Come promuovere le degustazioni di vino con Twitter e gli #hashtag [CASE STUDY]

I social media non sono delle tecnologie, ma degli ambienti“: questa frase di Boccia Artieri ci fa da ouverture al presente post. Nuovi terreni dove si incontrano e si condividono legami di valore, passioni, racconti ed altro, specialmente se il tema è il vino. Oggi, vi proponiamo un’intervista ad un preparatissimo ed affermato wine blogger, Jacopo Cossater, che ci spiega come i new media possano assumere delle valide forme di comunicazione e di co-branding per il territorio, tanto più se quest’ultimo risulta essere meno conosciuto. Jacopo, che ringraziamo per la disponibilità, ci racconterà soprattutto di un particolare metodo di “degustazioni” che vengono “narrate” nei social network: le #degustazioni numerate: modalità di conoscenza estremamente orizzontale, nella forma e nei contenuti. Ma scopriamo meglio tutti i particolari da chi ha visto nascere questo “storytelling” digitale.

Ciao Jacopo, ci racconti cosa significa essere un wine blogger?

Guarda, io ho iniziato a scrivere in Rete considerando il blog proprio come un piccolo diario digitale sul quale annotavo idee ed impressioni a proposito di questo o quel vino. Oggi, a quattro anni di distanza, le cose non sono cambiate molto. Continuo ad intendere il mio blog come uno spazio molto libero, non quindi come un magazine, sul quale sono libero di esprimermi su questo o quell’argomento. Sempre legato al vino, è una mia grande passione. In questi anni i blog legati a questo mondo credo abbiano portato nel settore un’incredibile ventata d’aria fresca. Approfondimenti, recensioni, opinioni diverse spesso espresse senza condizionamenti permettono al lettore di farsi un’idea molto chiara su praticamente tutto quello che ruota intorno al vino. E questa trasparenza non può che essere estremamente positiva.

Quando ci siamo conosciuti mi hai raccontato delle degustazioni numerate, un’iniziativa davvero interessante che è nata su Twitter. Potresti raccontare ai lettori di NinjaMarketing cosa sono le degustazioni numerate?

Era l’inverno del 2009 e su Twitter un piccolo gruppo di appassionati aveva deciso di incontrarsi (era un appuntamento aperto a chiunque fosse interessato) per assaggiare insieme alcune bottiglie di lambrusco. Una “degustazione alla cieca”, si dice usando un tecnicismo, ovvero quando si assaggiano alcune bottiglie senza sapere chi sia il produttore per non lasciarsi condizionare. La grandezza sociale del mezzo che ha visto nascere questo momento di condivisione ha permesso di dedicare un particolare hashtag all’evento, #lambruschi1, in modo che persone lontane ma altrettanto interessate potessero seguire online e in modalità live quello che stava succedendo.
Ripenso a quello che è successo dopo con un sorriso, che sicuramente c’erano alcuni fattori che spingevano inevitabilmente ad un secondo incontro.

Prima di tutto la curiosità verso una tipologia – il lambrusco – che pochi possono dire di conoscere bene, spesso confinata nei peggiori supermercati e le cui espressioni di maggiore qualità sono prodotte in talmente pochi esemplari da renderne davvero difficile la reperibilità. Poi la voglia di incontrarsi e di conoscersi, dal digitale all’analogico. Ad un secondo incontro ne è nato infatti un terzo, ospitato da un’importante cantina della Franciacorta, sempre presente ed attenta a quello che succede online. Ad un terzo un quarto, questa volta ospitato da una grandissima realtà del lambrusco che, avendo letto le tante testimonianze in rete ha deciso di mettersi in gioco e di incontrare in un contesto molto più ufficiale questi appassionati. Per parlarne e per confrontarsi.


La potenza di questi incontri, sempre con hashtag dedicato, era devastante. Ogni persona appena tornata a casa raccontava sul suo blog o condivideva sui social network le proprie impressioni, tenendo sempre il mirino sull’oggetto del discorso. Il vino, in questo caso il lambrusco. Ci è voluto poco perchè la cosa si allargasse e cominciasse a camminare con le proprie gambe. Perchè se è vero che i primi quattro appuntamenti avevano una regia comune (trovare le bottiglie, organizzare la location per l’assaggio, etc.) con il quinto tutto è cambiato. E’ stato in Piemonte, e l’oggetto questa volta era un altro vitigno, la barbera (hashtag: #barbera1). Su Twitter si davano le adesioni e ci si confrontava sul modo migliore per organizzare fino al giorno deciso, in cui in tanti facevano anche centinaia di chilometri per condividere la gioia di un incontro e di un vino.

