Top 5 Horror – Marzo 2011

La vostra dose mensile di orrori pubblicitari

Nei nostri post di solito cerchiamo di mostrarvi le idee più belle trovate in rete, le più interessanti o quelle stilisticamente realizzate meglio.

Ma spesso nelle nostre ricerche ne vediamo anche altre veramente brutte, schifose e stupide e siccome non vogliamo privarvi di nulla, ecco la Top Horror di Marzo, la classifica con gli orrori del mese.

Se non avete paura dei pubblicitari, beh dovreste averne!

I poster sul Giappone te li potevi risparmiare

Per la serie “ma che cavolo vi fanno fare a scuola di pubblicità?” guardate un po’ cosa ha partorito la mente di uno studente olandese intorno al 22 del mese… vi traduco solo i claim, per chi avesse poca dimestichezza con l’inglese. Il primo dice “menomale che il nostro lampadario è resistente all’acqua. Certo però vi serve un soffitto”, mentre il secondo è “non preoccuparti Giappone. La Fatboy Edison funziona per 6 ore dopo essere stata ricaricata”. Sono senza parole, veramente senza parole.

L’unica birra che non comprerei

Questo ragazzone tedesco dovrebbe convincermi a comprare la sua birra, ma non ci riesce per nulla… anche la canzoncina, a dirvi la verità, non aiuta. Che dite voi? Magari soprassediamo sugli innumerevoli stereotipi sui tedeschi descritti dallo spot?

Equal PayDay rivendica le pari opportunità

Primo DISCLAIMER: Non guardate il video se avete appena mangiato o siete deboli di cuore.

Secondo DISCLAIMER: Se ve lo stavate chiedendo, le nonne presenti nello spot NON sono assolutamente le nostre Ninja girls (loro sono più belle).

Passiamo allo spot, remake del videoclip di Satisfaction del dj Benny Benassi, con queste arzille donnine che lavorano e si offrono contemporaneamente alla gioia dei maschietti. Se vi siete un po’ innamorati chiedeteci pure il numero di un bravo psicologo.

Se questa è matematica, io sono un guru del marketing

Questo spot del governo inglese per valorizzare la scuola ed incoraggiare i neo-laureati a diventare insegnanti. Peccato che, nel risolvere una banalissima operazione con l’elevamento a potenza, la prof protagonista dello spot commetta un grossolano errore, notato per primo proprio da uno studente quindicenne. Epic fail? Per la cronaca, il risultato sarebbe g elevato a 14, mentre invece la prof dà i numeri e i ragazzi giustamente li segnano sulla cartella del bingo.

In effetti c’è chi può e chi non può, ma Luftal aiuta tutti

Le facce dei personaggi protagonisti sui poster dicono tutto… con tanta nonchalance loro danno sfogo a tutta la loro riserva di gas naturale, ma non tutti se lo posso permettere. Argomento delicato per questi poster, immagino non sia facile dover pubblicizzare un farmaco contro il meteorismo. Comunque, la metafora non è riuscita benissimo, se guardate le scene sui cartelloni. Cioè, una discarica, il mattatoio del pesce e la sala delle autopsie? Non c’era qualcosa di più discreto?

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