L'Agenda Digitale di Benigni per l'Italia? Quando Dante viene prima di Cavour [SANREMO]

Benigni a Sanremo ce lo ricorda: l'Italia nasce dalla poesia e dall'arte, prima che nella politica. Bellezza, Poesia sono essenziali come la Tecnologia nella strada verso l??Eccellenza.

Cari Guerrieri,

da un po’ di tempo molti fattori ci hanno portato ad appassionarci sempre di più all’ambizioso tema della ricerca di una palingenesi morale della società italiana (dal greco palin-, “di nuovo” e γένεσις, génesis “emergenza, creazione, nascita” ovvero “che nasce di nuovo“).

Tra questi fattori c’è il ruolo storico di Ninja Marketing come stimolo all’innovazione non solo nel campo del nostro settore, ma anche in ambito sociale, culturale e civile in senso ampio. Chi ci conosce sa che per noi “fare marketing” oggi coincide sempre di più con “fare società”.

Abbiamo una visione diversa del ruolo della comunicazione nella società dei network (anche di quella commerciale), una visione che alcuni potrebbero definire “militante”, altri semplicemente consapevole e responsabile.

Siamo infatti consci del ruolo sociale di noi comunicatori e in quanto consulenti e ricercatori predichiamo ovunque l’accresciuta consapevolezza dei pubblici, del nuovo ruolo attivo delle persone, che siano consumatori-produttori, lavoratori cognitivi, imprenditori digitali, tutte persone che in una società dell’informazione si adoperano costantemente per ricevere, elaborare, processare, diffondere, informazioni, contenuti, senso.

Per questo ci sentiamo responsabilizzati a dare consapevolmente il nostro contributo alla co-creazione di un nuovo immaginario collettivo e di una nuova e positiva visione condivisa dell’Italia, recuperando i valori migliori che hanno reso celebre il nostro paese nel mondo.

Verso il Paese dell’Eccellenza

Già avevo scritto qualche tempo fa un accorato articolo sul sito di Rena, la Rete per l’Eccellenza Nazionale, associazione di cui siamo membri composta da giovani impegnati a dare un contributo alla rinascita del paese. L’articolo voleva essere una bozza per un “manifesto per l’eccellenza” ed è stato ripreso anche dai nostri amici dello Spazio della Politica (uno dei nostri blog preferiti).

Uno “sforzo” intellettuale, civile, energetico e spirituale ci sembra infatti doveroso e necessario per contribuire ad alimentare un po’ di luce nel buio che stiamo attraversando (non è un caso che a Sanremo abbia vinto una canzone che parla di luce nel buio, di speranza, di resurrezione).

Per questo ci sentiamo allineati emotivamente e spiritualmente ad un grande poeta della contemporaneità, Roberto Benigni, che ancora una volta, nel suo intervento al Festival di Sanremo, ha dimostrato di avere a cuore la rinascita dell’Italia e di saperlo fare con ben più grazia, poesia, creatività di noi, come solo un degno rappresentante del genio italico può fare.

Credits: Corriere della Sera, 19 febbario 2011, pag. 5

Lo ha fatto in modo incredibilmente efficace e creativo, rivitalizzando con le sue meravigliose capacità espressive un elemento della nostra storia e della nostra cultura nazionale incartapecorito e ormai svuotato di senso: l’Inno di Mameli. Lo ha fatto partendo dalla storia, dalla tradizione, dalla cultura, lo ha fatto con Grazia, Bellezza e Poesia.

Una palingenesi che riguarda tutti

Ma non pensiate che la ricerca di questa palingenesi non riguardi pure voi che state leggendo. Lo ha fatto Benigni che ha accesso ai media mainstream, lo facciamo noi Ninja, che siamo tra i primi blog italiani, lo fate pure voi, ogni giorno, con i tweet che retweettate con i contenuti che condividete su Facebook, con i post nei vostri blog.

Siamo infatti tutti noi, in quanto media, chiamati a contribuire a selezionare, processare, diffondere le informazioni che riteniamo rilevanti e positive per l’evoluzione della società in cui viviamo.

I blog, ma non solo, sono oggi centri nevralgici della conoscenza e contribuiscono, alla stregua dei mainstrem media alla formazione dell’immaginario e dell’identità condivisa.

Per questo vogliamo contribuire con voi a stimolare ed alimentare il dibattito sulla rinascita dell’Italia, co-immaginandolo e  co-creandolo insieme a voi e vorremmo partire da alcune questioni cruciali per il futuro di questo paese.

Quale Italian Valley?

Questi sono i giorni in cui imprenditori, creativi, lavoratori cognitivi si mobilitano per sollevare il dibattito sulla mancanza in Italia di una Agenda Digitale, chiedendo alla politica di darsi da fare. Allo stesso modo le grandi corporation e i gruppi editoriali cavalcano il movimento emergente della digital economy con campagne di branding associate al Risorgimento e all’Unità d’Italia. Si tratta di iniziative e lodevoli e animate dalle migliori menti imprenditoriali e di marketing del nostro paese, molti dei quali nostri amici.

