Scopriamo Wim.Tv, l'anti-youtube di Riccardo Chiariglione [UNITED STARTUP]

Scopriamo Wim Tv, l'anti-youtube di Riccardo ChiariglioneOggi abbiamo con noi Riccardo Chiariglione, fondatore di Wim.Tv, una startup torinese che ci parlerà del loro progetto e di come questa piattaforma si propone di rivoluzionare la gestione dei diritti di chi produce e pubblica video on-line. Vediamo subito di cosa si tratta.

Cosa differenzia Wim Tv dalle altre piattaforme di video sharing

(A quanto pare vi presentate come l’anti youtube.. puoi spiegarmi cosa vuol dire? e quindi cos’è wim.tv? E chi fa parte del team?)

Anti You-Tube è una parola grande, nel senso che youtube è un colosso, serve milioni di utenti e ha milioni di video. Ciò che abbiamo pensato noi è che una parte di questi utenti potrebbe volere qualcosa in più di caricare i propri video, guardare quelli degli altri e divertirsi. Se poi c’è qualcuno che ci guadagna, molto facilmente sarà il gestore del sito e non chi ha fornito i contenuti con i quali questi guadagni vengono generati.

Noi invece vogliamo creare un mercato in cui chi crea un video ad esempio può metterlo a disposizione degli altri a certe condizioni, magari anche condizioni economiche. In questo modo chiunque, in maniera partecipativa, potrà costruire e dare valore ai video che vengono creati dalle stesse persone che li fruiscono. In questo senso pensiamo di offrire qualcosa di diverso.

(Parlami un po’ del team, chi ne fa parte e come è composto?)

Oltre a me c’è Leonardo Chiariglione, che è anche il presidente di MPEG, e noi siamo quelli che abbiamo ideato il progetto. Insieme a noi ci sono sei tecnici, un paio di persone che lavorano sul marketing e un commerciale che ora inizia ad essere davvero indispensabile.

I punti di forza di Wim Tv: standard tecnologici e licenze flessibili

(Uno dei punti forti del vostro progetto sono sicuramente le tecnologie che utilizzate e l’utilizzo delle licenze associate ai video. Puoi dirmi due parole sull’argomento?)

The Wim Tv Video RevolutionIn effetti questi sono sicuramente gli ingredienti fondamentali di Wim.Tv. Le tecnologie basate su standard sono basilari perché in questo modo non ci leghiamo a nessun fornitore di tecnologie proprietarie, il quale potrebbe ad un certo punto cambiare le carte in tavola.

In secondo luogo, le licenze sono veramente l’abilitante del nostro progetto. Le licenze Creative Commons, che supportiamo, sono sicuramente ottime per certi scopi e certi obiettivi, ma solo quando tu puoi dire “questo è il mio video, prendilo, usalo e fanne quello che vuoi, ma a queste condizioni”.

Prendiamo ad esempio il caso di una web-tv che vuole utilizzare i miei video e vuole associarci della pubblicità, di modo da guadagnarci qualcosa e riconoscermi più facilmente quello che gli chiedo. Ok può farlo, però magari non tutte le pubblicità sono associabili. Se per esempio ho realizzato un video per bambini, probabilmente non vorrò che una pubblicità di una bevanda alcolica sia associabile al mio video.

Su Youtube per esempio non hai questa flessibilità perché il sistema con cui interagisci è una macchina. Su Wim.Tv il sistema è composto da altre persone che svolgono ruoli diversi e con cui si condivide il guadagno che si ottiene secondo quanto è stato definito nella licenza associata a quel video.

(La vostra startup è ospitata all’interno dell’incubatore del Politecnico di Torino. Quali opportunità vi ha dato?)

Logo i3P - Incubatore del Politecnico di TorinoL’incubatore, al di là di essere bello perché ci sono un sacco di altri giovani con idee interessanti, ha come vantaggio principale quello di metterti in contatto con molte opportunità.

E’ un posto in cui passa veramente un sacco di gente che ha diverse necessità o idee e con cui spesso e volentieri si riescono a trovare delle sinergie, delle convergenze e con cui si possono portare avanti dei progetti.

Ad esempio la settimana scorsa Massimiliano, il nostro tutor (ogni startup ne ha uno personale) è arrivato con dei ragazzi di un’associazione di Torino che hanno organizzato negli ultimi due anni l’animazione della festa di San Giovanni. Una festa in cui 70.000 persone hanno assistito a concerti e altri spettacoli organizzati interamente da loro, dei ragazzi in gamba insomma.

Quest’associazione ha bisogno di una serie di video user generated da proiettare durante i concerti per rendere i propri eventi ancora più multimediali. E noi di Wim.Tv ne stiamo raccogliendo diversi che potrebbero essere utilizzati a questo scopo.

