Creare suspense ed anticipazione come J. J. Abrams: il caso Super8 [CASE STUDY]

La mente dietro Lost torna all'attacco delle sale cinematografiche replicando le strategie di buzz che avevano alimentato il suo ultimo successo "Cloverfield"

Suspense: condizione, momento di attesa spasmodica di fronte l’evolversi di avvenimenti dei quali non si è in grado di prevedere la conclusione.

Avete presente Lost? Dubito che qualcuno tra voi non ne abbia mai sentito parlare. Quaranta naufraghi su un’isola deserta, strani avvenimenti, balzi avanti e indietro nel tempo. Per il nostro caso, Lost è il classico esempio da manuale: J.J. Abrams, creatore della serie, ha incollato davanti lo schermo milioni di spettatori in tutto il mondo. La suspense è diventato il suo marchio di fabbrica, fuori e dentro la pellicola.

Il 6 Febbraio 2011, tra gli spot trasmessi nell’halftime del SuperBowl, è apparso il promo di Super8, l’ultima fatica cinematografica di Abrams. Prodotto da Steven Spielberg e costato oltre 50 milioni di dollari, Super8 sembra essere un incrocio tra un thriller di fantascienza e un disaster movie. Per ora, non ci concentreremo per decidere se spendere o no i sei euro del biglietto al cinema (tanto dovremo aspettare il 10 giungo), ma ci focalizzeremo sulla strategia di promozione e sulla dimensione virale che la caratterizza.
Sull’esempio di Cloverfield (prodotto nel 2008 sempre da Abrams), la strategia promozionale della Paramount ha puntato sulla rete e su una serie di indizi, riferimenti, informazioni, seminati coerentemente e periodicamente qua e là sul web. Navigando per un po’, ci si imbatte in un vero e proprio universo parallelo, progetato ad hoc per traslare Super8 dalla finzione della sala al mondo reale. Ovviamente, le informazioni diffuse sono tutte rigorosamente frammentarie (e forse anche inutili). Ma l’effetto è quello di incuriosire lo spettatore, di indurlo a sondare la rete. Super8 si trasforma così in un’esperienza che parte dal film per estendersi al di fuori di esso.

Tracce di realtà parallela:

Il primo trailer è stato rilasciato dalla Paramount nel Maggio 2010, in occasione dell’uscita nelle sale di Iron Man 2. A settembre dello stesso anno è stato diffuso un teaser. Durante il 45° SuperBowl è stato trasmesso il terzo trailer ufficiale della campagna. In ogni versione, nel finale dei video, sono stati inseriti dei frame, unendo alcuni dei quali si ottiene un’immagine specifica: una foto, una data, un nome. Spulciando vari forum, sembra che dell’ultimo trailer esistano ben tre versioni differenti, ognuna con diversi fotogrammi aggiuntivi.

Nel 2008, per promuovere Cloverfield, ci fu un massiccio utilizzo della rete. Per sostenere l’Universo Cloverfield, vennero creati i profili Myspace dei protagonisti (il 18 Gennaio 2008 è il loro ultimo accesso, data di uscita del film).  Inoltre, fu dato vita ad una società di ricerche, a una marca di bibite, mentre venivano diffuse false news su YouTube. Per Super 8 è accaduto una cosa simile. Su un fotogramma nel primo trailer, sono presenti le parole “Scariest Thing I Ever Saw” che riportano all’omonimo sito. All’apparenza, è un simulatore del PDP-11, un vecchio tipo di calcolatore prodotto negli anni ’70. Alcuni file presenti nel PDP sono accessibili solo tramite password (TOADFISH112), mentre altri per essere visualizzati devono essere stampati (.PRINT RSCOM8).

Curiosamente, uno di essi è la reclame dei Rocket Poppeteers, misteriosi ghiaccioli apparsi già nel primo trailer di Super8. Se volete, potete registrarvi sul sito per seguire le avventure di Cpt. Gordon Coop e partecipare ad alcuni inquietanti test via mail. Sul PDP è attiva anche una chat ed è possibile seguire le conversazioni tra un uomo misterioso e un certo Josh Minker. Josh è un ragazzo appassionato di fauna marina e di altre stranezze (ce ne parla nel suo blog). In ultimo, ad infittire il mistero, spunta anche il messaggio postato da Josh su “Above Top Secret“, sito dedicato al mondo del paranormale.

Come ben si vede, l’Universo Super8 è enorme. Attorno ad esso si è rapidamente creata una folta community, sono nati forum e discussioni sui social. L’engagment attiva l’utente e il passaparola così generato è il principale sostegno alle tradizionali pratiche di promozione. L’unico dubbio è: la pellicola di Abrams riuscirà a soddisfare le aspettative che la campagna ha creato nei fan?

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Scritto da

Angelo Di Pietro

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