Quali sono i vantaggi di questa comunicazione innovativa per il settore vinicolo, ma soprattutto per il territorio?

Si potrebbe parlare di una sorta di una comunicazione territoriale che parte dal basso, di un prodotto (una tipologia di prodotti) che grazie alla voglia di parlarne diventano per alcuni giorni assoluti protagonisti. Per dire, un altro di questi appuntamenti si è svolto nel Vulture, in Basilicata, per parlare di Aglianico (hashtag: #adv1). O in Veneto, per una tipologia di prosecco particolare, quella figlia di una rifermentazione in bottiglia (hashtag: #colfondo1).I vantaggi sono evidenti, anche nel caso di istituzioni o di cantine coinvolte le spese sono davvero basse, sicuramente molto lontane da un tradizionale press-day e per giorni si crea un incredibile passaparola digitale legato all’evento.

Per dire, oggi è il 2011 e questa serie di degustazioni numerate sembra non accennare a rallentare. #colfondo2 è alle porte, #grignolino1 si terrà a marzo grazie al contributo di tante cantine interessate a far uscire questa tipologia, ingiustamente sottovalutata. #barbera2 è organizzata in collaborazione con “the barbera festival”, l’annuale appuntamento americano dedicato alla tipologia, ha un sito dedicato, prevede oltre cento ospiti anche da oltreoceano e si configurerà come uno dei più importanti momenti di approfondimento sulla barbera mai organizzata.

Ringraziamo Jacopo Cossater! E come si direbbe in questi casi, stay tuned: se volete seguire l’organizzazione online della prossima degustazione numerata basta andare su Twitter e nel search mettere #barbera2

ARTICOLI CORRELATI

Top 5 Apps per Wine Lovers: diventare un iSommelier

Wine Tourism Marketing! Ninja Marketing intervista Donatella Cinelli Colombini

La rivoluzione tunisina vista con gli occhi di twitter e del social web [CASE STUDY]

Enogastronomia 2.0, da Geomercato a Wineamore: il web è servito!

Gambero Rosso: mobile apps per Food & Wine lovers su iPhone e iPad

Commenta

  • http://twitter.com/PamelaGuerra PamelaGuerra

    Ciao,
    Come altri Social Media, Twitter è diventato uno strumento molto importante per comunicazione e promozione dell’enogastronomia italia e delle aziende vinicole.
    Rientra nella cassetta degli attrezzi quotidiani di chi si occupa di comunicazione nel settore; questo SN forse più di tutti si presta alle esigenze di comunicazione delle aziende, soprattutto le medio-piccole.
    Le ‘degustazioni seriali’, come barbera2, sono una dei tanti esempi.
    Un altro esempio di bell’utilizzo, l’anno passato, durante Vinitaly: un gruppo di aziende vinicole ha organizzato un percorso virtuale all’interno della manifestazione; al progetto, chiamato “Tweet Your Wines”, hanno aderito ben 12 aziende ( molto attive sul web) che hanno poi ‘twittato’ il loro Vinitaly grazie all’#tyw.
    Sempre le stesse Cantine hanno poi organizzato un’asta di beneficienza, svoltasi esclusivamente via Twitter, la “TwitAsta”.
    Esempi di come anche Twitter, se ben utilizzato, possa dare buoni risultati.

    Pamela

  • http://twitter.com/CasaliVini Casali Vini

    Molto bello l’articolo! E complimenti a Jacopo Cossater per queste iniziative!

    Un saluto,

    Casali Viticultori

  • Pingback: Sempre più Social « Mosto & Bacco

  • Pingback: Tweets that mention Enogastronomia e social media: promuovere le degustazioni di vino su Twitter -- Topsy.com

  • Pingback: Esegesi del vino cancarone | papilleclandestine

  • http://www.facebook.com/people/Alice-Bresolin/768405653 Alice Bresolin

    veramente preziosi questi consigli, grazie Jacopo!

  • Pingback: Dot Wine, domenica 10 aprile a Vinitaly | enoiche illusioni

  • Pingback: Enogastronomia 2.0, da Geomercato a Wineamore: il web è servito!

adv
Ninja Master Online - Social Media Marketing & Community Management