Scopriamo come si è sviluppata Twago la piattaforma online per freelance [UNITED STARTUP!]

Continuiamo il nostro percorso sul tema del marketing delle startup con il caso di Twago

Scopriamo come si sviluppata Twago la piattaforma online per freelanceOggi la nostra ospite è Silvia Foglia, country manager di Twago, con la quale parleremo del loro progetto, di come mai hanno deciso di aprirsi al mercato italiano e come hanno gestito il marketing della loro startup.

Vi ricordo anche di leggere un articolo della scorsa settimana in cui abbiamo parlato di altre piattaforme che offrono possibilità per trovare talenti con cui costruire il team della propria startup.

Come funziona e quali opportunità offre alle aziende e ai professionisti

Twago è una piattaforma on line di intermediazione, un punto di incontro tra aziende e professionisti per servizi che spaziano dalla programmazione web alla grafica o al web design fino alla traduzione o la scrittura di contenuti on line.

Il concetto è molto semplice, tutti i clienti alla ricerca di collaboratori in outsourcing possono aggiungere alla piattaforma una propria richiesta su vari progetti inserendo ciò che vorrebbero sviluppare, il budget a disposizione, le competenze richieste e la tempistica di sviluppo.

I freelance che sono iscritti alla piattaforma hanno la possibilità di accedere al progetto e possono inviare le proprie offerte. I clienti ovviamente possono visionare i profili dei vari professionisti, leggere feedback dei precedenti clienti e scegliere il professionista con cui lavorare.

Il servizio è offerto gratuitamente e viene richiesta una piccola commissione ai freelance che partecipano al progetto solamente nel caso in cui gli viene commissionato.

Dalla Germania al mercato italiano

(La tua società è nata in Germania, ma avete deciso di aprirvi al mercato italiano come mai? Ritieni che sia stata una buona scelta? Avete avuto qualche difficoltà nel farlo?)

Twago ha infatti sede in Germania da dove opera tutto il team, anche quello internazionale. Io infatti lavoro per il mercato italiano, ma risiedo a Berlino. La piattaforma è stata lanciata inizialmente in tedesco, poi in inglese e dopo i primi mesi i nostri founders hanno deciso di lanciare subito anche sull’Italia.

E’ stata quindi creata la piattaforma in italiano e ad oggi, dopo la Germania, il mercato italiano è il più grande nel quale operiamo e ne siamo particolarmente soddisfatti.

Nel momento iniziale è stata scelta l’Italia perché rappresentava in Europa un mercato trend da diversi punti di vista: da un lato vi era un trend per quanto riguarda il numero di startup in via di sviluppo e le startup sono il nostro target principale. Non ci rivolgiamo solo a startup on line, ma a startup di diversi settori, in quanto oggi giorno ogni azienda è on line, anche se solo attraverso un sito web di presentazione dei prodotti.

D’altra parte, a causa della situazione economica e aziendale, in Italia, vi erano molti professionisti in cerca di lavoro, e Twago ha offerto loro diversi progetti e nuovi clienti con cui lavorare.

Per questi motivi i founders hanno trovato in Italia un mercato fertile. Sotto certi aspetti i risultati si sono rivelati migliori delle nostre aspettative. In particolare dall’Italia abbiamo ricevuto un forte e positivo consenso da parte dei freelance e delle aziende che sono interessate a utilizzare la piattaforma in cerca di nuovi lavori. Ma nonostante i risultati positivi, abbiamo ancora molto da crescere e siamo sempre alla ricerca di molti e più numerosi utenti.

La strategia di marketing nella fase di startup

(Certamente fare marketing in una startup è molto complesso. Solitamente il budget è ridotto, all’inizio nessuno conosce il tuo servizio e si deve pensare prima di tutto a raggiungere il giusto market/fit. In che modo avete affrontato la fase iniziale della vostra startup?)

All’inizio effettivamente non è stato molto facile, nessuno ci conosceva soprattutto in Italia quando ho cominciato a lavorare per Twago, e il budget era effettivamente molto molto ridotto.

Questo ci ha costretto ad accantonare tutte le attività dedicate alla brand awareness e abbiamo focalizzato la nostra attenzione solamente su attività di performance marketing, quindi tutte quelle attività che ci hanno portato alla conversione immediata più che allo sviluppo del nostro brand.

Questo ovviamente ha limitato notevolmente il nostro raggio di azione e ci ha costretto ad essere molto creativi e molto flessibili. Abbiamo imparato molto, ma anche commesso degli errori. E ora ci stiamo focalizzando ovviamente sulle esperienze positive. D’altra parte questo ha richiesto per certi aspetti un investimento in termini di tempo.

