I retroscena del Twestival: Intervista a Francesco Iandola in 140 caratteri

Il 24 marzo anche Milano fa tweet-tweet: l'appuntamento è all'11 Club Room

Pare che le grandi idee siano sempre quelle nate per caso, quasi per gioco, senza grandi aspettative. Le grandi idee nascono per il desiderio di svago e divertimento, senza pensarci su a lungo e, soprattutto, senza pensare alle possibili conseguenze che una decisione di tal peso potrebbe comportare. Così è stato per i principali social network, da Zuckerberg per Facebook a Dorsey & co. per Twitter. E, a proposito di Twitter, così sarà – e ne sono più che sicura, per uno degli eventi ad esso correlato: il Twestival.

Ne abbiamo già parlato qualche giorno fa con un articolo a riguardo, ma abbiamo deciso di approfondire ancora di più l’argomento in questione. Perché è bello sapere che finalmente un evento social, legato a Twitter, sia riuscito a prender piede anche in Italia, ma soprattutto perché è una causa nobilissima che unisce l’utile al dilettevole: il divertimento di una festa al bisogno di fare del bene.

Ed ecco che è nata di getto l’intervista che segue. 5 domande a Francesco Iandola, promotore e “anima” della versione italiana del Twestival, con relative risposte, sia aperte che in soli 140 caratteri – il che fa molto Twitter style 😉

Ciao Francesco e benvenuto!
Prima di procedere, chiederei innanzitutto di presentarti ai nostri amici Ninja che ci leggono: chi è esattamente Francesco Iandola e cosa fa nella vita?

Una persona che cerca di mantenere la curiosità e lo spirito critico verso ciò che lo circonda. Dal 1996 mi occupo di web marketing e cerco di mettere la mia esperienza al servizo di cause concrete.

Un grande appuntamento in contemporanea in 202 città nel mondo. Con il Twestival, quest’anno anche l’Italia fa tweet-tweet! In che modo si è riusciti a farlo approdare a Milano e cosa potrebbe offrire a questa città un evento di questo tipo?

Amanda Rose, ideatrice del Twestival, è stata disponibilissima, anche se inizialmente, purtroppo, un po’ scettica sulle possibilità che un evento del genere prendesse piede in Italia. Ma credo che con il nostro impegno stiamo dimostrando il contrario: al momento Milano è fra le città che stanno raccogliendo più fondi. Il Twestival può offrire a Milano una traccia da seguire: possiamo dimostrare che la città sa raccogliersi attorno ad una causa e che i milanesi cercano l’occasione per uscire dalla rete, impegnandosi in progetti concreti che possano realmente cambiare il mondo attorno a loro.

In 140 caratteri: Il Twestival è un’opportunità a disposizione di chi desideri impegnarsi per gli altri. A Milano speriamo di indicare una traccia da seguire.

L’evento Twestival per eccellenza sarà giovedì 24 marzo all’11 Club Room, in zona Corso Como, a partire dalle ore 20. Cosa dobbiamo aspettarci? Ci saranno altri eventi a far da cornice alla serata principale?

Il 24 marzo al Milan Twestival, presso l’11 Club Room a partire dalle ore 20, saremo collegati in streaming con le altre città di tutto il mondo che in contemporanea lo ospiteranno. Ci saranno incontri con personaggi importanti del web milanese, quali Michele Ficara Manganelli, Andrey Golub, Marco Zamperini, Maurizio Goetz, Bellavista e sarà presente anche il Presidente della giunta comunale Manfredi Plamieri. Ci sarà poi musica dal vivo con Denis Mascia, Stephy e Annika. Durante l’evento sarà possibile scambiarsi tweet con i partecipanti degli altri Twestival. Ma la cosa importante è che sarà un incontro fra amanti dei social network. Dimostreremo che, anche divertendosi, si può contribuire ad una buona causa. Domenica 20 marzo, ad anticipare e promuovere il Milan Twestival, in alcune piazze cittadine ci saranno dei nostri volontari che distribuiranno delle bolle di sapone – le cosiddette Tweeting Bubbles. Invitiamo poi ad inviarci le foto o i video scattati mentre si fanno volare in aria bolle e sorrisi: i più belli saranno trasmessi durante la serata del 24 marzo, un modo per essere protagonisti e testimonial del Milan Twestival.

In 140 caratteri: Incontri e streaming con le altre città del mondo: tanto divertimento e musica dal vivo, aiutando concretamente una Onlus milanese.

L’intero ricavato sarà devoluto alla Fondazione De Marchi Onlus, che lotta contro le malattie infantili. Come possiamo sostenere questa nobile causa?

