La campagna anti nucleare di Greenpeace: quando la cronaca rafforza l'advertising

Cronaca e advertising spesso non vanno d’accordo.
E così capita che campagne pubblicitarie programmate da tempo debbano essere spostate o cancellate a causa di improvvisi eventi di cronaca che le fanno divenire non più opportune, magari perché i testimonial diventano protagonisti di vicende d’attualità a dir poco imbarazzanti (si veda per esempio il caso celebre di Tiger Woods).

Poi ci sono volte in cui, come in questo caso, a causa degli eventi di cronaca una campagna pubblicitaria diventa più attuale che mai.
Da Gennaio, Greenpeace ha fatto partire la propria campagna multicanale contro il nucleare in Italia: 4 versioni per la carta stampata, 2 spot (30 e 60 secondi) e uno spot radiofonico di 30 secondi.

 

Forse la campagna nei suoi primi mesi di vita è passata inosservata a molti. Ma siamo sicuri che, a causa del tragico incidente nucleare occorso in Giappone, si tornerà a parlare molto delle ragioni del gruppo no-profit ambientalista.

Vogliamo riproporvi la campagna anche qui.

Intanto, Greenpeace una piccola vittoria l’ha già ottenuta: lo spot a favore del nucleare promossa da Forum Nucleare a partire da dicembre a cui la campagna di Greenpeace voleva dare risposta, è stata bloccata dal Giurì dell’Autodisciplina Pubblicitaria in seguito alla denuncia per ingannevolezza mossa da Greenpeace stesso.

"Nucleare. Molto più che una promessa, un debito."

Nucleare. A un passo dal futuro. A due da casa tua.

Nucleare. L'affare di oggi. Il bidone di domani.

Nucleare. Un grande obiettivo per noi. Un grande obiettivo per il terrorismo.

Scritto da

Valeria Mantegazza

Dopo le prime esperienze come critico di cinematografico e studioso di audience, durante il suo dottorato viene folgorata sulla via di Damasco dal rutilante mondo della TV. ... continua

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