Iniziative che ci piacciono e alle quali diamo il nostro appoggio, perchè sono in grado di pungolare il sistema politico e di coinvolgere le persone. E’ giusto e urgente iniziare a correre e in fretta per colmare il gap che ci separa dai paesi più competitivi e meglio posizionati in questa nuova corsa per la sopravvivenza economica.

Ma correre a testa bassa senza alzare la testa e capire dove vogliamo andare potrebbe farci imboccare la strada sbagliata (magari mascherando in questa corsa i soliti interessi di vecchi poteri in grado più di altri di mettersi alla testa delle nuove energie in movimento). Per questo, prima di correre, alziamo la testa, scegliamo il nostro passo e decidiamo di correre là dove è più opportuno andare. In questo periodo di mutamenti epocali, chiediamoci prima di tutto “chi siamo?” e “dove stiamo andando?”.

Una via italiana all’innovazione

Vogliamo discutere seriamente di quale debba essere il posizionamento dell’Italia in questa corsa alla competitività? Pensiamo di poter competere con la cultura e il sistema delle startups in stile americano? Ci serve davvero in Italia la Silicon Valley? Quale deve essere la nostra specificità, il nostro posizionamento, qual è l’ethos e il pathos dell’Italian Valley? Davvero crediamo che la tecnologia da sola possa bastare a renderci competitivi?

Sicuramente il gap va colmato e in fretta, ma senza una nuova cultura condivisa e una nuova consapevolezza di quale sia il nostro ruolo nello scenario economico globale, le agende digitali rimarranno sterili e la corsa dei 1000 talenti verso la celebrazione dell’Unità d’Italia rimarranno una bellissima strategia di posizionamento per Telecom Italia e un ottimo pacchetto di commerciale per gli inserzionisti di Wired.

Senza iniziare a immaginare l’Italia come la vorremmo, senza prendere veramente posizione, nei fatti e non solo con le parole, questi nuovi moti carbonari potrebbero alimentare solo nuove frustrazioni, contraddizioni, nuovi orticelli di potere. Dobbiamo riempire di valori e di idee le agende digitali, per dargli un sapore, uno stile, un colore, là dove i giochi di palazzo vedono solo nuovi mercati e nuovi interessi da cavalcare.

Diritto alla Rete, Wi-Fi Libero, Libertà e Neutralità, Sostegno al Talento e all’Imprenditorialità, sono parole che non devono restare vuote. Dobbiamo essere in grado di vedere al di là degli slogan, delle campagne pre-elettorali, delle copertine patinate, delle azioni di PR. Dobbiamo continuare a chiedere il cambiamento, perchè queste parole rimarranno vuote se non riusciremo ad intaccare i principi gerontocratici, familistici e lobbystici che imbrigliano le forze migliori del nostro paese.

Tocca a noi comunicatori prima di tutto riempire l’Agenda Digitale aggiungendo i valori e i tratti distintivi in grado di connotarla, valori come Merito, Innovazione e noi ci aggiungiamo Bellezza e Poesia. Solo così riusciremmo a trasformare l’Agenda in Rivoluzione Digitale come ha detto Matteo Scurati sullo Spazio della Politica.

L’Italia “non è” senza Bellezza e Poesia

Ogni tanto mi chiedo se i nostri eroi del venture capital italiano, lo dico senza polemica e con grande stima per i suoi protagonisti, davvero credano che in Italia si debba pensare di replicare il modello americano alla Facebook e Twitter e non invece il caso di guardare al substrato di piccole e medie imprese che producono e fanno fatturati e utili da subito. Magari non miliardari come vorrebbero i venture capital, ma producendo valore vero, quello che serve a sostenere famiglie, relazioni, mercati e non quello a cui aspirano principalmente i finanzieri.

Quale può essere la strada italiana alla tecnologia e all’innovazione? Già ce lo siamo chiesti in un altro ambito quando abbiamo iniziato a riformare il marketing con concetti come “Marketing Mediterraneo” e “Societing”. Potremmo insieme iniziare a trovare quella strada partendo dalla ricerca di “nuove parole”, di nuovi modelli e pratiche di fare impresa.

Lo dico con funzione di stimolo e riflessione affinchè possa proseguire a Gianluca Dettori, a Stefano Vitta a Raffaele Mauro, a Nicola Mattina, a Marco Zamperini, a Marco Montemagno, solo per citarne alcuni e a tanti altri amici imprenditori/innovatori. Troviamo insieme la via italiana all’innovazione e all’eccellenza.

C’è un punto centrale nell’intervento di Benigni a Sanremo: l’idea che l’Italia nasca dalla poesia e dall’arte, dalla cultura e dalla bellezza, prima che nella politica.

«Prima viene Dante, e secoli dopo Cavour. Prima la lingua, poi la nazione. È la straordinaria bellezza del nostro Paese e dei nostri artisti che ci unisce. Non è meraviglioso il passo di Dante in cui Beatrice appare vestita dei tre colori che saranno quelli della bandiera italiana?».

L’Italia può essere il Paese dell’Eccellenza e noi possiamo trovare la nostra strada all’Innovazione. Tuttavia, senza puntare su quello che è nato prima della politica, ovvero la Bellezza e la Poesia, perderemo per sempre il nostro ruolo di italiani nel mondo che sta arrivando.