Come superare il Digital Divide in Africa? MeshPotato! [CASE HISTORY]

A Johannesburg non tutti possono permettersi un cellulare. Perciò è nato un progetto low cost di comunicazione WiFi accessibile a tutti.

Il crescente sviluppo della rete e del traffico dati via mobile è una realtà di cui noi tutti facciamo continua esperienza.

In un articolo precedente abbiamo dato un’occhiata al futuro del mobile grazie ad un interessante studio del Cisco. Trovate qui l’articolo.

Ma il mercato del mobile e il traffico di dati come si distribuiscono nel mondo? Cosa accade nei paesi in via di sviluppo? E’ pensabile uno sviluppo sostenibile per tutte le realtà culturali e ambientali?

Per questo abbiamo rivolto un piccolo approfondimento al progetto Mesh Potato di Village Telco, un’esperienza iniziata nel giugno 2008 in Sudafrica e messa in atto da febbraio di quest’anno.

Ecco il video promozionale di Mesh Potato:

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Mesh Potato si basa su una tecnologia già esistente che è quella dei mesh network, ovvero le reti a maglie. Sono reti di comunicazione WiFi costituite da un gran numero di nodi che svolgono funzione di ricevitori, trasmettitori e ripetitori. Queste reti sono utili laddove è difficile concepire reti fisiche e sono economiche perché non necessitano di server centrali.

Ad Orange Farm, un sobborgo di 300mila abitanti a Johannesburg, la società di telecomunicazione Debba forniva questo tipo di rete, ma per le persone del posto i costi del traffico dati e dei cellulari e sono proibitivi. Nel 2008 perciò la società si rivolge alla Shuttleworth Foundation, un’organizzazione no profit che chiama degli esperti, la Village Telco capitanata da Steve Song. Ecco nato Mesh Potato.

Questo device dal nome simpatico è un economico dispositivo che converte il segnale wireless a quello analogico e viceversa, così che basta avere un telefono fisso per usufruire della rete. Ogni mesh potato crea poi la sua rete, fornendola ai dispositivi vicini. E’ possibile telefonare da un mesh potato all’altro gratuitamente e per le telefonate fuori dalla rete saranno disponibili delle tariffe economiche.

Il costo iniziale per creare la rete è di 5mila dollari, recuperabile in 6 mesi, che è una cifra fattibile per un imprenditore del luogo.

Installazione dei Mesh Potato - Foto di Steve Song

Vi sembra strano che dopo aver parlato di mobile e del suo futuro lì in Africa si parli ancora di telefono fisso? Beh, la vera novità di Mesh Potato è che è un progetto open source, totalmente[per approfondire l’argomento leggete qui].

La democratizzazione delle telecomunicazioni passa soprattutto attraverso le applicazioni open che possono evolversi grazie il contributo di chiunque. Noi vi parliamo di questa esperienza perché contiamo che dare maggiore visibilità a questi progetti sensibilizzi tutti ad una visione più ampia dello sviluppo della tecnologia mobile e del mondo della comunicazione.

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