La cosa più importante da sapere è che l’intero ricavato sarà utilizzato per pagare borse di studio ai medici per permetterne un’adeguata presenza, sia in reparto che nel day hospital della Clinica Pediatrica De Marchi. Inoltre, sarà utilizzato per sostenere economicamente le famiglie indigenti dei piccoli pazienti ricoverati. Credo che sapere come sarà concretamente utilizzata la propria donazione sia un fattore determinante per vincere lo scetticismo che a volte accompagna le iniziative di raccolta fondi.
La raccolta fondi avviene attraverso la vendita dei biglietti del Milan Twestival, le sponsorizzazioni e le donazioni. In tutti i casi il flusso è totalmente gestito online e l’intero importo, senza alcuna trattenuta, viene direttamente versato sul conto corrente della Fondazione De Marchi. Per acquistare i biglietti utilizziamo la piattaforma Amiando a questo indirizzo: http://www.amiando.com/Twestival2011_milan.html
Per le donazioni, invece, è stato fatto un accordo con la piattaforma Ammado: http://www.ammado.com/donate?119119
Naturalmente la nostra causa può essere da tutti sostenuta, aiutando a diffonderne il messaggio. Certamente i social network sono uno straordinario strumento a disposizione di tutti. Ricordo, inoltre, che il nostro sito è www.milan.twestival.com e potete seguirci sia su Facebook che, ovviamente, su Twitter.

In 140 caratteri: La nostra causa si può aiutare acquistando i biglietti di ingresso, facendo donazioni o anche semplicemente diffondendone la notizia.

I social network vanno sempre più affermandosi e sono ormai uno strumento utilizzato quotidianamente dalla maggior parte di noi. Twitter è uno di questi, seppur in Italia stia ancora cercando di farsi spazio, surclassato dal più forte Facebook. Come sono stati utilizzati questi canali, in particolar modo Twitter, per la promozione dell’evento?

Il Twestival nasce in un pub di Londra nel 2008 da un gruppo di amici radunatisi grazie a messaggi scambiati su Twitter. Per questo motivo Twitter è sicuramente centrale, ma ancor più centrale e importante è la finalità benefica dell’evento. Perciò, nessuna delle città partecipanti ha disdegnato di utilizzare anche altri canali, primo fra tutti Facebook, per alcuni aspetti più adattabile a varie esigenze.
Il primo passo è stato mappare attraverso Twitter i principali utilizzatori, contattandoli singolarmente per poi coinvolgerli nel progetto. La maggior parte di loro si è subito dichiarata disponibile e sta contribuendo a garantire la massima diffusione dei nostri messaggi: per questo fine Twitter è sicuramente molto diretto ed efficace. Facebook è stato utilizzato per creare eventi correlati, capaci di mantenere l’attenzione sul Twestival per tutte le settimane dedicate all’organizzazione ed è servito per aggregare i team delle circa 200 città partecipanti. Per gli aspetti più operativi e tecnici i team di tutte le città hanno utilizzato la piattaforma Huddle.com

In 140 caratteri: I canali principali sono stati Twitter e Facebook, ma nulla avremmo fatto senza i tanti che si sono uniti per diffondere il messaggio.

Ci sono state o ci saranno a breve collaborazioni attive tra Milano e altre città che hanno deciso di ospitare il Twestival?

Il Twestival è un movimento globale che coinvolge circa 200 città di 50 paesi: questo ha creato un immenso network fatto di scambi di idee, suggerimenti ma anche di una sana rivalità, in una gara di solidarietà, a chi riesce a raccogliere più fondi.
Fra le città partecipanti vi è Mito in Giappone, che essendo stata colpita prima dal terremoto e poi dalle radiazioni ha visto gli organizzatori, costretti a rimanere chiusi in casa, rinunciando al Twestival. Per venire in loro aiuto si è subito attivata una catena di solidarietà; stiamo ora pensando a come poterli concretamente aiutare e già il 24 marzo, durante il Twestival, speriamo di poter annunciare qualche azione concreta in loro aiuto.

In 140 caratteri: Ci sono state tante collaborazioni e scambi di idee. Ora siamo vicini agli amici di Mito, in Giappone, per progettare aiuti concreti.


La nostra intervista a Francesco Iandola si conclude qui. Incoraggio tutti gli amici milanesi a sostenere questo progetto – nonché evento, idea, causa, festa. Trascorrerete una buona serata in compagnia, aiutando anche l’Onlus De Marchi per la cura delle malattie infantili.
Vi ricordo, ancora una volta, che cliccando QUI potrete acquistare i biglietti per la serata del 24 marzo, mentre cliccando QUI potrete effettuare le vostre donazioni.

Si potrà, in questo modo, donare qualche euro e, di conseguenza, un sorriso e una speranza in più a chi ne ha realmente bisogno :-)

Grazie Francesco e grazie Twestival!