[Social Network] Europa 2.0, i social network per le politiche europee

L'informazione made in Bruxells viaggia sul web. Tra social network e motori di ricerca

 

Non c’è bisogno di dati e statistiche per dimostrare l’importanza  che i canali di comunicazione digitale hanno assunto mondo politico: comunicazione via blog, campagne elettorali web-based, video-sharing e interazione sui social network sono diventate strategie diffuse per  formare l’opinione pubblica, anche nel tentativo di avvicinare i cittadini alla politica e stabilire con loro un dialogo bidirezionale.

Internet non ha ha cambiato solo la sfera politica americana con la campagna Obama, ma ha innovato anche il panorama dell’informazione europea tanto che, gli strumenti del web 2.0, sono diventati il canale di comunicazione  e di ricerca privilegiato dagli Europarlamentari.  Insomma, il sito ufficiale dell’ Unione Europea non è più l’unico canale, ma l’informazione made in Bruxelles viaggia sul Web, sopratutto tramite Twitter e Facebook.

La seconda edizione di European Parliament Digital Trends Survey, ricerca svolta da Fleishman-Hillard Bruxelles , mostra un forte entusiasmo dei Parlamentari europei nei confronti del web, una tendenza che, già evidenziata nella versione 2009, si è confermata in forte crescita. Questo nuovo approccio ai media digitali inoltre è stato anche favorito da vere e proprie lezioni sull’utilizzo dei social media che sono state impartite ai MEP (Members of european parliament) nel 2010.

Il 69% degli Europarlamentari si avvale dei social network per comunicare ed interagire con i cittadini, ma anche per esprimere le proprie idee e spiegare il funzionamento delle istituzioni europee ed avvicinarsi così all’opinione pubblica.  Facebook è quello più utilizzato, mentre il sito Toutleurope.eu, portale francese destinato alle tematiche europee, ha dato vita a ” Tweet Your Mep“, una piattaforma basata sul servizio di microblogging che, tramite registrazione, consente di dialogare direttamente con i deputati europei presenti su Twitter, anch’esso in crescita ( +13% rispetto all’anno precedente).

A riscuotere meno successo, invece, sono i blog, e infatti solo il 29% ne ha uno personale, rispetto al 40% del 2009, così come lo sharing dei video.  Un punto di forza, comune ad entrambi i mezzi di comunicazione è l’utilizzo di più lingue e, infatti il 30% circa degli Europarlamentari dichiara di scrivere in almeno due lingue.

Il web viene utilizzato anche per ricercare informazioni (il 99% utilizza settimanalmente i motori di ricerca e una percentuale di poco inferiore, il 95%, consulta le testate giornalistiche on-line) e monitorare la copertura mediatica delle notizie ed il 78% ritiene che più dei siti web personali e istituzionali, la vera forza è rappresenata dai siti web tematici. Però, nonostante l’86% degli Europarlamentari ritenga che un position paper sia importante, ma secondo il 93% i contatti personali lo sono ancora di più.

Social network per comunicare, informare, interagire, ma anche per garantire la trasparenza, anzi, forse un pò troppa come nel caso di uno dei recenti vertici UE a Bruxelles quando, sul tweet-wall allestito nella sala principale dove i 27 leader erano riuniti per il summit sull’ Euro Zona, sono comparsi numerosi tweet di insulto, con l’hastag #EUCO , indirizzati  a Berlusconi.

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