Dall'idea al business: il progetto Easyfields, la piattaforma per i centri sportivi

Le componenti del successo di questa startup: il team, l'autofinanziamento, il posizionamento a New York e la chiarezza di idee.

Dall idea al business. Il progetto EasyfieldsLa scorsa settimana ho avuto la fortuna di conoscere tutto il team di Easyfields, una piattaforma web/mobile che aiuta i gestori dei centri sportivi a gestire la propria attività. A parte il prodotto in sè la loro storia è interessante per il modo in cui il progetto si è sviluppato e per la determinazione con cui il team lo sta portando avanti. Sicuramente una fonte di ispirazione per gli startupper e un buon esempio da seguire. Ho sezionato la loro idea in piccole parti con lo scopo di scoprire la ricetta del loro successo. Non aggiungo altre parole, buona lettura!

Dall’idea al business: il progetto Easyfields, la piattaforma per i centri sportivi by NinjaStartup

La genesi dell’idea

L’idea di Easyfields nasce circa due anni fa quando due centri sportivi del paese da cui proviene James Burr , uno dei founder della startup, chiedono a YMEE, la società da cui nascerà poi questo progetto, di avere un sistema che gestisca il servizio di prenotazione on line delle loro strutture. Fin da subito i fondatori capiscono che l’idea potrebbe essere interessante, ma allo stesso tempo che sviluppare una soluzione completamente ad hoc aveva dei costi eccessivi. Da questa riflessione scaturisce l’idea di costruire una soluzione “white label” che possa funzionare su più centri e che fosse replicabile allo stesso costo su diversi clienti.

Il team: storia, competenze e ruoli

La storia del team e come esso è composto è sicuramente un aspetto molto interessante. I founder di Easyfields sono James Burr e Giancarlo Bozza, due ragazzi italiani che nel 2005 subito dopo il liceo si trasferiscono negli Stati Uniti per studiare Economia e Design presso la Parsons School of Design, una delle università di design più prestigiose del mondo. Durante il percorso di studi si lanciano su diversi progetti web, tra cui Jamspire, una piattaforma per artisti emergenti che offre loro la possibilità di lavorare per la realizzazione grafica dei siti commerciali di ristoranti, club e molto altro. In contemporanea nasce Ymee, la società madre di Easyfields, specializzata in progetti web, campagne di social media marketing e applicazioni mobile. La prima grande campagna su cui lavorano è per la Fiat 500 e questo permette all’agenzia di acquisire una grande visibilità a livello internazionale. A questo punto arriva l’opportunità di Easyfields e accolgono volentieri la sfida.

Il team di Easyfield

Ai due founder si aggiungono altre persone, tra cui Luca Bellino, attuale Direttore Commerciale di Easyfields, ovvero colui che si sta occupando di creare una vera e propria rete distributiva sul territorio italiano. Luca ha avuto diverse esperienze lavorative prima di Easyfields, tra cui Oreal e Micheal Page (come head hunter). Inoltre il progetto è sostenuto da un gruppo di sviluppatori ucraini che lavorano a tempo pieno sul progetto e si occupano esclusivamente degli aspetti legati alla codistica.

Oltre a loro, altri personaggi girano attorno al progetto, ma ne parleremo meglio dopo. Ho avuto modo di conoscere i principali attori del progetto Easyfields e da subito ho avuto l’impressione di avere a che fare con persone molto determinate e con le idee chiare. Caratteri diversi mi dicono, ma ognuno bravo nel proprio specifico ambito di operatività. James lavora più sul prodotto e sull’information architetture e svolge il ruolo di project manager. Giancarlo (o Charlie) si occupa di marketing e strategie commerciali, ha un approccio più analitico ed è fissato con le statistiche e il tracking.

Le fasi di sviluppo del progetto e le sue evoluzioni nel tempo

Il progetto nasce ufficialmente nel settembre 2009, anzi prima, ma rimane nel cassetto per un po’ di tempo. La scintilla che scatena la voglia di esplorare a fondo l’idea arriva dopo il loro viaggio di laurea quando Charlie comincia a credere nell’idea e lo comunica al suo socio. Durante la loro permanenza in Italia hanno la possibilità di raccontare l’idea ad un paio di imprenditori molto conosciuti a Torino, i quali rimangono affascinati dal loro progetto e li spingono a provarci per davvero.

Il primo passo è un periodo di ricerca di circa sei mesi. Il prodotto non è ancora pronto, ma realizzano una brochure che ne illustra le funzionalità e con la quale in cinque giorni si presentano ad una quarantina di centri sportivi, dai quali ricevono anche in questo caso un feedback molto positivo. A novembre iniziano a lavorare sulla piattaforma, in particolare sul design, l’information architecture e la definizione del target a cui è rivolto Easyfields. Il progetto è totalmente autofinanziato da loro e per per sostenersi economicamente continuano a lavorare per Ymee.

