Broadcastr: il social network vocale con storie geolocalizzate

Un??applicazione mobile e web di social storytelling fatta di memorie, consigli, storie, persone e soprattutto voci.

Già qualche giorno fa vi abbiamo parlato di Social Network “vocali” con Blaving, oggi vi presentiamo Broadcastr, social startup di San Francisco che lunedì scorso ha aperto al pubblico il suo servizio innovativo di social storytelling. Un incontro tra Foursquare e un’audioguida fai-da-te, simile al social network AudioBoo.

Si tratta di un progetto ambizioso e innovativo che permette agli utenti di creare, condividere e ascoltare clip audio pubblicati da altri utilizzatori su una mappa interattiva. Esperienze di vita, eventi accaduti in un luogo, consigli di ogni genere, riflessioni personali, guide turistiche DIY, aneddoti su un quartiere: le voci su Broadcastr sono tante e varie.

Come funziona? Semplice: chiunque può utilizzare la versione web dell’applicazione Broadcastr o potrà usare l’app iPhone o android che permette di registrare un segmento audio e pubblicarlo direttamente su una mappa interattiva globale. I contenuti generati dagli utenti possono essere navigati usando diversi criteri, dalla location ai tag di genere, inseriti dagli stessi utenti al momento dell’upload.

Il valore dell’iniziativa quindi è completamente di natura social: da una parte il crowdsourcing creativo fa si che siano gli utenti a produrre e catalogare i contenuti che animano Broadcastr. Dall’altra parte Broadcastr è organizzato come un social network e permette agli utenti di avere degli amici, di seguire specifici utenti, di creare delle playlist e di condividere i propri e altrui segmenti audio su Facebook e Twitter.

Riprendendo la logica della brevitas che è alla base del successo di Twitter, i fondatori di Broadcastr hanno limitato la durata di ogni registrazione a 3 minuti. Quindi in teoria niente flussi di coscienza ma piuttosto delle contribuzioni puntuali e su argomenti specifici.

Ad esempio, Broadcastr ha già stipulato partnership con per curare raccolte di contributi da esplorare in relazione a un tema o una location. Ad esempio, un memorial di testimonianze dell’11/9 a Manhattan.

L’aspetto più interessante e unico del progetto che lo distingue da tutti i social networks di contenuti video e testi è certamente l’uso della voce, che permette di toccare delle note di intimità che nemmeno Twitter, Facebook e gli altri social network possono ambire a raggiungere.

Ed infatti è così che i fondatori stanno lanciando Broadacstr:

“We tweet. We blog. We YouTube. We connect on Facebook. What about our voices?”


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