Brand Reputation Go Daddy: come distruggere la credibilità di un'azienda in un colpo (di fuoco)!

Il video dell'uccisione di un elefante da parte del CEO Bob Parsons fa il giro del web.

Massimo Sommella

Managing Editor @ Ninja Marketing


La scorsa settimana negli Stati Uniti è scoppiata una polemica causata dall’ultima avventura di Bob Parsons – CEO della Go Daddy – una delle maggiori Domain Registrar del mondo.

Parsons, ex marine durante la guerra del Vietnam, ha infatti diffuso un video in rete nel quale lui e la sua squadra danno la caccia ad alcuni elefanti in Africa. Parsons nel video descrive l’avventura come una missione volta ad aiutare la popolazione di un villaggio dello Zimbabwe afflitta dai danni provocati da alcuni pachidermi ai raccolti.

Ad un certo punto del video si vede la squadra appostata di notte attorno al campo che aspetta l’arrivo degli elefanti e subito dopo si consuma la tragedia (descritta come una vera e propria liberazione). Uno degli esemplari viene infatti ucciso a colpi d’arma da fuoco da Parsons & company.

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Non contenti della scenetta messa su, il video continua mostrando la popolazione affamata del villaggio che accorre attorno alla carcassa dell’elefante per conquistarne una fetta. Il tutto sotto le note di “Hells Bells” degli AC/DC.

La diffusione del video ha causato ovviamente la forte reazione della Peta (People for the Ethical Treatment of Animals) che ha anche deciso di mettere fine alla sua collaborazione con Go Daddy (il suo sito peta.org non sarà più ospitato dalla società di Parsons).
Tutto questo ci porta a riflettere seriamente sull’impatto che una tale comunicazione possa aver suscitato sui clienti di Go Daddy. Come sappiamo la figura del CEO è sempre legata all’azienda, perfino quando è in vacanza. Ogni azione privata si traduce infatti in un’attività di pubbliche relazioni dell’impresa. È assurdo pensare come una società come la Go Daddy, da sempre attenta alla cura dell’immagine nonché la prima società di domini Internet ad ottenere degli spazi pubblicitari durante il Super Bowl (il XLIII), possa aver permesso al proprio CEO di camminare (comunicare) a briglia sciolta.

È vero però che Parsons non è solo il CEO della Go Daddy ma rappresenta buona parte della comunicazione esterna dell’azienda. Il suo blog, attivo oramai dal 2004, è molto seguito ed accessibile direttamente dalla home page del sito istituzionale. Nel blog vengono pubblicati una serie di episodi video in cui Bob, accompagnato da giovani signorine, dispensa agli ascoltatori consigli professionali e di vita. In altre sezioni del blog troviamo “Le 16 regole di Bob”, sempre legate all’emulazione di questo “simpatico” e milionario personaggio.

Nell’impossibilità attuale di calcolare l’impatto dell’operazione “salva raccolti” di Parsons, intanto il diretto competitor di Go Daddy, Namecheap ha offerto ai suoi clienti una speciale offerta. È infatti possibile trasferire fino a 10 domain names .com/.org/.net a Namecheap a soli 4,99$ l’uno e allo stesso tempo donare 1$ per ogni trasferimento all’organizzazione no profit Save the Elephants.