Come spesso succede in una startup, il loro progetto evolve nel corso dei mesi successivi. Le funzionalità cambiano, ma il concept dell’idea rimane lo stesso. Durante questo periodo ricevono diversi feedback e questi vengono sfruttati al 100% con il fine di migliorare il prodotto. A fine settembre del 2010 esce la prima versione Beta di Easyfields.

Screenshot Easyfield

Vediamo ora la timeline di sviluppo fino ad oggi. All’inizio era solo un sito internet per centri sportivi con la possibilità di effettuare prenotazioni on line delle strutture. Da subito però i due founder capiscono che per rendere il servizio davvero utile era indispensabile sviluppare un sistema di amministrazione che sincronizzasse non solo le prenotazioni effettuate on line, ma anche quelle telefoniche e di persona. L’obiettivo era quello di costruire una piattaforma che il gestore del centro possa utilizzare nell’arco di tutta la giornata. Successivamente viene sviluppato il modulo di CRM per gestire i clienti e inviare loro qualunque tipo di comunicazione o notizia.

Le altre due componenti sviluppate sono un dashboard in stile Facebook con un servizio di notifiche in tempo reale sempre disponibile al gestore e l’integrazione del Facebook Connect. Quando me lo raccontano si vede che sono molto orgogliosi e si capisce subito perché. Ovviamente questo componente è rivolto agli utenti consumer e permette loro non solo di prenotare in maniera veloce la struttura in cui giocare, ma con pochi click di invitare i propri amici ad una partita di calcetto o di qualsiasi altro sport. Questo porta un vantaggio notevole anche al centro sportivo che attraverso questo componente si fa pubblicità sulle bacheche Facebook di molti utenti e allo stesso Easyfields

La scelta di tenere la base del business negli Stati Uniti

Based in New YorkI founder mi raccontano che la scelta di rimanere negli Stati Uniti è legata principalmente a YMEE, ma non solo. Come abbiamo detto la società madre al momento è il principale e unico finanziatore di Easyfields, ma non è questo l’unico motivo per rimanere lì. Dopo qualche secondo di chiacchierata esce fuori una cosa che ormai tutti quanti sappiamo riguardo il nostro paese. La realtà degli Stati Uniti è sicuramente più all’avanguardia tecnologicamente rispetto alla nostra, anche se è molto difficile stare dietro alla velocità con cui si evolvono le cose da quelle parti.

Il posizionamento della società in una città come New York permette ai ragazzi di entrare in contatto con persone, tecnologie ed eventi che permettono loro di sviluppare la piattaforma di Easyfields in maniera veloce e utilizzando le ultime tecnologie disponibili. Inoltre a New York negli ultimi anni si sono sviluppate diverse startup di successo come per esempio Foursquare e questo anche solo dal punto di vista psicologico ti aiuta molto. James e Charlie non hanno dubbi, al momento New York è il miglior posto dove innovare, ma mi confessano che se Easyfields dovesse prendere la piega giusta, non escludono di tornare in Italia a tempo pieno. Vedremo come va in futuro, ma sicuro sarebbe bello se dei ragazzi così intraprendenti tornassero nel nostro paese. Sarebbe un bel messaggio per i giovani imprenditori.

C’è stato un momento difficile nella storia della vostra startup?

Mi raccontano che secondo loro è proprio nel dna di una startup passare momenti di delusione, di frustrazione e ovviamente anche di grande soddisfazione. A quanto pare il loro modo di lavorare è proprio basato sul battibecco, ma un battibecco costruttivo e semplicemente dovuto ad un approccio alle cose molto diverso da parte dei membri del team. James mi dice che Charlie è più sul “fare ricerca”, lui invece sostiene più la filosofia del “fare, fare, fare, e se canni puoi sempre riaggiustare”. C’è stato un momento difficile all’inizio dello sviluppo della piattaforma dovuto ad una scelta sbagliata per quanto riguarda lo sviluppatore. Ciò ha portato allo spreco di un po’ di risorse, ma quando ho chiesto loro se hanno pensato di arrendersi mi hanno risposto in coro e senza esitazione: “MAI ARRENDERSI“.