(Puoi fare degli esempi concreti se possibile?)

Abbiamo lavorato molto nello sviluppo delle creatività, abbiamo fatto alcune attività di direct marketing, ci siamo inventati noi lo sviluppo della creatività stessa, piuttosto che rivolgerci ad un’agenzia esterna. Anche per quanto riguarda le tecnologie utilizzate e le mail da inviare agli utenti abbiamo fatto tutto internamente. Nonostante le poche esperienze personali, abbiamo imparato molto e soprattutto queste esperienze stanno aiutando molto i miei nuovi colleghi che stanno approcciando nuovi mercati.

Naturalmente abbiamo fatto molto da soli, ma per certi aspetti ci siamo rivolti a degli esperti esterni che ci hanno dato consigli molto utili e ci hanno permesso di risparmiare molto tempo. Il networking ci ha aiutato in modo particolare così come il passaparola. Abbiamo partecipato a diversi eventi e le persone che abbiamo conosciuto si sono dimostrate molto disponibili e ci hanno aiutato molto.

L’utilizzo dei social media nella strategia di marketing

In che modo avete utilizzato e utilizzate i social media? Twitter, Facebook, Blog. Quali risultati ha portato

Siamo molto attivi sui social media, sia dal punto di vista personale (anch’io utilizzo Linedin, Xing, Facebook e ho appena iniziato ad utilizzare Viadeo, ma non lo conosco ancora molto bene), sia in azienda su Facebook e Twitter.

Abbiamo diversi account Twitter per le diverse lingue e un blog chiamato “Il Magazine di Twago” sul quale pubblichiamo diversi articoli dedicati ai nostri due target group.

Diciamo che i social media rappresentano un investimento a lungo termine, in quanto richiedono tempo e dal mio punto di vista anche una certa creatività, ma sicuramente nel momento in cui è stato fatto un buon lavoro, offrono dei buoni risultati. Lavoriamo molto su Facebook, utilizziamo molto l’advertising offerto da questa piattaforma e ci ha dato buoni risultati. Abbiamo notato anche che molti utenti sono felici di averci scoperto e continuano a seguirci.

Homepage Twago

Cosa è cambiato dopo aver ricevuto i finanziamenti

Qual è la situazione attuale in cui si trova Twago? Cosa è cambiato da quando avete ricevuto i finanziamenti dal punto di vista del marketing, ma non solo? Progetti per il futuro?

A livello Europeo siamo ad oggi la piattaforma on line che offre servizi in outsourcing più grande. In Italia siamo una delle prime realtà del genere e notiamo una costante crescita mensile di circa il 20%.

Dopo aver ricevuto i finanziamenti abbiamo prima di tutto tirato un sospiro di sollievo e abbiamo iniziato ad espandere il nostro raggio d’azione. Abbiamo iniziato per esempio a lavorare su attività di SEO che prima erano impensabili in quanto non avevamo il tempo a disposizione, nè il personale da dedicare a quest’attività. Abbiamo focalizzato maggiormente l’attenzione su attività di PR e ci permettiamo di provare nuove strategie.

Prima eravamo molto pignoli, facevamo molta attenzione al fatto di utilizzare quelle fonti che ci permettessero di avere delle conversioni con un raggio di azione molto stretto. Ora utilizziamo delle strategie più a lungo termine.

(Progetti per il futuro?)

Stiamo lavorando molto sullo sviluppo della piattaforma, sia per quanto riguarda l’usability, che per quanto riguarda l’implementazione di nuove funzioni e saranno ovviamente i nostri utenti a vedere quello che verrà sviluppato a breve. Posso però anticipare che stiamo lavorando sul rendere il servizio di pagamenti il più sicuro possibile poiché si tratta di uno dei tasti più dolenti per quanto riguarda l’outsourcing e soprattutto il fatto di lavorare con nuovi fornitori.

Da poche settimane inoltre abbiamo lanciato la nostra piattaforma in Spagna e nuovi paesi sono in arrivo. Siamo ovviamente molto soddisfatti del lavoro che abbiamo svolto fin adesso e gli investitori ci seguono con attenzione e curiosità. In azienda festeggiamo ogni nuovo record e posso dire che in questi ultimi mesi abbiamo bevuto molte birre durante le ore di lavoro :)

Un brindisi alla tua salute allora Twago!