Playstation Network riapre (forse) questa settimana dopo l'ennesimo attacco hacker

Ce la faranno quelli di Sony a tornare alla normalità?

Dopo tanta attesa condita da un susseguirsi di notizie e lunghissimi comunicati stampa ufficiali, pare che PSN torni online proprio questa settimana. Dopo un primo ipotetico annuncio la scorsa settimana, Patrick Seybold – direttore della comunicazione corporate online e social media – ha concesso un paio di dettagli in più circa il ritorno online del servizio targato Sony.

Entro la fine della prossima settimana verranno riattivati i servizi di gioco online per PS3 e PSP, Playstation Home, la lista amici e il servizio di chat. Torna anche la possibilità di gestire l’account, ma solo dopo l’aggiornamento obbligatorio che costringerà tutti gli utenti a impostare una nuova password.

Da Tokyo, Kaz Hirai – CEO di SCE – aggiunge oltre alla solite scuse un ulteriore dettaglio circa il ritorno online dello store PSN Store che pare dovrà attendere fino alla fine del mese di maggio. Inoltre, Hirai si è prodigato a fare luce sulla vicenda. L’ormai famoso e nefasto attacco al sistema pare essere stato rivolto contro il data centre di San Diego in California confermando che la competente divisione dell’FBI californiana è sul caso.

L’azione che ha visto i supposti pirati informatici appropriarsi dei dati di 78 milioni di utenti e di circa 10 milioni di carte di credito – tra mezze smentite e qualche conferma circolata sui forum underground in cui pare i dati fossero stati messi in vendita per qualche centinaio di migliaia di dollari – resta apperentemente senza motivo.

Lo scorso mese, Sony aveva subito un attacco ad opera di un collettivo di hacker noti con il nome di Anonymous in risposta all’azione legale intrapresa dal colosso giapponese contro quel genio (mi assumo tutte le responsabilità etiche del caso) di George “GeoHot” Hotz – padre del jailbreak iPhone e PS3 e scusate se è poco – ma il gruppo si è detto estraneo alla nuova clamorosa breccia in un sistema che Sony corre adesso a fortificare con firewall e misure software per porre fine all’ennesimo intrigo da cyberspazio.

Finisce tutto così? Non proprio. Per ringraziarci di tanta pazienza pare che sia pronto un “Welcome Back“: un mese di Playstation Plus gratuito per tutti e per coloro che hanno già sottoscritto il servizio un ulteriore mese gratis. In più, ogni territorio, con modalità diverse e ancora non definite, avrà i suoi contenuti esclusivi in free download.

Per chi volesse farsi un giro tra i passi falsi di Sony vi rimando a questo link.

Per tutti gli altri, la raccomandazione è di modificare la password PS3/PSN se associata ad altri servizi/account e di tenere d’occhio la carta di credito.

Ah! Dimenticavo. Subito dopo le dichiarazioni di Hirai, si è diffusa in Rete la notizia di un nuovo attacco ai server che ha portato al furto dei dati di 12.700 carte di credito di altrettanti clienti non-US (inclusa la data di scadenza, ma non il codice di sicurezza) e di quelle di oltre 10.000 di utenti austriaci, tedeschi, olandesi e spagnoli. Oltre alle informazioni degli account di quasi 25 milioni di utenti. Tutte informazioni allocate in un server del 2007.

La comunicazione ufficiale di Sony:

“While the two systems are distinct and operated separately, given that they are both under the SONY umbrella, there is some degree of architecture that overlaps. The intrusions were similar in nature. This is NOT a second attack; new information has been discovered as part of our ongoing investigation of the external intrusion in April.”

Quindi, per ricapitolare, non un secondo attacco ma il risultato di notizie più dettagliate a seguito delle indagini condotte dopo la famosa incursione. Per farvi sentire un po’ più tranquilli, delle 12.700 carte rubate, solo 900 erano attive.

Ovviamente, rumors e congetture in rete si sprecano. Oltre all’ipotesi di dati in vendia al miglior offerente, c’è chi riporta l’ipotesi che dietro all’attacco ci siano 200 addetti SOE (Sony Online Entertainment) licenziati con sole due settimane di preavviso il 31 marzo scorso.

Intanto, forse perché impegnata a mettere al sicuro i suoi server, Gamasutra rende noto che Sony ha rifiutato l’invito della House Subcommittee on Commerce, Manufacturing and Trade a rispondere a 13 semplici domande sulla modalità di gestione dei dati personali dei suoi utenti. La scadenza, prima prevista per il 6 Maggio, è stata spostata al 3 (oggi) dopo che è stata resa nota la volontà di non testimoniare pur dicendosi – Sony – pronta a rispondere alle domande (ma non di persona).

Ci vediamo online (forse) tra qualche giorno, a meno di novità 😉

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