Internet of things, green tech, natura: in una parola, Minteos.

La natura che parla all'uomo. Sogno romantico o realtà futuribile a base di green tech? Chiedetelo a Minteos.

Qualunque appassionato di tecnologia ha immaginato almeno una volta un mondo in cui gli oggetti acquiscono una vita propria, una sorta di proto-intelligenza. Seppure un simile pensiero sarebbe potuto sembrare pura fantasia fino a qualche anno fa, oggi si parla sempre più della prossima era evolutiva di internet, il momento fatidico in cui la grande rete aprirà le porte alle “cose”.
C’è una definizione per tutto questo ed è “internet of things”. Con le parole di Wikipedia:

In computing, the Internet of things, also known as the Internet of objects, refers to the networked interconnection of everyday objects.[1] It is described as a self-configuring wireless network of sensors whose purpose would be to interconnect all things.

Ovvero, uno scenario in cui gli oggetti della quotidianità sono non solo interfacciati con la rete, ma anche in grado di scambiare dati verso dispositivi riceventi di varia natura. In breve, nella internet of things gli oggetti potranno comunicare.

Qualcuno penserà di non poter vivere abbastanza per assistere a una rivoluzione di questa portata, ma la cosa straordinaria è che proprio oggi e proprio ora esistono società ad alto tasso di innovazione che stanno già realizzando i primi network delle cose. Una di queste è proprio Minteos, startup italiana nata nell’incubatore d’impresa del Politecnico di Torino, che ha già fatto molto parlare di sé: dal finanziamento ottenuto nel 2010 dalla Pino Partecipazioni del veterano del venture capital Elserino Piol fino alla recentissima vittoria ottenuta alla Mind the Bridge Competition – Innovation Day.

L’idea alla base di Minteos è suggestiva e visionaria, si potrebbe quasi dire poetica: dare voce alla natura. In sostanza Minteos propone sistemi di monitoraggio ambientale dedicati alla prevenzione delle catastrofi: incendi, inondazioni, movimenti tellurici e altri fenomeni naturali potenzialmente disastrosi non possono certo essere controllati ma si può senz’altro rilevarli sul nascere.
Ecco che allora se in una foresta si appicca un fuoco, gli alberi equipaggiati con i sensori Minteos rilevano i dati ambientali mutati a causa del fenomeno, li processano con un sistema di analisi che individua la natura del problema, e se rilevano una minaccia attivano una centralina che in pochi secondi invia un segnale di emergenza destinato a raggiungere attraverso internet i dispostivi abilitati.

Ci aspetta quindi non più una natura di leopardiana memoria, entità austera e insensibile ai casi dell’uomo, ma un nuovo soggetto comunicante animato da una tecnologia che sa di prodigioso.

Questo è ciò che a Minteos chiamano “internet of nature”. E il mondo non vede l’ora di sperimentarlo.

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