La strategia di marketing e la distribuzione sul mercato italiano

Per quanto riguarda la strategia commerciale l’obiettivo principale al momento è sviluppare il mercato per la piattaforma di Easyfields sul territorio italiano. Luca Bellino mi racconta che i centri sportivi nel nostro paese hanno come caratteristica peculiare quella di non essere molto avanzati tecnologicamente per quanto concerne la gestione dell’attività. D’altra parte le persone hanno sempre meno tempo e un sistema per semplificare un’attività come quella di organizzare la partita di calcetto con gli amici diventa indispensabile. Easyfields con la sua strategia commerciale mira strategicamente a cambiare un po’ le abitudini di chi gestisce questi centri e rendere la vision dei gestori un po’ più imprenditoriale (per es: sfruttare le strutture durante l’arco di tutta la giornata).

A causa di queste caratteristiche, ci spiega Luca, sono indispensabili due cose: da una parte il contatto diretto con il cliente business per spiegargli bene i vantaggi derivanti dall’utilizzo della piattaforma e dall’altra un servizio di supporto tecnico e morale con massima reperibilità per andare incontro ai gestori poco “tecnologici”. L’approccio con cui si avvicinano ai loro clienti è quella del “prova e valuta”, ovvero la piattaforma viene offerta per 30 giorni gratuitamente al gestore. Chiamano questa fase “periodo di collaudo” proprio perché il gestore ha la possibilità di sperimentare senza alcun costo i vantaggi di Easyfields e in cui può persino fare delle richieste di personalizzazione della piattaforma. Gli obiettivi sono due: da una parte offrire un prodotto che si avvicini il più possibile alle esigenze del gestore del centro e allo stesso tempo sviluppare delle funzionalità che potrebbero interessare anche ad un gruppo più allargato di clienti.

Logo Ymee

Charlie invece ci parla più di ciò che gli compete, ovvero del marketing di Easyfields. Ci spiega che lavora in stretta sinergia con Luca per dare alla strategia di marketing una certa coerenza con quella strettamente commerciale appena illustrata. Ci ribadisce che è un mercato vecchio e in cui è molto difficile entrare, ma nonostante ciò lo strumento principale che utilizzano per promuovere Easyfields è il Facebook Advertising. Si trasuda passione anche in questo caso e chiarezza di idee. Attraverso un analisi attenta è riuscito a individuare un cluster di potenziali clienti di circa 18.000 persone a cui targettizzare comunicazioni pubblicitarie molto specifiche e dirette ottenendo 100 click giornalieri. La seconda parte della strategia di marketing è ovviamente lo sviluppo di una rete di agenti che stanno già sviluppando anche grazie a partnership strategiche come quella con Time Out, il più grande organizzatore italiano di tornei amatoriali. Gli agenti vengono formati in remoto in due settimane di corso, di modo da preparali a vendere il servizio più consapevolmente.

Finanziamento del progetto e mentorship sullo sviluppo

Il finanziamento di EasyfieldEasyfields è stata interamente finanziata da Ymee, ovvero da James e Giancarlo. James in particolare ci dice che fin adesso non si sono rivolti a venture capital perché il loro business non è ancora pronto per questo tipo di investimenti. Ci spiega che in base ad esperienze personali quando un’azienda non ha nessun prodotto o nessun business da dimostrare, ma ha comunque una buona idea, i venture cap tendono in qualche modo a “sfrattarti” perché hanno il coltello dalla parte del manico. Grazie all’autofinanziamento i founder mirano a posizionare l’azienda in una situazione in cui sono loro ad avere il coltello dalla parte del manico e quindi in parole povere avere un potere contrattuale maggiore con questi investitori che giustamente fanno i loro interessi.

Per quanto riguarda il mentorship i ragazzi di Easyfields sono molto fortunati e devo ammettere che non capita tutti i giorni, almeno qui in Italia. Le due persone principali che hanno fatto da mentor al progetto sono il padre di James, ex ingegnere elettronico con un’esperienza trentennale nel settore dell’hi-tech e Giancarlo Rocchietti, fondatore di Euphon, società quotata in borsa, presidente di Piemontech e che da quando ha venduto la società si applica nell’investire in attività e imprese innovative.

Non sono aspetti da sottovalutare quando si cerca di capire il segreto del successo di una startup.

Lo stato attuale del progetto, i successi e i piani per il futuro

Al momento sono sei i centri sportivi che utilizzano la piattaforma, ma ricevono dalle quattro alle cinque richieste giornaliere. James conclude la chiacchierata svelandoci la loro visione a lungo termine: diventare il network di riferimento per tutti gli sportivi. Allo stesso tempo sono consapevoli che il primo obiettivo, come se fosse una partita di Risiko, è conquistare quanti più centri sportivi possibili per poi rivolgersi successivamente agli sportivi.

Che dire? Auguri per il vostro futuro e complimenti!