Sky contro Current TV: Al Gore affida ai blogger il compito di salvare la democrazia

La chiusura di Current TV sarebbe un attacco alla democrazia, ma anche un danno di immagine per Sky Italia

Questo pomeriggio, in una piccola sala dell’hotel de Russie, in vicinanza di piazza del Popolo a Roma, il premio nobel per la pace Al Gore, nonchè vicepresidente degli Stati Uniti d’America, ha incontrato una ventina di blogger, convocati d’urgenza per comunicare una notizia shock.

Sky Italia, su ordine dell’headquarter americano, ha deciso di chiudere immediatamente Current TV.

Da fine luglio gli abbonati non potranno più vedere i programmi di informazione indipendente realizzati dalla redazione capitanata da Tommaso Tessarolo, presente alla conferenza insieme ad Al Gore e a Paolo Lorenzoni, responsabile del marketing di Current.

Noi ninja eravamo presenti e abbiamo ascoltato l’accorato appello dei Al Gore ai blogger italiani ai quali ha affidato il compito di comunicare la notizia e di mobilitarsi a difesa della libertà di informazione.

Un compito che secondo Gore solo i blogger, considerati l’avanguardia della società dell’informazione e uniche voci indipendenti e libere, possono svolgere. Per questo ha deciso di convocarne una rappresentanza e di comunicargli personalmente la notizia.

L’Italia si merita un canale libero da condizionamenti

Come canale indipendente Current in questi anni ha trasmesso documentari scomodi, come Videocracy, Citizen Berlusconi e Zeitgeist, dato spazio ad Anno Zero e a Santoro quando il suo programma è stato sospeso dalla RAI.

Al Gore ha spiegato che la redazione italiana ha sempre lavorato in autonomia, senza subire mai alcun condizionamento esterno e con l’unico obiettivo di cercare la “verità”. Current non si considera un canale schierato politicamente, ma un gruppo di giornalisti indipendenti che vogliono dare visibilità ed eco a notizie anche scomode, spesso censurate dagli altri canali.

Personalmente credo che Current svolga davvero un ruolo importante per assicurare il pluralismo in un sistema mediatico come quello italiano unico al mondo per la mancanza d’indipendenza dal potere economico e politico.

In questi anni  abbiamo apprezzato apprezzato e sostenuto il lavoro di Current TV, il suo stile, la sua grafica, la capacità di mostrare l’altra faccia della luna, con servizi di vero giornalismo come non se ne vedono quasi più sui nostri canali televisivi, con programmi creativi in grado di dare visibilità e riconoscimento a stili di vita alternativi a quelli dominanti.

Chi ce l’ha con Current TV?

Secondo Al Gore la decisione di chiudere Current deriva da una ritorsione dell’azienda proprietaria di Sky, la News Corporation di Murdoch – uno dei primi quattro conglomerati mediatici degli Stati Uniti e del mondo, ed in Italia  secondo gruppo mediatico privato dopo Mediaset – come conseguenza di una serie di programmi mandati in onda negli Stetes e  ritenuti scomodi.

Non avendo in USA nessun potere su Current TV, News Corp avrebbe agito sulla sede in Italia, anche in virtù del reciproco interesse dei due conglomerati oligopolisti ad oscurare l’unica fonte di informazione televisiva forte e indipendente. Insomma siamo di fronte all’ennessimo attacco alla libertà e alla democrazia, questa volta proveniente dal gruppo di Murdoch.

Un oligopolio, quello che governa l’informazione, in grado di influenzare l’opinione pubblica con bugie confezionate ad arte in grado di indirizzare gli eventi mondiali con effetti che durano a lungo nel tempo.

La notizia è davvero un ennesimo pugno nello stomaco e decisamente un colpo all’immagine del gruppo Sky, che nello scenario televisivo si era distinta come “terzo polo” informativo, fra la lottizzata RAI e la privatistica Mediaset.

Vedremo come la prenderanno i clienti Sky, molti dei quali sono affezionati a Current TV, un brand molto forte in grado di aggregare una comunità di appassionati e di supportare un “progetto di senso” evolutivo per la società: quello di un mondo in cui le persone possano giudicare meglio perchè meglio informate.

#salviamocurrent + #italianrevolution=?

Indubbiamente si tratta di un ennesimo “momento critico” per la libertà di informazione e quindi per la democrazia italiana, proprio mentre i partiti tradizionali continuano a perdere terreno ed emergono nuovi movimenti autorganizzati grazie ai social media.

Come vi abbiamo segnalato stamattina, la “rivoluzione spagnola”, alimentata dai giovani senza bandiera, sta in queste ore rischiando di contagiare l’Italia. Chissà se vedremo anche noi le piazze inondate di giovani che chiedono il “cambiamento” e una svolta in direzione di una democrazia reale.

 

Forse non saranno i giovani “indignati” che annunciano di scendere pacificamente in piazza in tutte le città italiane ad avere attivato l’abbonamento Sky, ma è sicuro che Current TV faccia parte del loro immaginario e che si sentano nuovamente colpiti nella loro identità dalla scomparsa di un brand che ha dimostrato di supportare la loro visione del mondo.  Attaccare un brand come Current significa attaccare le persone che considerano quella marca di sostegno esistenziale per loro.  E’ prevedibile una rivolta pacifica in grado di arrivare a forme di boicottaggio che possono danneggiare Sky come azienda.

#salviamocurrent sarà trendic topici insieme ad #italianrevolution

Se lo vuoi anche tu, puoi fare la tua parte. Puoi scrivere direttamente a SKY chiedendo di non chiudere Current all’indirizzo tom.mockridge@skytv.it Amministratore Delegato di Sky Italia. Segui gli aggiornamenti su facebook.com/currentitalia e twitter (#salviamocurrent).

Lo diciamo da tempo ed ormai è un dato certo: “Revolution will be not telvised, it will be twitted”

be ninja.

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