U.S. Army Handbook: quando l'Esercito Americano dà lezione di social networking! [TOOL]

E' uscito l'US Army Social Media Handbook 2011: vediamo di cosa si tratta!

Social Media U.S. ArmyLe news dall’America non smettono mai di stupire: è recente la notizia della pubblicazione della nuova edizione del manuale di utilizzo dei social media per i soldati dell’esercito USA.

40 pagine ti testi, immagini e documenti che da qualche settimana sta girando non solo tra gli uffici delle basi militari, ma anche tra i computer degli utenti civili, che possono scaricarlo gratuitamente qui.

Fare un’analisi adeguata dell’iniziativa è stato ben più complesso del previsto! Riprendiamo e distinguiamo allora quello che abbiamo trovato di lodevole e di meno bello, per cercare poi di trarre qualche conclusione.

CHE COSA CI E’ PIACIUTO MOLTO?

Il manuale è sicuramente ben costruito e strutturato, e in linea generale affronta due tipologie di argomenti:

1. Gestione della presenza personale sui social media: nella prima parte vengono dati consigli e sono delineate regole di utilizzo dei social media. In altre parole, cosa deve fare un soldato americano se desidera aprire una pagina Facebook, un blog o un altro account?

2. Gestione della presenza corporate sui social media: in questo caso le linee guida si orientano più verso il tema dell’organizzazione-esercito e della gestione della sua presenza online.

Infine, l’handbook è arricchito da casi di studio esemplari che mettono in pratica e spiegano il testo, dai documenti originali interni all’esercito relativi all’utilizzo delle tecnologie informatiche, da una serie di check-list molto utili e chiare e dalle FAQ, immancabile strumento time-saving presente in ogni documento americano!

In generale, quindi, stiamo parlando di un manuale molto completo, che in qualche decina di pagine affronta adeguatamente tutti gli argomenti di potenziale interesse.

CHE COSA CI E’ PIACIUTO MENO?

I contenuti del manuale, troppo ambigui! In effetti, scorrendo le pagine si passa da esaltazioni dei social media e delle nuove modalità di comunicazione:

“Social media represents a shift in the way we as a culture communicate […]. Social media is a cheap, effective and measurable form of communication.”

A pagine che martellano elenchi di rischi a cui i soldati e l’intero esercito, dunque l’intera nazione americana, possono andare incontro per un utilizzo scorretto o improprio dei social media.

“The primary concern when using social media is mantaining operations security. […]. Sharing what seems to be even trivial information online can be dangerous to loved ones and the fellow soldiers in the unit – and may even get them killed.”

Sicuramente per un’organizzazione come l’Esercito questa doppia faccia dei social media è più importante che per altre strutture, ma qui la retorica è forse troppo invadente. E le immagini non sono da meno!

Un'immagine dello U.S. Army Handbook

Nell’handbook sono anche differenziati soldati e ruoli di comando e vengono dati consigli a generali e tenenti su come gestire le “amicizie” richieste da soggetti di ruoli minori e le relazioni online con essi. E qui forse si apre allora una domanda di fondo: Parlando di social media questa distinzione regge ancora? Probabilmente no, e se regge significa che il medium non è il messaggio, in altre parole che i social media vengono utilizzati come gli strumenti tradizionali (telefoni, fax, etc.). Allora, è ancora utile usarli in questo modo?

CHE COSA AVREMMO FATTO NOI?

Premesso che l’iniziativa dell’U.S. Army è davvero interessante e anche lodevole, l’handbook è strutturato come un manuale ad uso interno, che deve essere letto ed utilizzato esclusivamente dai soggetti operativi nell’esercito. Forse l’averlo reso disponibile a tutti e l’averlo caricato su Slideshare non è stata la mossa migliore..!

Inoltre, il manuale presenta macro-temi come quello della sicurezza sul web, del branding (anche personale), etc. Tutti argomenti, non si irriti nessuno, di cui esperti di qualsiasi nazione hanno già scritto in profondità, da anni. Un’altra possibilità poteva essere allora quella, più semplice, di evitare la scrittura dell’handbook e di distribuire ai dipendenti dell’esercito un buono in libreria e una lista dei manuali che trattavano gli argomenti, da comprare e leggere. Più semplice di così!

Lettori ninja, prendetevi dieci minuti di tempo e date un’occhiata al manuale: cosa ne pensate? Non trovate anche voi qualche paradosso e ambiguità, all’interno di un progetto comunque da apprezzare?