Uno sguardo all’iPhone 5 in arrivo questa estate

Prime indiscrezioni sulla quinta generazione dello smartphone di casa Apple

Mentre  impazza la guerra tra gli iPhone 4 di Verizon e AT&T (almeno negli USA) e qualcuno si lascia ancora andare a scene di immotivata isteria al pensiero dell’annuncio dell’iPhone 4 White – come successo pochi giorni fa alla vista di uno Store Apple in  manutenzione (falso allarme! si trattava di un piccolo ritocco grafico) – ecco apparire  un interessante articolo (a metà tra la divinazione e la fantascienza) sulle possibili features dell’imminente (dicono antro l’estate)  iPhone 5.

Partendo dalla “lista della spesa 2010” di Apple, vediamo come potrebbe essere il nuovo iPhone 5 in arrivo (pare) questa estate.

Near Field Communication (NFC)

Google Nexus S con Android 2.3 viene già rilasciato con il pieno supporto alla tecnologia radio near field communication (che permette di fare comunicare due device in prossimità). Apple non è certo rimasta con le mani in mano e nel 2010 ha assunto Benjamin Vigier, esperto di NFC, per metterlo al lavoro sull’integrazione di uno specifico chip che possa attivare tutta una serie di servizi ad hoc.

L’applicazione più interessante (e ovvia) sembrerebbe quella relativa al pagamento via device mobile e pare siano stati già registrati da Apple brevetti relativi a iPay, iCoupons e iBuy (qualcosa riuscite a desumerla dalle immagini del brevetto poco sopra).

L’iPhone 5 sarà uno smartphone intelligente

L’acquisizione lo scorso Aprile di Siri (personal mobile assistant) – tecnologia trasformata poi in una app per iPhone a cui porre domande (scritte o vocali) –  lascia pensare a una riposta diretta di Cupertino alla ricerca vocale di Google. Tuttavia, mesi dopo questa acquisizione, l’applicazione è stata aggiornata per includere di WolframAlpha – tecnologia di ricerca computazionale. Le potenzialità sono infinite e permetterebbero agli utenti dei nuovi device di compiere varie azioni – dall’invio di sms al tracciare un viaggio su mappa, lanciare un brano musicale. Un passo verso il famigerato Web 3.0?

Un iTunes in Cloud

Lala.com è un’altra delle acquisizioni illustri di Apple targate 2010. Si tratta di un cloud-based streaming service musicale (perdonate la commistione anglofona). L’idea di un iTunes fermo ancora a un modello centralizzato potrebbe durare poco (già al tempo dell’acquisizione di Lala.com si vociferava di un iTunes pronto al grande salto e in attesa del consenso delle major). Servizi come Rdio, Soundtrckr o il ben più noto Spotify (che prevede un modello di sottoscrizione mensile di tipo all-you-can-eat) potrebbe trasformare il prossimo iPhone in un device  da cui acquistare musica e mandarla in streaming senza passare dal software del desktop computer o limitazioni di sorta.

Riconoscimento facciale

Chiudiamo la lista con la più “curiosa” delle acquisizioni. Lo scorso settembre Apple ha messo le mani su Polar Rose (nel video una piccola dimostrazione delle potenzialità di Recognizr – scordatevi di vederlo girare in futuro su qualsiasi altro device che non sia un melafonino 😉 ). L’uso di tale tecnologia su un device mobile potrebbe servire al riconoscimento del proprietario per lo sblocco/attivazione del telefono. Tuttavia, spererei in qualcosa di più creativo.

Conclusioni?

Pur trattandosi di ipotesi, alcune parecchio suggestive, emerge una direzione chiara che vede la casa di Cupertino rincorrere Android  (penso alla tecnologia NFC e alla ricerca vocale). Come i dati dimostrano, l’OS di Google viaggia a ritmi sostenuti, ma c’è da dire che molti dei dati non tengono conto del fatto che sotto il cappello “Android” si raggruppano device di diversi produttori e dalle caratteristiche parecchio diverse. Se ciò ha favorito una penetrazione ancor più strategica e aggressiva sul mercato (Samsung e IDEOS permettono di mettere le mani su uno smartphone con l’OS di Google neanche tanto entry-level a meno di 150€) resta il problema di sistemi hardware non omogenei che non può essere sottovalutato.

In ambito videoludico (per fare un esempio), questo è un aspetto cruciale. La stessa Epic Games (Infinity Blade su iOS, sviluppatore di numerosi successi per X360 e di quel famoso – spero lo conosciate – Unreal Engine) ha recentemente dichiarato senza mezzi termini di preferire Apple. Nonostante la tech demo Epic Citadel giri benissimo su un Samsung Galaxy S, la frammentazione dell’hardware Android-based non garantisce che prodotti tanto sofisticati possano funzionare correttamente su tutti i dispositivi (e di conseguenza essere disponibili per tutti gli utenti).

Non ci resta che attendere l’estate.

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