Il sistema di prevenzione giapponese per terremoti e tsunami [INFOGRAFICA]

Un sistema da cui prendere esempio, che ha permesso di limitare in parte i danni di terremoto e tsunami

Purtroppo in questi giorni stiamo sentendo molto parlare dell’immane catastrofe che venerdì scorso ha colpito il Giappone: un terremoto senza precedenti più onda anomala conseguente. Il bilancio è di migliaia di vittime, destinato probabilmente ad aumentare ancora, nostro malgrado.

Ancora una volta la natura ci ha dimostrato che è lei a comandare, l’unica cosa che noi possiamo fare è cercare di limitare i danni. In Giappone, nonostante tutto, pare ci siano riusciti: l’elenco delle vittime sarebbe stato di gran lunga peggiore se non usassero il sistema di prevenzione più avanzato al mondo.

Il sistema anti-terremoto, che non era mai entrato in funzione prima, ha inviato automaticamente dei messaggi di allarme, tramite la televisione ed i cellulari, ai cittadini appena dopo aver rilevato la prima scossa, più leggera e molto meno dannosa. In questo modo tante persone hanno avuto il tempo di prepararsi (o magari di correre al riparo, per i più fortunati) per la scossa più catastrofica. Si parla di circa 80 secondi di preavviso, che tutto sommato non sono pochi.

Per di più, in diverse industrie e centrali energetiche, nonchè sui mezzi del trasporto pubblico, si è interrotta automaticamente la fornitura di corrente elettrica. Contemporaneamente una rete di boe sistemate nel Pacifico ha rilevato l’onda anomala che è risultata dal sisma, ed ha immediatamente avvisato diverse nazioni di prepararsi per l’eventuale catastrofe.

Ero curioso di saperne di più sul funzionamento di questo fantastico sistema, ed ho scovato qualche infografica per voi…

Appena viene avvertita una scossa, l’agenzia metereologica del Giappone riceve i primi dati su epicentro, intensità e magnitudo, che nel giro di 20 secondi diventano abbastanza precisi.

Questa invece è la mappa dell’attività sismica rilevata (la scala dell’intensità è diversa dalla nostra).

Ecco il sistema DART II, che tiene sotto controllo l’oceano con boe, sensori di pressione e collegamento via satellite.

Questo grafico invece dà un’idea panoramica delle boe presenti: quelle contrassegnate dal rombo giallo si sono attivate.

Ultima schermata, generata con il metodo MOST (Method Of Splitting Tsunami), ha previsto l’altezza delle onde e il momento in cui sarebbero arrivate. E’ pauroso il fatto che l’onda anomala sia stata rilevata fino alle vicinanze del Polo Sud.

(l’immagine del titolo con la bandiera giapponese danneggiata è stata presa da adsoftheworld.com)

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