Renzo Rosso si racconta nel libro "Be Stupid"

Presentato in Bocconi il 17 maggio il suo romanzo Be Stupid, edito da Rizzoli

Diciotto capitoli, diciotto racconti agiografici della vita e dei miracoli di Renzo Rosso, aka “il signor Diesel“.

Si parte con la parabola dei conigli, ovvero la prima esperienza imprenditoriale di Rosso, quando poco più che bambino moltiplicò un coniglio regalatogli (rivelatosi poi una coniglietta gravida) in un allevamento di oltre cento conigli.

Ogni capitolo di Be Stupid, autobiografia di Renzo Rosso il cui titolo è ispirato alla sua ultima campagna di successo, è corredato dal commento del Professore in Corporate Strategy Guido Corbetta, il quale razionalizza l’aneddoto e ne dimostra l’applicabilità ad ogni contesto e situazione.

Durante la presentazione del volume il ruolo di padrone di casa è toccato al professore di Economia Paolo Morosetti, aiutato dalla presentatrice Victoria Cabello.

Il dibattito è stato poi animato dalla presenza di due personaggi d’eccellenza amici dell’imprenditore bassanese: Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, e l’ex banchiere Alessandro Profumo.

Ma come far quadrare la banale, apparente, contraddizione tra la filosofia “Be Stupid” e la scelta di una platea di giovani preparati e studiosi come quelli della Bocconi?

Ci prova Lorenzo riallacciandosi al celebre discorso pronunciato a Stanford da Steve Jobs (come direbbe Miranda Priestly, groundbreaking!): “Be Stupid è la traduzione in veneto di be hungry, be foolish”.

La ex vj Cabello per l’occasione rispolvera una sua vecchia gag (Cinematic, 1997) sedendosi sulle ginocchia di un Profumo nemmeno troppo imbarazzato.

Gli spunti migliori arrivano proprio da Alessandro Profumo, il quale traccia una sottile linea tra essere manager ed essere imprenditori: “L’imprenditore è un po’ un artista, vede cose che noi manager non riusciamo a vedere“. Mette poi sul tavolo l’oggettiva difficoltà di conciliare l’essere imprenditori eccentrici con l’essere democratici, aperti ai suggerimenti del proprio staff. Se infatti la genialità sopra le righe di Jobs è nota, altrettanto noto è il suo modo estremamente autoritario di condurre la propria impresa.

Il veloce tempo che ci è stato dedicato al faccia a faccia con Renzo Rosso lo abbiamo sfruttato per fare una domanda d’obbligo: “Quale sono i tuoi consigli per una campagna viral di successo?”. Il manager-guru più rockettaro del pianeta ci ha risposto: “Essere sinceri, mettere in evidenza il valore aggiunto del vostro prodotto, essere divertenti“.

A tempo ormai scaduto, un’ultima domanda però è sorta spontanea: “Renzo, quanto conta avere culo?“.

“Il culo non esiste. Hai culo se vinci la lotteria o l’enalotto. Ma avere successo nella propria impresa dipende esclusivamente dalla qualità del proprio lavoro“.

E voi? Che ne pensate? Se la coniglietta di Rosso non fosse stata gravida, saremmo qui a parlare di lui?

Scritto da

Valeria Mantegazza

Dopo le prime esperienze come critico di cinematografico e studioso di audience, durante il suo dottorato viene folgorata sulla via di Damasco dal rutilante mondo della TV. ... continua

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