SXSWi: questa non è TV, è Social TV!

Al SXSWi si parla di Social TV, conversazione online e Twitter: tra nuovi e vecchi media.

Sabato 12 marzo a Austin, Texas, durante SXSWi, principale ritrovo statunitense su film, televisione e media interattivi, in uno dei panel più attesi, i massimi esperti e professionisti della televisione interattiva si sono riuniti per parlare del futuro social della televisione.

Si è discusso di tutto ciò che pertiene all’universo della Social TV, dal multitasking, al consumo di contenuti su più schermi, ai check-ins. Ma il tema principe è senz’altro stato il valore della conversazione online e i modi in cui è possibile incorporarlo all’interno dei programmi televisivi e dei loro brand grazie ai social media.

Tre cose in particolare sono emerse dall’incontro:

1.Twitter, tra tutti i social media, ha una relazione privilegiata con la televisione;

2.grazie alla social TV, stiamo assistendo alla rinascita della televisione “lineare”;

3.la social TV e il marketing su social media per la televisione hanno un valore certo, dall’engagement dell’audience alla brand awareness, che può essere misurato.

I contenuti televisivi, sono oggetto di pratiche di conversazione sociale da ben prima della nascita del web. Oggi, queste conversazioni ritrovano nuovo vigore grazie agli strumenti 2.0 quali Twitter che permettono a brand televisivi di catturare il valore sociale di queste conversazioni associandolo ai programmi e incanalandolo per fini promozionali e per creare maggiore engagement per segmenti del pubblico.

Legata a questa dinamica è la rinascita della televisione lineare. I tweets e la conversazione online in diretta, in particolare, possono spingere i pubblici a privilegiare il consumo lineare, ovvero quello tradizionale “in diretta”, preferendolo al DVR e ai DVD, recuperando così la dimensione di “evento” di alcuni programmi televisivi.

In un periodo di trasformazione, dove le vecchie logiche dei media che da anni hanno regolato il funzionamento della televisione e le scelte dei manager, è particolarmente interessante la testimonianza di Fred Graver, vice presidente di Travel Channel. Graver parla di come, a discapito del suo scetticismo per l’investimento nello sviluppo di una mini-campagna promozionale su Twitter, grazie ad un iniziativa di live-tweeting uno dei suoi show abbia rapidamente raggiunto più di un milione di fan su Facebook.

La complessa relazione di amore e odio tra vecchie e nuove forme mediali, tra social networks e televisione, è riassunta da Ryan Osborn, direttore del dipartimento Social Media di NBC News: “Penso che i nuovi media amino i vecchi, ma odiano ammetterlo!

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