Intervista a Paolo Bordino alias Pao, l'artista dei pinguini metropolitani.

Pao, alias Paolo Bordino, grazie alla sua fantasia riesce a trasformare il triste e grigio arredo urbano in qualcosa che stupisce e rende meno mesta la nostra grigia città. Ecco allora che da un paracarro nasce un pinguino, dal palo di un metanodotto una margherita e da una pallina da golf un armadillo.
Con il sorriso sulle labbra, l’abbigliamento casual, e la simpatia che lo contraddistinguono ha risposto alle domande che gli abbiamo posto con l’intento di carpire il suo segreto: come fa a vedere ed estrapolare tanta vivacità da oggetti che spesso passano inosservati; ma come leggerete non si è sbilanciato troppo con le riposte.

Parliamo della tua ultima creazione “Armadillo da Golf”, com’è arrivata quest’idea?
Cercavo qualche nuova creatura per la mia isola di Paopao, che è il mondo a cui mi ispiro quando dipingo, e siccome nel mio mondo nulla è realmente ciò che sembra una pallina da golf è in realtà un simpatico armadillo.

Torniamo un po’ indietro. Che tipo di formazione hai avuto?
Ho fatto il Liceo Scientifico, dove ho imparato a disegnare sul banco. Mi sono poi iscritto a sociologia, mentre nel frattempo frequentavo un corso di Tecnico del suono. Ho vissuto un anno a Londra a fare il lavapiatti, poi richiamato per il servizio civile sono stato assegnato all’archivio dell’attrice Franca Rame e del premio Nobel Dario Fo. Lì ho imparato tantissimo. Ho iniziato a lavorare con loro come tecnico del suono, poi siamo andati in tournee e sono diventato macchinista teatrale. Sucessivamente ho frequentato presso i laboratori del Teatro alla Scala un corso di costruttore di scenografie teatrali. Avevo intrapreso quella carriera, ma poi la pittura mi ha portato su un’altra strada.

Qual è il primo lavoro che hai svolto?
Aiutante in cucina presso una pensione estiva, poi operatore telefonico per l’allora TELE+.
Sono passato tra mille lavori: cleaner all’ospedale a Londra, lavapiatti, allestitore di stand fieristici, decoratore, fonico, macchinista… pittore.

Quando hai fatto il primo disegno e cosa rappresentava?
Ah! I disegni dell’asilo… Ne ho uno scatolone dei ricordi pieno. Belli come sono tutti i disegni dei bambini, niente di più.

Quando ti sei reso conto che da passione poteva diventare un lavoro?
E’ stata una cosa graduale; lavoravo già come macchinista teatrale, un lavoro bellissimo ed un mondo affascinante. Disegnando per strada ben presto sono arrivate le prime commissioni, come decorare gli stand fieristici, alcune serrande dei negozi. Così ho iniziato a lavorare anche come decoratore per gli allestimenti e pian piano la parte artistica ha preso il sopravvento.
Nel 2005 è nato Paopao Studio, come naturale conseguenza della mia attività artistica e, con l’arrivo di Laura (graphic designer), si è ampliato collaborando anche con diverse agenzie.

Che difficoltà hai incontrato durante il tuo percorso, dalla scuola ad ora?
Ho iniziato molto presto a lavorare, lasciando quasi subito l’università. Franca Rame mi ha aiutato tantissimo, avendo fiducia in me, permettendomi di imparare un lavoro. Stando con lei e Dario Fo ho avuto la possibilità di imparare tanto sia da un punto di vista artistico che umano.

Come ti consideri: artigiano, artista pittore, scultore…
L’approccio è quello dell’artigiano. Artista invece è una parola ormai svalutata, quindi ho imparato ad usarla senza troppo imbarazzo.

Perchè, e da cosa è nato il pinguino?
E’ nato da un uovo di cemento, concepito dal colore e da un briciolo di follia.

A cosa ti ispiri per i tuoi soggetti?
Ho cartelle piene di immagini, che quando cerco ispirazione consulto: fotografie di alberi, di animali, schemi geometrici, fumetti, videogiochi, cinema, altri artisti. C’è di tutto.

In quante parti del mondo sono finite le opere? Dove troviamo la più lontana?
Per ora sono di base sopratutto in italia, dove hanno girato parecchio. Poi qualche lavoretto in giro per l’europa.

Che tipo di persone sono gli amanti della tua arte e i tuoi clienti?
Sono un pubblico variegato. dal bambino di 7 anni che mi scrive al collezionista aperto alle nuove tendenze.

Quanto la vita privata ha influito sull’evolversi del tuo lavoro? Il fatto di essere padre ha cambiato il tuo modo di vedere e interpretare le cose? E’ stato un momento che ti ha fermato, magari per l’emozione o il poco sonno, o che ti ha spronato a produrre opere nuove?
Ha influito tanto, in positivo. E’ una fonte di motivazione notevole, la qualità e l’impegno sono migliorati. Ho dovuto rinunciare un po’ alle scorribande notturne, ma per il resto sono contento. Lavorare con Laura, la mia compagna, fa sì che siamo molto uniti, e a detta di tutti i miei amici è solo grazie a lei che il nostro studio ce la fa ad andare avanti!

Progetti per il futuro?
Una mostra personale all’estero.
I pinguini conquisteranno il mondo ahahahahah (Pao fa una risata imitando un cattivo da cartoon, NDR)

Libro, musica, artista e film preferito?
Siddartha di Herman Hesse, Blues Brothers e Bob Marley, M.c. Escher, Il mio vicino di casa Totoro.

Hai un consiglio per chi volesse intraprendere un percorso simile al tuo?
Il talento è necessario, ma conta di più la determinazione ed il lavoro.

Che altro dire, anche il pataniello è stato felice di conoscere Pao e per l’occasione è diventato un Ninja Penguin! :)

Scritto da

Tiziana Amitrano

Tiziana, ninja name Kaname, nasce a Milano nel 1987. Appassionata d’arte in tutte le sue forme cresce con il sogno di diventare pittrice fino a quando scopre il mondo della ... continua

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