Attenti a quel twittero: un "uccellino" racconta le assise Confindustria

Cosa succede se su Twitter viene raccontata minuto per minuto un'importante riunione a porte chiuse?

Gli uccellini, si sa, sono sempre forieri di notizie indiscrete. E ai tempi di Twitter, più che mai. Un anonimo imprenditore – il cui nickname su Twitter è proprio Limprenditore – ha iniziato a twittare a raffica notizie, indiscrezioni e osservazioni sull’ultima assise di Confindustria. Dov’è la notizia? Sicuramente nel fatto che la riunione indetta dagli industriali era a porte chiusissime, interdetta a chiunque, specialmente ai giornalisti. Avremmo saputo solo quello che Confindustria avrebbe voluto farci sapere, limato, rielaborato e  confezionato apposta per i media.

Ma Limprenditore non ci sta e ci racconta in 140 caratteri ogni intervento, ogni particolare, taggando i suoi tweet con #assise: “Maggiore attenzione al fisco per le imprese. Superare l’Irap, deducibilità interessi e coefficenti ammortamento” ma anche “arrivato (mi si nota di più se arrivo in ritardo) Montezemolo con codazzo di gente”. Ovviamente tutti cercano di capire chi sia la talpa (anzi, l’uccellino) ma la questione diventa più profonda.

Può un social network come Twitter abbattere delle barriere antidemocratiche? Senza sconfinare nell’importanza che hanno avuto i social nei paesi nordafricani, come strumenti integranti della lotta per la democrazia, sicuramente in un Paese come il nostro i social network possono aiutare ad abbattere il muro di gomma che separa le stanze dei bottoni e le persone comuni.

Riuscite ad immaginare cosa potrebbe accadere se un militante si mettesse a twittare durante una direzione di partito? O se un parlamentare lo facesse durante una riunione di commissione? L’importanza dell’accesso alle informazioni da parte di un pubblico naturalmente incline all’innovazione, come quello che popola Twitter, potrebbe avere effetti immediati sia nel coinvolgimento riguardante certe tematiche sia nel modo di trattarle e affrontarle. Sostanzialmente senza filtri.

Ma la comunicazione a filtro minimo spaventa tantissimo quelle sovrastrutture che di filtri si nutrono, in primo luogo i partiti politici, che potrebbero vedere vanificati in 140 caratteri gli sforzi di anni, impiegati nella costruzione della propria immagine. O trovare la chiave di volta per abbattere definitivamente i muri che li separano dall’elettorato e dai cittadini.

Lo scenario proposto, forse, è fantascientifico. Giovani militanti armati di smartphone potrebbero fare un gran danno al gotha. E forse un gran bene a tutti gli altri.