Come loro, ci son un sacco di altre cose che succedono nell’incubatore e tutto ciò, se non fossimo lì, sarebbe più difficile.

(Mi sembra di capire quindi che sia un’esperienza che consigliate anche ad altre startup)

Purtroppo non è facilissimo entrare. Abbiamo dovuto lavorare veramente un sacco per raggiungere quest’obiettivo, per esempio per definire il nostro business plan. Vieni proprio valutato per le prospettive che dimostri di avere, ma allo stesso tempo i posti sono davvero pochi.

Screenshot Wim Tv

Le strategie di marketing di Wim Tv

(Parliamo un po’ di marketing e di quali strategie state attuando per arrivare ai vostri utenti finali, sia gli inserzionisti sia coloro che pubblicano i video?)

Innanzitutto siamo partiti da veramente poco tempo e in modo ufficiale da pochissimo. Sostanzialmente adesso ci stiamo più che altro occupando di raccogliere quanti più video e utenti possibili. Solo dopo aver fatto ciò si potrà stimolare l’interesse degli inserzionisti pubblicitari.

Questa prima attività di raccolta di video e utenti viene svolta attraverso una strategia di “direct mail” rivolta a creatori di video più o meno conosciuti. Inoltre abbiamo molti contatti faccia a faccia con associazioni di produttori, con le quali potremmo trovare delle sinergie a livello più macro. Per concludere utilizziamo molto i social media, in particolare LinkedIn, che ci fornisce degli ottimi strumenti, ma anche Facebook attraverso la nostra Fan Page, Twitter e il nostro blog.

Una cosa interessante, per esempio, è che abbiamo coinvolto da un po’ di tempo un partner giapponese che ha un suo canale di distribuzione di contenuti multimediali.

I giapponesi sono molto curiosi di “cose” italiane e per questo motivo con loro abbiamo messo su un centro di raccolta video su Wim.Tv rivolto per esempio ad aziende che hanno idee innovative e che vogliono farsi conoscere in estremo oriente.

L’azienda può caricare i propri video dal nostro “sindacatore” interno gestito dal partner giapponese, il quale a sua volta selezionerà i video di maggiore interesse e li proietterà sui propri canali di distribuzione. Questa è sicuramente una bella opportunità e stiamo già raccogliendo molti video interessanti.

(Quale è stato in assoluto il momento più difficile che avete affrontato fin adesso e quale il più bello?)

Le cose più o meno coincidono. Un giorno un giovane film maker che ha realizzato un film vero e proprio di quasi un’ora e mezza (veramente bellissimo) non riusciva a caricarlo sulla nostra piattaforma per dei problemi tecnici che non riuscivamo a risolvere. Per noi la situazione era davvero frustrante. Lui ci teneva molto ad essere presente su Wim.Tv perché gli piaceva l’idea che stava dietro al progetto e noi non riuscivamo a riprodurre l’errore che lui aveva, sui nostri computer.

Riuscire a risolvere questa situazione è stata davvero una grande soddisfazione e questo forse è stato il momento più bello. Bè poi oggi siamo molto contenti perché abbiamo un sacco di idee e siamo sempre più vicini a realizzarle, è un bel sogno insomma.

Il presente e il futuro di Wim Tv

(Qual è lo stato attuale del vostro progetto e quali sono i piani per il futuro?)

Come ti dicevo un po’ prima (concedimi la metafora) adesso siamo come un negozio con gli scaffali semi vuoti e quindi poco interessante. Se si tratta di una piattaforma in cui la gente guarda i video, ci devono necessariamente essere tanti video. Quello che stiamo facendo ora è proprio contattare quanta più gente possibile che sia interessata al progetto, che carichi i propri video e alimenti il mercato, di modo che questo si possa effettivamente creare.

Dopodichè inizieremo a rivolgerci agli inserzionisti che a quel punto garantiranno una remunerazione a chi crea i contenuti e grazie ai quali potremmo trasformare quella che oggi è una promessa in qualcosa di concreto. Non è giusto che paghino gli utenti finali, è molto meglio se paghi la pubblicità.

(E per quanto riguarda i finanziamenti? Avete intenzione di rivolgervi a degli investitori?)

Diciamo che sì, sarebbe una gran bella cosa, mi spaventa da una parte, ma ovviamente sì dovremmo farlo. C’è bisogno di andare avanti in fretta ad un certo punto, noi avremmo voglia di farlo e di fare molte più cose di quelle che facciamo. Se avessimo questa possibilità saremmo ovviamente molto contenti e un po’ ci stiamo già muovendo su questa strada, ma son cose lunghe, quindi ci sarà un po’ da aspettare.

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