a vedere quali sono le performance ambientali e sociali di una organizzazione nel concreto. Rendicontarle in maniera trasparente, confrontandosi con i propri stakeholders per capire come si può fare di più e meglio. La risposta di Avanzi sta quindi soprattutto nella cultura della misurazione e della valutazione. E in una maggiore apertura verso l’esterno. Solo così riusciremo a creare per davvero un’economia davvero trasparente e responsabile. Dove a contare saranno i fatti. E non le parole.

Di recente avete inaugurato un programma di incubazione, che amplia notevolmente il raggio dei vostri servizi accostando alla consulenza un vero e proprio lavoro di mentoring per startup con destinazione sociale. Che requisiti deve avere una startup per accedere al programma?

Le start up che vogliamo aiutare a nascere e crescere non sono aziende qualsiasi, ma imprese a finalità sociale con un’ambizione e un’urgenza: avere un impatto positivo sull’ambiente e sulla società in cui viviamo. Le idee imprenditoriali che ci interessano sono sostenibili, perché si basano su un presupposto “geneticamente” innovativo: l’obiettivo principale dell’azione economica è la creazione di valore sociale, cioè favorire uno sviluppo rispettoso dell’ambiente e dei diritti fondamentali delle persone. L’equilibrio economico-finanziario è uno strumento.

In cosa vi differenziate da realtà come The Hub, presente anche a Milano?

Con gli amici di The Hub c’è un rapporto di stima e collaborazione che va avanti da tanto tempo. Stanno costruendo un network internazionale vivace e dinamico, che è un toccasana per ogni territorio in cui aprono una sede. Lavoriamo su temi in buona parte simili. Con un approccio complementare. All’interno di The Hub un giovane innovatore può trovare tanti stimoli per mettere a punto le sue idee di impresa, i contatti e le persone giuste per formare un team vincente. Avanzi se vogliamo può essere utile in uno step successivo, per imprese già costituite che vogliono fare un salto di scala, affinando il proprio business plan, trovando dei partner industriali e commerciali, entrando a far parte di un network di imprese che hanno obiettivi simili. Siamo tutti al lavoro per rendere la società in cui viviamo più equa e sostenibile. La realtà è che solo mettendoci in rete possiamo sperare di raggiungere quella massa critica che ci permette di essere per davvero dei protagonisti del cambiamento.

Qual è il nesso tra innovazione e sostenibilità? Come può la prima innescare o coadiuvare la seconda?

L’innovazione per noi ha senso solo se viene orientata alla sostenibilità. C’è grande fermento in giro. E la cosa è sotto gli occhi di tutti. Non possiamo permetterci però di ricadere nell’errore che ha portato alla bolla speculativa legata alla new economy, nel decennio passato. L’innovazione non può essere fine a se stessa. Deve avere un legame profondo con la realtà che ci circonda e con la vita di tutti i giorni. Si aprono di fonte a noi una serie di potenzialità pressoché infinite. Le nuove tecnologie ci permettono di immaginare qualsiasi cosa. Il punto è riuscire a orientarle per risolvere le questioni davvero importanti, per rivoluzionare i nostri modelli di produzione e consumo. Dobbiamo riuscire a ridurre in modo netto i nostri impatti sulle componenti ambientali, risparmiando risorse, attraverso innovazioni di carattere tecnologico e comportamentale. E dobbiamo riuscire a far fronte a quei bisogni tipicamente relazionali che caratterizzano le società benestanti, riconnettendo le persone alle loro comunità di riferimento, per ricreare quel tanto di tessuto sociale che garantisce allo stesso tempo coesione e inclusione. Queste sono le sfide che abbiamo di fronte. Queste sono le innovazioni di cui siamo alla ricerca, per riconciliare economia, ambiente e società.

Se governate in maniera illuminata, le imprese possono davvero cambiare il mondo?

Sono le persone che possono cambiare il mondo. Le imprese sono solo strumento in più per farlo. Dovremmo ricordarcelo sempre. Le scelte imprenditoriali, manageriali e di investimento sono sempre prese da singoli individui. E’ sulla loro educazione e sensibilità che dobbiamo puntare, se vogliamo cambiare il mondo.

Se volete saperne di più su Avanzi, sul suo programma di incubazione o sulle sue attività di consulenza per l’innovazione e la sostenibilità, non mancate all’evento che si terrà presso la loro sede il 23 giugno. Visitate questo link per maggiori informazioni.