Tennis sull'acqua, le tigri del Medioriente scelgono la comunicazione non-convenzionale

Sciare su una pista artificiale in un centro commerciale? Nel Golfo Persico si può. Andare in gondola tra una stanza e l’altra dell’hotel? Nel Golfo Persico si può. Giocare a tennis sull’acqua? Nel Golfo Persico si può.

Insomma gli eredi delle Mille e Una Notte utilizzano proprio la favola come strategia di marketing: favole moderne, aggiornate dalle nuove tecnologie, dove la non convenzionalità viene espressa da idee fantasiose, a volte anche un po’ eccessive, ma molto affascinanti.

E’ così che due tennisti al top del ranking ATP, Rafael Nadal e Roger Federer si ritrovano a combattere un match sull’acqua per promuovere il torneo Doha ATP 250 che prende il nome dalla baia di Doha appunto, in Quatar, dove si disputa il torneo.

La partita che dalle immagini sembra giocata sull’acqua, riecheggiando quasi un clima da miracolo, in realtà si è giocata su una piattaforma galleggiante, tipica del paesaggio del Golfo Persico dove per estrazione vengono usate grosse superfici a pelo d’acqua.

I due rivali di sempre che nei loro match sono già spettacolo nello spettacolo confessano di essersi divertiti molto, con un’iniziativa attraente, epica per certi versi, che contribuisce a spostare l’asse delle sedi di campionati, tornei e perfomance sportive verso il Medioriente.

Ormai è un trend irrefrenabile, dalla Formula 1 al Moto GP, al tennis, lo sport trova nuovi scenari e nuove organizzazioni e il Vecchio Continente deve difendersi se non vuole vedere spostato l’epicentro di alcuni sport e di alcune competizioni sportive.
Questione di dollari? Anche, ma anche strategie comunicazionali ironiche, un po’ fuori dagli schemi, la volontà di investire in idee di promozione diverse.

Del resto basta pensare che il tennis è a tutt’oggi uno sport molto tradizionale e di etichetta e quindi perché non immaginare luoghi diversi e divertenti per fare un spot, rompendo alcuni schemi? E’ vero che le multinazionali dell’abbigliamento tennistico e gli sponsor dei giocatori puntano da un po’ su filosofie e pubblicità accattivanti, ma i tornei del Grande Slam e dell’ATP in genere non si cimentano mai in autopromozioni, puntando su una lunga tradizione di torneo che nomi come Wimbledon e Roland Garos si portano dietro. Ora qualcosa sta cambiando e lo sport business ed il turismo scoprono nuove tappe, nuove città da visitare, nuovi luoghi da vedere e inizia l’attacco allo sport business tradizionale.

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Scritto da

Stefania Mele

Stefania Mele aka Satoko, napoletana, laureata in Economia e Commercio, già da studentessa ha lavorato nel “Laboratorio di Marketing” della Federico II di Napoli. Ha ... continua

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